BUONINCONTI: LA TELEFONATA CHE SMONTA L’ACCUSA

Esiste quindi una telefonata di Buoninconti che potrebbe scagionarlo, o almeno rimettere tutto in discussione.

Perché il consulente del Pm in tutta questa sua ricostruzione non prende minimamente in considerazione ( e non lo fa anche  il giudice Amerio ) la telefonata di Buoninconti della 9.09.53 a Elena Ceste?

Forse perché quella telefonata mette in serio imbarazzo la ricostruzione dell’accusa e del consulente. Per l’esistenza stessa di quella telefonata, che non ha più alcuna giustificazione logica in quanto Buoninconti tornando a casa avrebbe verificato dove era il telefono della moglie. E soprattutto perché’ viene compiuta a una distanza tale da casa Buoninconti da rimettere in discussione tutto, sostiene la difesa.

Le celle che aggancia infatti quella telefonata sono la 674 a inizio chiamata e la 417 a fine chiamata.

La prima cella è installata a Castagnole delle Lanze, ed ecco le zone dove i Ros hanno agganciato la cella:

ros-copertura-cella-sei-sette-quattro

La seconda è invece più spostata verso Govone e il Tanaro, ecco l’area indicata dai Ros dei Carabinieri

ros-copertura-cella-quattro-uno-sette

Sono gli stessi Ros dei Carabinieri a rilevarlo e certificarlo, così come vengono identificati gli unici punti in cui Buoninconti può avere agganciato la 674, quella di inizio chiamata.

Ora il problema e’ che i punti del possibile aggancio, non sono prossimi alla casa di Buoninconti ( e per natura della cella, come nel caso di quelle vicino al Rio, c’e’ chiarezza sui punti di aggancio ). E la cella cella 674 , rilevano i Ros dei Carabinieri, non può in alcun modo essere agganciata dalla zona di casa Buoninconti.

I punti in cui Buoninconti può aver agganciato la cella 674  trovano tra i 2,8 e i 3.8 km di distanza dall’abitazione. Ovvero a 5/6 minuti di strada in auto da quella casa.

Come evidenziato nella relazione tecnica del consulente delle difesa, che partendo dai tre punti individuati dai Ros come possibile aggancio della cella 674 calcola la distanza da casa Buoninconti e il tempo di percorrenza per coprirla.

distanza- casa cella 674

distanza- casa cella 674

distanza- casa cella 674

Se quindi l’aggancio avviene alle 9.09.53 sottraendo 5 minuti si arriva alle 9.04.53, se se ne sottraggono 6 si arriva alle 9.03,53

Buoninconti cioè dovrebbe essere partito da casa in uno di questi due orari 9.04 o 9.03.

Per andare dove, non e’ chiaro, perché sarebbe un suo allontanamento che nessuno ha visto o testimoniato, dato che Marilena Ceste non ha dubbi nel dire che dopo le 9.30 lui parte alla volta di Govone, come ripreso anche in sentenza.

Ricordiamo inoltre che  secondo la ricostruzione del consulente del Pm in quei minuti Buoninconti sta tornando a casa, deve ancora suonare al Cancello dei Rava e fermarsi a parlare con loro, deve ancora rientrare in casa dove – come sottolinea il giudice nella sentenza troverà finalmente il telefono di Elena – e deve ancora telefonare a Oreste Ceste.

Bisognerebbe inoltre spiegare perché alle 9.09 Buoninconti chiami ancora la moglie, visto che e’ ripassato da casa e ha potuto verificare che il telefono era lì, nella ricostruzione dell’accusa. Non aveva quindi più ragioni per continuare a chiamare Elena, cosa che invece fa per ben tre volte, dopo essere ripassato da casa ( secondo la Procura ) alle 9.06.

A fornire una spiegazione, nella sentenza, ci pensa il giudice Amerio, che così giustifica le telefonate :

“I primi due tentativi di chiamata della durata di un minuto, furono effettuati per la finalità indicata poc’anzi ( cioè verificare se il cellulare di Elena era in auto ), le due telefonate successive alle 9.06, ebbero durata meno breve in quanto l’imputato. una volta rinvenuto il cellulare della moglie si accingeva a staccare la chiamata…”

Buoninconti cioè arrivato a casa chiamava il cellulare di Elena con brevi chiamate e lo rintracciava.

