LE CELLE TELEFONICHE : QUALI CERTEZZE ?

Le celle telefoniche: esiste una telefonata che sembra smentire la ricostruzione della Procura, è possibile?

Nel caso della morte di Elena Ceste e della accuse che vengono mosse al marito Michele Buoninconti  la ricerca della verità su quanto accaduto quella mattina, si gioca proprio sul filo dei minuti, e sulla correttezza dei dati.

E’ ovvio quindi che la validità e l’accuratezza di questi dati è un punto centrale di tutto il processo.

Si tenga presente in merito, che i primi a smentire le rilevazioni del consulente del Pm sono – ancora una volta – i Carabinieri. Questa volta i tecnici del Ros, che hanno svolto le loro rilevazioni insieme al consulente del Pm. Loro avvalendosi di un’apparecchiatura universalmente riconosciuta come valida dai protocolli investigativi (TEMS), il consulente con un software personale.

Nella sua relazione il consulente del Pm mostra alcune schermate del suo software, ma mai quelle rilevate dai Ros che offrono invece un’accuratezza maggiore. Non è chiaro come mai, di certo per accedere ai dati del TEMS del Ros, il consulente avrebbe dovuto avere da loro le chiavi d’accesso, ma nella sua consulenza lui non fa riferimento tecnico ai dati dei CC.

Ecco le tabelle indicate dal consulente del Pm.

schermate dezzani

Esistono inoltre delle discordanze tra i suoi rilievi e quelli dei Ros.

A partire proprio da inizio mattinata, da quel percorso da Costigliole a Casa, che Buoninconti avrebbe percorso in 6 minuti secondo Dezzani, in 8 minuti secondo i Ros.
Buoninconti dunque sarebbe arrivato a casa alle 8.45, con 10 minuti a disposizione per uccidere Elena e caricarla in auto.

Dalla relazione dei Ros risulta anche che, come in realtà dovrebbe essere considerato normale:

“il comportamento evidenziato è dovuto alla fluttuazione del livello di segnale delle celle ricevute che, ha un andamento estremamente variabile “

In parole povere in Ros certificano ciò che dovrebbe essere ovvio: le celle telefoniche non sono entità rigide, con confini determinati appunto, rigidamente. Basti pensare che in casa Buoninconti i Ros registrano la presenza di 4 celle. A determinare la copertura delle celle ci sono diverse variabili tecniche, più tutte quelle legate al territorio circostante, più quelle che possono dipendere da fattori del momento, dal clima, al flusso di utilizzo delle celle stesse.

Le celle insomma possono dare delle indicazioni anche importanti, ma non forniscono da sole certezze assolute. Forniscono ipotesi che devono poi trovare altre conferme. Testimoniali o di altro genere.

La relazione del consulente del Pm invece, fornisce risposte assolute, come questa:

” Di conseguenza, l’unica situazione in cui possa essere avvenuto il cambio cella dalla 416 alla 415 nella chiamata avvenuta alle ore 9.01.48 e terminata alle 9.02.50, dopo un intervallo di 27 secondi, e nel corso della chiamata delle ore 9.03.14 e terminata alle 9.04.16, con nuovamente il cambio di cella dalla 415 alla 416 e’ la percorrenza del tratto di strada indicato.”

Una dichiarazione che richiama un valore assoluto, messo in dubbio tanto dalla relazione dei Ros che dice il contatto tra le due celle avviene anche in altri punti, ma soprattutto dalla logica: quel passaggio da una cella all’altra infatti può essere letto in entrambi i sensi di marcia senza mutare nei suoi rilievi tecnici.

Buoninconti cioè poteva essere in movimento da Chiappa d’isola verso casa, o viceversa, da casa verso Chiappa d’Isola e il risultato dell’aggancio alle due celle resterebbe identico. Non cambierebbe di un secondo. Perché uguale e’ la distanza tra i due punti dove avviene il passaggio, in un senso e nell’altro.

IL DATO TECNICO QUINDI PUÒ INDICARE CHE BUONINCONTI ERA IN MOVIMENTO, MA NON PUÒ’ ASSOLUTAMENTE DIRE IN QUALE DIREZIONE SI STESSE MUOVENDO.

Anche dando per buoni gli orari segnati da Dezzani ( che in realtà soffrono di uno scarto di un minuto perché non tiene conto delle indicazioni di scarto della TIM   tranne nei due passaggi tra le celle ), non vi è certezza di dove si trovi Buoninconti in quei minuti, perché tutte le altre telefonate ( 8.55, 8.57, 9.06 ) avvengono nella cella 416, e in una cella come quella, che è molto ampia e copre una vasta fetta di territorio,  e’ impossibile stabilire la collocazione precisa di chi sta telefonando dai soli dati del cellulare.

Quando il consulente del Pm colloca Buoninconti in viaggio verso il Rio Mersa compie una propria deduzione che non ha nessuna validità scientifica se non viene confermata da altri dati tecnici (come un geolocalizzatore sull’auto ) o testimoniali.

Il percorso in verde indicato in questa foto, è insomma una mera ipotesi del consulente dell’accusa, l’unica cosa più o meno certa è che Buoninconti sia transitato nel tratto giallo, ma senza avere certezze sulla direzione di movimento.

il-percorso-secondo-dezzani

Non esiste alcuna prova scientifica del percorso di Buoninconti, tranne che per l’ipotesi di  quel passaggio tra le due celle in quel tratto di strada ( parliamo di ipotesi perché neanche questa in realtà è una certezza assoluta, quello non è l’unico punto dove è possibile che si verifichi un fenomeno come quello dice la difesa riferendosi ai dati dei Ros ) .

Per dire che Buoninconti si e’ mosso dal punto A ( il Rio Mersa ) verso il punto D ( casa)  passando dai punti B e C  ( i punti di passaggio tra le celle 416/415/416), occorre che questo venga certificato e dimostrato, e confermato da altri elementi di prova, altrimenti i dati delle celle sono applicabili anche al percorso inverso con la sequenza D-C-B-A. Ma soprattutto l’unica certezza geografica è quella dei punti B e C (  oppure C e B se  il movimento è in senso opposto) perché nessuno può fornire una certezza scientifica sul punto di partenza di quel movimento e su quello di arrivo.

Per questa ragione diventano fondamentali gli elementi che dovrebbero rendere più solida l’ipotesi dell’accusa, senza affidarsi al consulente del Pm in qualità di indiscutibile vate.

E questi elementi sono i testimoni e la logica deduttiva. Oltre al fatto che in questo caso c’e’ anche la telefonata delle 9.09 ad aiutare a mettere ordine, come vedremo. Una telefonata che  Dezzani non prende neanche in considerazione. E apparentemente incompatibile con le sue conclusioni.

Andiamo quindi a vedere cosa dicono i testimoni.

 

Per continuare a leggere l’inchiesta clicca qui –> LE CELLE TELEFONICHE: LE TESTIMONIANZE CONFERMANO L’ACCUSA?

 

Per leggere il capitolo precedente clicca qui –> BUONINCONTI: LA TELEFONATA CHE SMONTA L’ACCUSA