IL DRAMMA DI ELENA CESTE: LA GRANDE CRISI D’AUTUNNO

Il dramma di Elena Ceste: Settembre, Ottobre, Novembre 2013, e poi Dicembre e Gennaio 2014, e’ nell’arco di questi cinque mesi che il mondo di Elena entra in crisi. Una crisi profonda, che la porta a un delirio paranoide e a un distacco dalla realtà, come accertato dalle consulenze della Procura. 

Una crisi superata prima di Natale, secondo la sentenza di condanna di Michele Buoninconti.

Ma forse una crisi che ha invece portato Elena incontro a un tragico destino dove Buoninconti non interpreta il ruolo di assassino.

Una crisi importante per capire quanto accaduto ad Elena, e forse per scoprire che i deliri della notte prima che lei morisse non sono un’invenzione di Michele Buoninconti.

Una crisi che il consulente della Procura, la psicologa Fusaro,  esamina in tutti i suoi passaggi del mese di ottobre:

La crisi dell’autunno 2013
Elena, dopo un mese di messaggi affettuosi con il sig. A, tra il 9 e il l 2 ottobre cambia atteggiamento improvvisamente.

12 ottobre 2013
Elena: –  hai sbagliato di grosso A. a non conoscermi … non posso continuare in questo modo atroce: ho assolutamente e urgentemente bisogno di vederti non per la tua vita non mi interessa, ma per la mia. credimi è necessario vederti dal vivo. perché non posso più continuare cosi, lo so che sono un peso per te ed infatti mi tolgo, pazienza se vuoi addossarmi tutto a me o la pensi male, intanto io sono fatta per  soffrire e sopportare ma non posso assolutamente continuare se non ti vedo un’ultima volta, perché per
telefono e in chat in questi casi non si può
A.: –  oltre a non aver capito cosa sono prima, continui a non capirlo adesso … sei convinta di un qualche cosa … che ti sei creata da sola e che ti crei problemi … mi accorgo quando c’è qualcosa di strano nelle persone con cui ho a che fare,  come mi sono accorto che qualcosa di strano nei tuoi pensieri dall’inizio. ma che ultimamente non ti faceva stare bene
Elena : – la mia è una richiesta di aiuto ultima perché è inevitabile, necessario veramente, quello che tu pensi di me giusto o sbagliato pazienza mi dispiace tantissimo, anche tu ormai ti sei fatto convinzioni su di me e non ci posso più fare niente nonostante so io solo quello che provo, ti chiedo solo più di concedermi ultima volta indispensabile
A.- R: non hai ancora capito che io di te non penso niente di negativo. quelle sono solo convinzioni tue …

Elena: – ti do tutte le ragioni del mondo, o pazienza concedimi solo ultima volta parlare dal vivo credimi è meglio

Il 14 ottobre lei lo allontana, lui non capisce, il 15 ottobre lei lo cerca per telefono, lui non risponde e Elena sembra molto in ansia. disperata. Poi nel pomeriggio si messaggiano e lei lo accusa di aver scherzato con i sentimenti. Alla sera lo accusa di aver mandato un sms al cellulare di un altro o del marito e di aver reso pubblica la relazione, poi chiude. Il giorno dopo:

16 ottobre
Elena: – A. fin dall’inizio quando hai iniziato a giocare con l’elettronica c’erano troppe cose che non andavano. non sopportavo più  di essere strumentalizzata, ho lasciato credere di bermi gli imbrogli, non era affatto un gioco. né un film, bastava credere in me. avevo immaginato tutto, sono contenta che è arrivato il compleanno e vedere tutto, ci sono arrivata da sola, Non dovevi creare _uno
scandalo simile, la mia depressione e’ stata la scusante per uscire dallo scandalo. mi trattenevo dallo scriverti perché ci ero arrivata da tanto, non dovevi mettere in mezzo il mondo. hai creato in me una violenza psicologica che porta al suicidio, Ti devinivi rimbambito, per essere gentile. Io provo pietà di fronte al male. Ho la pazienza che mi rende forte e i miei figli che mi danno la vita. Io da solo sono riuscita a capire molte cose di tel e pc usati male, per te è stato facile allearti con il mondo, ma non hai capito me.  Si gioca da bambini e non coi sentimenti  e non sono stata sui libri tanto senza capire niente.  ti avevo  già dato i miei ringraziamenti proprio perché sapevo e non rimangio niente.  Povero chi non mi ha capita
Elena:  pregherò per te e io ti auguro solo e sempre il bene, il male non.fa per me, mi spiace tanto che non hai capito che non era solo perché mi davi retta, io non ho mai fatto sfide e non inizierò mai io sospettavo tutto, ho messo a repentaglio la mia vita, ma chi è
intelligente mi comprenderà non giudico e continuo  vita bene.

