IN CONCLUSIONE: LA PROCURA SEMBRA CHE SBAGLI

Il secondo grande pilastro dell’accusa, le celle telefoniche, in conclusione sembra ancora più fragile di quello dell’autopsia.

Non offre certezze scientifiche ma solo, come sempre in questa inchiesta, interpretazioni. E soprattutto ignora inspiegabilmente il dato tecnico della telefonata della 9.09, che da sola mina l’intero impianto accusatorio. E nel racconto della Procura, il clamoroso errore di Buoninconti, delle telefonate alla moglie è del tutto privo di logica.

A minare la prova ci sono troppi elementi.

Non solo per le dure critiche Tecniche effettuate dal consulente della difesa Reale al lavoro del consulente del Pm Dezzani. Critiche che io tecnicamente non sono in grado di valutare, ma che se fossero anche minimamente fondate inficerebbero completamente quel lavoro.

Ma anche per le discordanze tra le rilevazioni e le conclusioni di Dezzani rispetto ai rilievi dei Ros. Perché in questa inchiesta, capita spesso che il lavoro e le relazioni dei Carabinieri, siano la prima fonte a far dubitare delle conclusioni dei consulenti tecnici dell’accusa.

Per questo, ritengo che sia stato un errore non consentire in aula il confronto tra i due consulenti. Il giudice Amerio ha scelto di far deporre solo Dezzani, nonostante Reale fosse presente e pronto a deporre. E’ vero che il Rito Abbreviato pone dei limiti al dibattimento, ma e’ anche vero che il Giudice gode del potere discrezionale di accettare consulenze e testimonianze a integrazione, e che questo potere e’ stato esercitato in molti processi. Il giudice inoltre non ha voluto accogliere nemmeno un documento di poche pagine presentato dalla difesa per evidenziare le criticità del lavoro di Dezzani.

Dezzani quindi ha esposto le sue conclusioni, su una materia così tecnica in un monologo interrotto dalle domande del giudice e della difesa, rispondendo con valutazioni tecniche che nessuna delle parti era in grado di controbattere.

Per quanto riguarda i contenuti della relazione tecnica di Dezzani ho già esposto sopra. E personalmente non posso che condividere i dubbi della difesa sulle sue conclusioni.

Dubbi tecnici sorti dalla lettura del lavoro del Consulente della difesa. Dubbi molto importanti. Ma anche dubbi logici che avevo già prima ancora di leggere il lavoro di Reale.

Buoninconti ha sempre detto di essere tornato a casa, di aver cercato Elena, di aver poi chiamato  prima la vicina Marilena e poi andando da loro i vicini Rava, saputo che entrambi non avevano visto la moglie, è partito per un primo giro di ricerche. Racconto compatibile con le telefonate, e le testimonianze dei vicini ( dei Rava le prima e non le seconde), e anche con quella del super testimone Terzuolo. Durante il suo giro di perlustrazione avrebbe chiamato Oreste Ceste e sarebbero partite per errore 5 chiamate verso Elena, la localizzazione di queste chiamate disegna un percorso nella piana compatibile con un suo rientro a casa prima delle 9.30 quando lo rivede Marilena.

Secondo la Procura invece sostiene che lui sia partito subito per il Rio Mersa,  ma non può fornire elementi certi di prova, così inventa letteralmente un tragitto che non è supportato da nulla, se non dalle parole del Consulente del Pm, non una testimonianza visiva o un dato tecnico come un geolocalizzatore. E per far muovere in questo modo Buoninconti di fatto ritiene sbagliata la testimonianza della vicina Marilena, e si avvale di una seconda versione dei Rava che dilata i tempi tra la telefonata di Buoninconti delle 8.57 e il suo suonare al campanello, che nella prima versione erano consecutivi. E in tutto questo non può trovare una giustificazione scientifica e logica alla chiamata delle 9.09, che avviene troppo lontano da casa,  totalmente incompatibile con gli spostamenti indicati.

La mia impressione è che il lavoro di Dezzani non offra alcuna risposta scientificamente certa su quanto accaduto quella mattina.

Che sia in possibile contraddizione con le prime testimonianze dei vicini. Che fornisca una motivazione illogica alle telefonate di Buoninconti alla moglie. E che soprattutto che inspiegabilmente tralasci di esaminare la telefonata della 9.09, la terza di Buoninconti alla moglie, assolutamente incompatibile con la ricostruzione dell’accusa.

All’opposto, l’ipotesi della difesa che Buoninconti abbia percorso un giro in auto in senso contrario, sembra veder collimare e combaciare maggiormente, tanto i dati tecnici delle rilevazioni che quelli testimoniali.

Sono mie impressioni. Ma credo che sollevino molti dubbi.

Anche in questo caso non posso che augurarmi che il giudice, in sede di Processo D’Appello, trovi la forza di approfondire questo tema, con un confronto tra consulenti, o con una Perizia terza, su incarico della Corte.

 

 

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