ELENA CESTE: MOGLIE E MADRE

Elena Ceste dunque a un certo punto della sua vita, attorno ai 19/20 anni, si innamora di Michele Buoninconti.

Lui di anni ne ha 24 ed è a Torino a lavorare come autista per l’Atm. Lei per riuscire a vederlo costringe i suoi familiari a correre alle fermate dell’autobus negli orari giusti per salire sulle corse dove lui è alla guida.

La loro è una bella storia d’amore.  E Elena sembra scegliere coscientemente quell’uomo, allora un ragazzo, che viene da una famiglia contadina e che è portatore di valori e modelli familiari molto precisi, di operosità, umiltà  e parsimonia.

Quelli che lo psichiatra Pirfo, consulente della Procura, definisce quasi di altri tempi, dove è il lavoro a nobilitare l’uomo, e a decretarne il valore. Non la ricchezza o  altri valori più evanescenti.

Sappiamo che Elena condivideva l’animo attento e parsimonioso alle spese ( il padre la definisce quai avara ), ma Elena incontra Michele in un momento della sua vita molto più spensierato, caratterizzato anche da una certa ricerca di libertà sessuale ed amorosa.  Eppure sceglie Michele, lo attende addirittura per tutto il tempo in cui lui segue i corsi di formazione in giro per l’Italia, raggiungendolo nei fine settimana in treno, da sola ( lo racconta con orgoglio sempre il padre, sottolineando lo spirito coraggioso di Elena).

Elena quindi sceglie con forte volontà l’uomo con cui costruirà poi la sua famiglia. E lo sceglie evidentemente anche perchè Michele e’ in grado di accoglierla, e di accettare entrambe le sue personalità: quella che condivide, almeno in quel momento,  con Buoninconti il modello di vita agreste e familiare, e quella più spensierata e passionale, che racconta al suo nuovo amore, che condivide con lui, anche da un punto vista pratico.

Non è un caso infatti che una delle ragioni per cui Buoninconti ostinatamente continua a negare i tradimenti di Elena tra il 2013 e il 2014, quando parla con i suoi parenti, è proprio l’intensa passionalità e sessualità che esisteva tra loro. Seguendo in pratica questo ragionamento: come poteva avere altri uomini se era tanto passionale con me e mi cercava tanto spesso?

Un tema molto intimo quello della sessualità per Buoninconti, tanto che si rifiuta di parlarne con lo psichiatra Pirfo, mentre con l’atteggiamento di disprezzo che caratterizza i suoi dialoghi con gli inquirenti, quando viene interrogato sui possibili tradimenti di Elena dice che era impossibile che altri uomini si fossero interessati a lei perchè lei aveva delle gambe rovinate dalle vene varicose.

Ecco, l’essere a volte così greve e tagliente nei suoi giudizi, nelle sue espressioni, ha spesso messo nei guai Buoninconti in queste indagini, dando di lui un’immagine che invece non trova riscontri nel resto della sua vita.

Ne è una prova lampante il fatto che la famiglia Ceste, tutta, il padre e la madre di Elena, la sorella, e il cognato Danilo, hanno sempre visto positivamente la relazione prima e il matrimonio poi, tra Elena e Michele.  Ecco in merito le considerazione nella relazione del consulente della Procura, la psicologa  Fusaro:

 