A.: Elena continuo a dirti. ma te l’ho già anche detto, che non so proprio di cosa tu stia parlando, non vi vuoi credere, ma io veramente  non conosco la situazione della quale parli
Elena: mano sulla coscienza perché devo vivere per i miei figli il resto è stato distrutto dalla cattiveria .
A.: (lui continua a dispiacersi) che palle però te l’avevo detto che eri eia palcoscenico.’ ciao stop, stofilm non finisce mai?

Elena: Non sono mica una bambina, tranquillo che io faccio ciò che voglio. non costruire più castelli su di me .  mi sono finta fessa, in 3 7 anni ne ho ingoiati di rospi. è stato creato uno scandalo generale che si poteva evitare.  Sono stata infangata inutilmente, non aspettavo mica l’ultimo arrivato  che mi insegnasse cose che sapevo già .

Elena: non dico che il principale sei tu. mettetevi d’accordo, adesso ognuno scarica sull’altro. tanto io ripeto sempre che la cattiveria in me non la tira fuori nessuno .

 

Afferma il sig. A. :

due volte mi ha telefonato piangendo, sarà stato fine a settembre – primi lii ottobre … Mi parlava di gente
cattiva che le aveva telefonato insinuando la consapevolezza di una storia adultera, o qualcosa del
genere. era pausa pranzo, piangeva molto dicendo che un uomo che ha indicato come una vecchia conoscenza, avrebbe riferito al marito di rivelazioni in merito a un rapporto extraconiugale …. Poco dopo mi sono arrivati dei messaggi strani in cui Elena pensava che qualcuno fosse entrato nel suo profilo, e si sostituisse a lei: addirittura avendo difficoltà a entrare in Internet c’è stato un periodo in cui mi riteneva responsabile di divulgazione di informazioni sul suo conto, additandomi come persona diversa da quello che lei credeva
fossi …

Mi pareva tranquilla nel periodo a seguire tanto che ha ricominciato a parlarmi tranquillamente. Poi ha immaginato di  essere seguita, di essere minacciata per telefono e facevo fatica a farle capire che  io non c’entravo niente. Nel confidarmi il suo malessere di coppia. nei termini che ho risposto. mi diceva che non poteva certo parlarne con altri né in famiglia, né fuori. Nessuno avrebbe capito. doveva far apparire la famiglia perfetta, e solo con me era riuscita a lasciarsi andare …. Avendo deciso che io avessi aiutato il marito a realizzare la rete in cui venivano messi in piazza i suoi sentimenti, la sua vita. non si è sentita creduta né appoggiata. Si diceva infangata come persona e non voleva saperne niente di più . ..Mi aveva anche raccontato di una lettera che il marito le aveva fatto scrivere indirizzandola un collega ciel marito dicendosi pronta a stare al gioco, perché pareva che il marito ritenesse che questo collega le facesse il filo.  mi raccontava questo come di una lettera scritta sotto dettatura, doveva far apparire le stesse alle avances.

Nello scambio di messaggi con il sig. A. l’ansia che prende Elena è in relazione ali’ essere stata esposta nell’ottobre 20 13 agli altri, a tutti, producendo un danno di immagine per sé e per i figli. Mentre nei messaggi precedenti di settembre, emerge a volte il controllo che il marito sembra esercitare di lei e sul tempo trascorso al pc e la capacità di gestire questi momenti da parte di Elena tranquillizzandolo, l’immaginare ‘tutti sanno’ scatena invece una risposta ansiosa, di panico, incontrollata.
Osservando i comportamenti di Elena per quanto si può dedurre dai messaggi ad A.  tra il 9 e il 16 ottobre, la stessa cerca un contatto telefonico, è in ansia e sente di essere minacciata nella sua incolumità dalle circostanze, ne va della vita .

