VALENTINA PITZALIS: LA GIUSTIZIA MI DARÀ RAGIONE, SONO SERENA

Intervista esclusiva a Valentina Pitzalis a commento dell’esposto di Roberta Mamusa.

Valentina, Roberta Mamusa, la madre di tuo marito, Manuel Piredda, ha presentato un esposto alla procura della repubblica di Cagliari per chiedere la riapertura del caso per istigazione.
Cosa provi?

Sono serena e sollevata dal fatto che lo abbia fatto.

La signora Mamusa, peraltro, con questo atto, peraltro, cambia totalmente la sua opinione sulla dinamica dell’atto compiuto dal figlio nei miei confronti e sostiene adesso che sia stata io ad istigarlo, a provocarlo, a organizzare il tutto. Questo è ciò che si evince da quanto da lei dichiarato, perché purtroppo ne io ne il mio avvocato possiamo accedere al contenuto dell’esposto stesso. Questo farà, infatti, il suo corso che potrebbe durare mesi o anni, non è dato sapere.

 

E lei risponderà legalmente all’esposto?

Non intendo rispondere a questo atto in nessun modo, poiché non ha una rilevanza reale. Non sono state fornite prove a sostegno della tesi della signora Mamusa, come non erano mai state fornite in precedenza quando sono stata oggetto di gogna mediatica su facebook.

E’ stato affermato più volte in maniera strumentale dalla Signora Mamusa e dalle persone a lei vicine che Manuel fosse morto non dopo avermi dato fuoco a causa dei fumi respirati e del ritorno di fiamma, ma perché aveva il cranio devastato da una ferita.

L’inchiesta con le foto – archiviata per morte del reo, quindi del colpevole – dimostra ampiamente che ciò non era vero, che Manuel indossava dei guanti e che aveva accanto a se un secchio di plastica vuoto che conteneva cherosene. Questo è quello che io ho chiamato più volte annaffiatoio verde, perché così io lo ricordo mentre ardevo.

 

Cosa farà quindi?

Quello che ho fatto dopo essermi curata per mesi in ospedale e ripresa un po’ dalla tragedia.
Continuerò con i progetti di educazione e prevenzione alle differenze di genere e lotta al bullismo e al cyberbullismo nelle scuole con Fare x Bene Onlus.
L’associazione organizza anche eventi di sensibilizzazione e comunicazione contro la violenza di genere come Pagina Bianca alle quali prendo parte per far capire a tutte le donne vittime che non ci si deve fermare, che non ci si deve sentire colpevoli, non ci si deve nascondere per la vergogna.

Io ho la colpa di essere sopravvissuta quando la vittima normalmente muore e il carnefice sopravvive.

Mi spendo gratuitamente per una causa nella quale credo, in un paese nel quale anche le disgrazie diventano business.

Sono un monito, non un esempio da seguire e posso dare il mio contributo spendendomi in prima persona senza paura e senza remore.

Come dico nel mio libro, Nessuno può toglierci il sorriso, mai, e insieme dobbiamo lavorare per garantirlo a tutte le donne che non hanno voce e sono sole nel circolo vizioso della violenza e ai ragazzi che nelle scuole o nel loro privato vengono vessati e umiliati da coetanei che devono essere a loro volta aiutati e accolti.

 

Quindi aspetterai che si pronunci la Procura?

Spero solo che la signora Mamusa in attesa della risposta della giustizia, la smetta con la sua campagna di accuse e bugie sul web. Ora tutto e’ in mano a un magistrato. Aspettiamo il suo responso in silenzio. Io sono tranquilla, so quello che e’ accaduto e come sono andate le cose.