La coppia Elena-Michele

Si sposano dopo tre anni quando Elena ne ha 22, lascia il lavoro per trasferirs a Salerno e nel 2000 nasce Figlia 1 da una gravidanza tranquilla. Dopo qualche tempo si trasferiscono a Govone, quando Figlia 1 ha 15 mesi, perché Michele ottiene un incarico ad Asti e nel frattempo cercano una casa con la campagna, perché il marito di origini contadine, vuole dedicarsi alla coltivazione, nel tempo libero. In quegli anni nascono Figlio 1 e Figlio 2.  Il padre ( Franco Ceste ) racconta le circostanze di questo trasferimento: la coppia non aveva detto nulla e un sabato _si sono trovati Elena in corridoio a Govone che egli ha detto che il marito era stato trasferito ad Asti.
Secondo la madre Elena  non faceva distinzione tra i figli che le erano tutti molto affezionati e in particolare in tempi recenti, sia Figlia 2, sia Figlio 2 spesso le stavano in braccio. Con i bambini era paziente, la madre non l’ha mai vista arrabbiata, li seguiva anche nei compiti. Era molto attenta a festeggiare i compleanni e in generale a occuparsi delle cose della casa. La sorella Daniela afferma di averla
sentita qualche volta rimproverare i figli grandi,  oppure i maschi quando esageravano nell’alzare la voce o nel prendersi in giro.
Elena e il marito hanno mantenuto nel corso del tempo l’abitudine di andare alla domenica a Govone da loro. La madre di Elena non ha mai avuto occasione di cogliere _qualche tensione tra la figlia i, il marito, né ha mai dichiarato di essere scontenta della vita che faceva in campagna o del matrimonio.
Il sig. Ceste racconta che la coppia era molto riservata, non ha mai osservato gesti affettuosi tra di loro e la domenica parlavano tutti insieme del più e del meno. ma lui vedeva che la famiglia cresceva e andava bene. Aveva perso due gravidanze, forse una prima di figlia 4 e una dopo e di recente soffriva a causa delle vene varicose e si era operata sotto consiglio della madre, a metà novembre ed era molto
soddisfatta. La signora l’aveva aiutata dopo l’intervento in casa,ma Elena voleva fare da sola, è sempre stata molto autonoma.
Lo stile di vita della coppia è improntato alla riservatezza e al risparmio. Come dichiarato nelle testimonianze degli insegnanti e dai minori, le abitudini della famiglia sono quelle di ottimizzare tutte le risorse: lasciare talvolta la mamma a casa quando si trasferiscono a Salerno a visitare i parenti perché possa accudire gli animali; Figlio 1 racconta all’insegnante M.  che il padre raccoglie l’acqua piovana, la fa bollire e la utilizza a tavola,  una vicina di casa afferma che spesso utilizzano l’acqua della fossa biologica per bagnare l’orto, facendo puzzare la zona ); i commercianti della zona non li conoscono molto, sembra che spesso il marito insieme a lei, acquistasse nei supermercati, ma che la donna preparasse molti ingredienti da sola;  il marito nei mesi estivi disdice l’assicurazione dell’auto di Elena, sempre per risparmiare.
Un elemento che accomuna la coppia è l’attenzione all’immagine che si offre; tutti confermano che Elena fosse molto attenta alla propria immagine sociale, ad apparire adeguata e scrupolosa, a non essere soggetta a possibili critiche.

 

Elena e Michele insomma costruiscono una famiglia condividendo a pieno i criteri e parametri attorno ai quali il nucleo cresce e si struttura. Le scelte spacciate per ossessivo controllo da parte di Michele , come l’assicurazione per l’auto sospesa durante l’estate, i capelli tagliati in casa, etc etc non sono altro che scelte parsimoniose condivise, da lui che ha un modello familiare legato al risparmio e al minimo spreco, e da lei, Elena, che non a caso, ricordo, il padre definisce quasi avara, da sempre.

Tra loro non si registrano attriti, e anche il carattere “fiammiferino” di Buoninconti e’ ben inquadrato e definito dal papà di Elena, Franco:

Quanto a Michele, che dire? Lui è chiuso , ha il suo carattere, intendo dire uno che quando ha i suoi momenti meglio non parlarci assieme. Io ho sempre adottato questa tecnica, ci sono di quelli che preferiscono non essere infastiditi, quando hanno i cinque minuti, ebbene Michele è uno di questi, basta saperlo, anche perché pure se si arrabbia, bastano pochi minuti e tutto torna come prima.

Insomma, Michele non è assolutamente visto come il mostro che si è poi cercato di delineare nei mesi dell’inchiesta, quando anche la famiglia Ceste ha iniziato a prendere posizioni sempre più dure nei suoi confronti. Buoninconti ai loro occhi è sempre stato un buon marito per Elena.

Ricordiamo la loro difesa dell’uomo nei mesi seguiti alla scomparsa, una difesa arrivata fino al momento in cui viene scoperto il cadavere di Elena, quando è lo stesso cognato Danilo a consigliare Buoninconti di nominare i consulenti della difesa perchè assistano all’esame a sua tutela.

Non ci sono elementi che emergano per quasi nove mesi creando dubbi e fratture, nemmeno quando Elena è ormai lontana da troppo tempo. Ma saranno solo le conclusioni delle indagini, quando cioè la Procura si presenterà con la “certa” responsabilità dell’uomo che si consumerà la frattura. A fare la differenza quindi non è una valutazione complessiva dell’uomo, ma il fatto che gli inquirenti dicano loro di avere le prove dell’avvenuto omicidio.

Non c’e’, per essere chiari un solo interrogatorio in cui la famiglia Ceste sollevi dubbi nei confronti di Buoninconti prima di quel momento.

Al contrario, la famiglia difenderà Michele anche quando racconterà i fatti intercorsi, o almeno quanto fosse a loro conoscenza di essi, tra il luglio 2013 e il gennaio 2014, il momento in cui Elena Ceste, entra in crisi.

 

 

Per continuare a leggere l’inchiesta clicca qui –> ELENA, MICHELE E GLI AMANTI: QUANDO LA COPPIA NON BASTA PIÙ’

Per leggere il capitolo precedente –> CHI ERA ELENA CESTE?