Non potendo parlare con A, scompare dai contatti, come se si chiudesse, per un giorno o due e forse il distacco da A. contribuisce ad aumentare il pensiero che lui sia colpevole. Riprende il contatto e manifesta tutto il proprio dolore al punto da minacciare il suicidio, da cui si trattiene solo per i figli (16 ottobre)passa poi nella stessa giornata, dal mattino alla notte, ad una ulteriore fase di attacco e colpevolizzazione di A, in cui Elena si mostra forte e sembra riacquistare sicurezza
Per quanto si può dedurre dai messaggi, il malessere di Elena presenta caratteristiche elaborate interiormente, come se si stesse rompendo un funzionamento che aveva permesso la convivenza interiore di due piani paralleli di vita, la Elena coniugata e madre, impegnata e scrupolosa, un po’ sottomessa, con la Elena affettuosa e pulsionale, intraprendente sul piano relazionale e sessuale.

Nel dialogo con A.  infatti, Elena è accusatoria, dà per scontato che la sua credenza sia certa, non entrando quindi in conflitto, confrontandosi su un piano paritario con l’interlocutore: Elena non discute, non cerca di convincere, non è su un piano dialettico, come fanno le personale normali o nevrotiche quando litigano. Le sue sono affermazioni contengono una certezza che l’interlocutore non può scardinare: Elena è interpretativa, cioè legge a priori la posizione dell’altro e crede a ciò che pensa lei, non considera la realtà esterna.
In ciò si osserva la perdita di controllo sul piano cognitivo e critico del rapporto con la realtà. La realtà non esiste se non per come
è da Elena interpretata e la soluzione al problema dipende da lei e da qualche azione o volontà sua personale, ma rimane chiusa ad un aiuto esterno. Elena sembra agire dentro di sé una scissione tra lei, positiva e ingannata, vittima, e l’ interlocutore che è solo negativo e infido.

Elena entra in una situazione di delirio, perde contatto con la realtà e anche quel controllo che caratterizzava i suoi rapporti con il mondo esterno, tanto da iniziare a parlare dei suoi problemi anche con i vicini, fino a quel momento in pratica quasi degli sconosciuti, come accade con Fiorenza Rava, la figlia dei vicini, che racconta questo episodio ai Carabinieri:

Un giorno, probabilmente del mese di ottobre, comunque prima che la stessa si sottoponesse. ad intervento chirurgico per la rimozione delle vene varicose, mi sembra nella prima decade di novembre, mentre mi trovavo da mia madre. verso le ore 10:30/10:45 ricevevo la
visita di CESTE Elena, la quale come consuetudine di tutti mercoledì veniva a portarmi le uova.

Entrava dentro casa e nel consegnarmi le uova senza proferire alcuna parola. scoppiava in un pianto. lo le chiedevo cosa fosse accaduto. Lei mi rispondeva dicendomi che era sulla bocca di tutti. Io le richiedevo cosa fosse successo e lei ribatteva che una persona che pensava amica l’aveva tradita, senza specificare se si trattasse di uomo o di donna. Faceva riferimento probabilmente a qualcosa riconducibile ad un social network, forse a Facebook, ma io non ho approfondito anche per non essere invadente e considerando la personalità introversa sempre manifestata da Elena, molto timida e riservata.

Aggiungeva che adesso si era resa conto di avere sbagliato e che doveva rimediare. lo per rincuorarla le dicevo che non doveva essere un dramma e che sarebbe potuto capitare a chiunque, pur non sapendo cosa in effetti era successo. Constatando la sua magrezza, ovvero di avere perso qualche chilo. la invitavo a cercare di mangiare.  Di rivolgersi a un medico per riacquistare qualche chilo.   La abbracciavo per darle coraggio e quindi lei si congedava. L’incontro è durato complessivamente non più di dieci minuti. Ripeto è una famiglia molto per bene. Anche il marito Michele è ritenuta una brava persona, molto servizievole e per quello che so è molto presente in casa.