Peccato che questo sia impossibile dato che le celle telefoniche che agganciano la chiamata dell 9.09 non sono compatibili con la casa di Buoninconti,  e nemmeno con le zone che le sono prossime. Non esiste una rilevazione tecnica che possa indichi questa eventualità. Anzi, i Ros dei Carabinieri certificano che quelle celle non possono essere agganciate da casa Buoninconti, ma solo da zone che si trovano a 3/4 km da lì. Da casa Buoninconti è semplicemente impossibile, dicono tutte le rilevazioni, agganciare la cella da cui parte quella telefonata. ( ros zone copertura cella 674  e casa buoninconti )

A certificare che non sia possibile agganciare la cella 674 da casa Buoninconti sono appunto i Ros che effettuano test da ogni piano della casa, e in ogni condizione di uso dei cellulari. Ecco le tabelle riepilogative del cellulare vodafone di Elena .

ros-telefonate-casa-b-dueros-telefonate-casa-b-treros-celle agganciate casa Buoninconti

Ecco invece quelle verificate dai Ros di Milano in merito a tutte le compagnie telefoniche, compresa la Tim, del cellulare di Buoninconti.

rilevazione-ros-marzo-casa-buoninconti

Come potete vedere la cella 674 non viene mai “vista” da casa Buoninconti. 

Perché Buoninconti chiama la moglie la  poi?

Teniamo conto che Buoninconti nega di aver fatto quelle telefonate, sostenendo che sono partite accidentalmente, quindi quella telefonata non e’ giustificabile nemmeno con la necessità di continuare una finta disperata ricerca.

INSOMMA LA TELEFONATA DI BUONINCONTI ALLA MOGLIE DELLE 9.09 E’ IN NETTA CONTRADDIZIONE CON LA RELAZIONE TECNICA DEL CONSULENTE DEL PM. E SOPRATTUTTO NON NE FA PARTE. DEZZANI NON HA MINIMAMENTE FORNITO UNA SPIEGAZIONE PER QUELLA TELEFONATA, LASCIANDOLA FUORI DALLA SEQUENZA DI CHIAMATE PRESE IN CONSIDERAZIONE  PER SPIEGARE QUANTO ACCADUTO.

Il giudice Amerio poi nella sentenza segue la stessa linea interpretativa e scrivendo che Buoninconti:

“dopo le ore 9.08 ( orario in cui è terminata la chiamata a Oreste Ceste ) si trova presso l’abitazione della famiglia Rava ” e che “quest’ultimo orario infatti rappresenta la cesura finale del monitoraggio del percorso tenuto dall’imputato perché, una volta fondatamente assunta l’ipotesi che Elena e’ stata ‘deposta’ nel rio già in stato cadaverico e l’omicidio è contestuale all’occultamento del corpo, le successive fasi dinamiche non presentano particolare rilevanza.”

Il giudice quindi considera irrilevante che la telefonata successiva, quella che avviene meno di due minuti dopo il momento in cui lui colloca Buoninconti davanti a casa dei Rava, avvenga a 3/4 km di distanza. Anzi non valuta neanche quella chiamata giudicandola irrilevante, salvo poi dire che Buoninconti l’ha fatta per trovare il cellulare in casa.

Perché intanto, come scrive chiaramente, l’assunto e’ che Buoninconti abbia gettato Elena nel fossato dopo averla uccisa. Quindi gli elementi discordanti, sono irrilevanti.

E’ un processo valutativo dove il presupposto teorico ( omicidio e occultamento ) porta alla lettura dei dati tecnici ( il percorso di Buoninconti ) , e dove i dati tecnici non collimino ( la telefonata delle 9.09 ), prima alla mancata giustificazione tecnica da parte del consulente, poi alla mancata presa in considerazione del dato da parte del giudice.

Esiste quindi una telefonata che per la sua specifica natura tecnica, e per la sua collocazione geografica, sembra smentire da sola il racconto accusatorio dei movimenti di Buoninconti quella mattina, il suo viaggio per nascondere il corpo della moglie appena uccisa.

E quella telefonata incredibilmente viene lasciata fuori dalla consulenza della Procura. E altrettanto incredibilmente nella sentenza viene prima giudicata irrilevante, e poi spiegata in modo scientificamente sbagliato.

 

Per continuare a leggere l’inchiesta clicca qui –> LE CELLE TELEFONICHE: QUALI CERTEZZE? 

Per leggere il capitolo precedente clicca qui –> BUONINCONTI: LE CELLE TELEFONICHE DICONO CHE LUI E’ COLPEVOLE?