Il profondo turbamento di Elena viene manifestato anche alla sorella e ai familiari, come vedremo meglio più avanti, ai quali dice di essere ormai sulla bocca di tutti e che anche loro sapevano il perchè. Inutilmente i familiari negano con lei di avere informazioni o pettegolezzi, ma questo non calma Elena, tanto da parlarne anche al parroco del paese, Don Zappino, dal quale si reca per una confessione, un incontro che lui riassume cosi’ agli inquirenti:

Quello che mi sento assolutamente di ribadire perché lo ricordo perfettamente è che la preoccupazione , direi anzi il terrore, provata da Elena era legato alla idea che tutti sapessero quello che doveva rimanere segreto, e che mi ha
rivelato in confessione. Insisteva nel raccontarmi che tanto tutti sapevano , nel dire tutti io ho ricavato l’informazione che tra i tutti ci fosse anche suo marito ma non ha esplicitato nulla in merito. Per lei era fatto notorio che si sapesse quello che la riguardava e che, quasi dire, in paese non si parlasse d’altro. Ho poi potuto verificare personalmente che non era così: non c’era nessun pettegolezzo legato alla vita privata e personale della Elena .

 

Occorre ora fermarsi un attimo per evidenziare alcune cose importanti prima di affrontare gli ultimi due mesi prima della morte di Elena.

Intanto è bene evidenziare subito una cosa: come sottolineato dalla dottoressa Fusaro, la consulente della Procura, la crisi di Elena è molto profonda, tanto da farle perdere il contatto dalla realtà.

Questo è un punto su cui concentrarsi: è davvero cosi?

Elena racconta a tutti di essere stata tradita, di essere sulla bocca di tutti, che qualcuno che conosceva da tempo sarebbe intervenuto rendendo pubblici i suoi segreti.

E’ accaduto davvero? su questo come vedremo c’e’ una gravissima confusione, tanto nell’impianto accusatorio, quanto nella sentenza di primo grado.

LE IPOTESI INFATTI POSSONO ESSERE SOLO DUE: O ELENA SI E’ INVENTATA TUTTO, E NESSUNO L’HA MAI TRADITA E PERSEGUITATA, OPPURE ELENA AVEVA UN “NEMICO” TOTALMENTE SFUGGITO ALLE INDAGINI, E IL CUI RUOLO NELLA SUA MORTE RESTA OSCURO.

E’ importante notare come entrambe le ipotesi aprano scenari inquietanti sui fatti del 23/24 gennaio 2014.

Se infatti gli eventi che spingono al delirio Elena, che parla con chiunque di questo tradimento, che dice che per lei e’ questione di vita o di morte, che scoppia a piangere con i vicini, che addirittura corre a confessarsi con il parroco, che accusa di quei tradimenti il suo amante del momento, il sig A, la stessa Elena che da l’ a poco dirà che qualche misterioso nemico è entrato nel suo computer e nel suo cellulare rispondendo al posto suo, se tutti questi eventi non sono reali….

NOI CI TROVIAMO DI FRONTE A UNA CRISI GRAVISSIMA, AD UNA DONNA CHE ENTRA IN UNO STATO DI DELIRIO TALE DA IMMAGINARSI EVENTI CHE NON ACCADONO, PETTEGOLEZZI CHE NON ESISTONO, ATTACCHI INFORMATICI INESISTENTI, CLONAZIONI DI CELLULARI MAI AVVENUTE.

CI TROVIAMO CIOÈ’ DI FRONTE A UNA PERSONA CHE MANIFESTA SEGNI DI SQUILIBRIO ( AGLI ESPERTI DEFINIRNE LA SPECIFICITÀ’ ) TOTALMENTE COMPATIBILI CON QUELLI CHE POI RACCONTERÀ’ BUONINCONTI. AL DELIRIO DELLA NOTTE TRA IL 23 E IL 24 GENNAIO 2014.

CI TROVIAMO DI FRONTE A QUEI SEGNALI TIPICI DI UNA CRISI ( PSICOTICA? DEPRESSIVA? ) CHE SONO STATI NEGATI TOTALMENTE IN AULA DAI CONSULENTI DELLA PROCURA E SOPRATTUTTO DAL CONSULENTE DELLA PARTE CIVILE, QUANDO HANNO DETTO CHE NON ERA IPOTIZZABILE UN ALLONTANAMENTO NUDO DI ELENA PERCHÉ’ NON ESISTEVANO I PRESUPPOSTI DI UNA CRISI DI QUELLA PORTATA.  UNA CRISI CHE SI MANIFESTA PERALTRO CON QUELLA DISCONTINUITÀ E INTERMITTENZA CHE IN AULA VIENE DESCRITTA COME IMPOSSIBILE. EPPURE IN QUESTO PERIODO ELENA ALTERNA MOMENTI DI DELIRIO A MOMENTI DI LUCIDITÀ NON SOLO CAMBIANDO DA GIORNO A GIORNO, MA A VOLTE ANCHE  MODIFICANDO IL PROPRIO STATO COGNITIVO NELL’ARCO DI POCHE ORE.

Se invece la crisi non esiste, e quello di Elena non è un delirio paranoide, ma la realtà che sta vivendo direi che ci troviamo di fronte a un grosso problema:

SE E’ REALE, CHI E’ IL PERSONAGGIO MISTERIOSO CHE PERSEGUITAVA ELENA?

DA UN LATO LEI SI LAMENTA CON DIVERSE PERSONE DI UN ATTACCO SUBITO SUI SOCIAL NETWORK, QUINDI NEL SUO MONDO SEGRETO, POI DALL’ALTRA PARTE INVECE HA IL TERRORE CHE QUEI SEGRETI SIANO STATI RIVELATI IN PAESE, AI SUOI VICINI, AI SUOI FAMILIARI.

CHI E’ QUINDI QUESTO PERSONAGGIO CHE LA PERSEGUITA CONOSCENDO TANTO IL SUO MONDO SEGRETO ON LINE, QUANTO QUELLO REALE DI COSTIGLIOLE?

Michele Buoninconti? Difficile dirlo, visto che lui non riesce nemmeno ad accedere a Facebook nemmeno quando devono controllare se ci sono messaggi per cercarla dopo la sua scomparsa. Del resto, e lo conferma Figlia 1 agli inquirenti, Elena aveva cambiato la password del computer, e nessuno la conosceva in casa.

Accusare ora Buoninconti di essere un pirata informatico, mi sembra vada oltre ogni credibilità.

Che la crisi di Elena porti a questo inevitabile bivio CRISI PARANOICA DISSOCIATA DALLA REALTÀ’/ PERSECUZIONE REALE DA PARTE DI UNO SCONOSCIUTO,  lo sa bene anche la Procura che infatti ha abbandonato subito la seconda ipotesi, che inevitabilmente avrebbe condotto le indagini alla ricerca di uno spasimante/amante/persecutore in paese ( e come vedremo tra poco avrebbe in realtà condotto verso una persona molto precisa ) .

Gli inquirenti si sono però così trovati di fronte a una seconda difficoltà: come gestire la crisi dissociativa di Elena, e soprattutto come farla terminare prima della notte del 23.  Perché non terminando prima, il racconto di Buoninconti diventerebbe improvvisamente credibile, addirittura vero.

E’ bizzarro constatare come attraverso le varie fasi di questa indagine la versione dell’improvvisa guarigione di Elena abbia subito trasformazioni suggestive: ora era la confessione con Don Zappino a farla rinsavire, ora l’intervento alla gamba per le vene varicose a farla concentrare su se stessa e “rientrare” nella normalità. Fino alla versione finale che vedremo nel prossimo post.

MA UN PUNTO FERMO POSSIAMO METTERLO FIN DA ORA: ANCHE SECONDO AL PROCURA – COME DICE LA CONSULENTE FUSARO – ELENA AFFRONTA UNA PROFONDA CRISI CHE LA PORTA A PERDERE CONTATTO CON LA REALTÀ’.

E dove la conduce quella crisi? Alla morte per mano del marito, come sostiene la Procura, o alla morte per disgrazia durante la più profonda delle crisi deliranti, quella tra il 23 e il 24 gennaio 2014?

 

 

Per continuare a leggere l’inchiesta clicca qui –> LA VERSIONE DELLA PROCURA:LE PRIME CONTRADDIZIONI

Per leggere il capitolo precedente –> ELENA, MICHELE E GLI AMANTI: QUANDO LA COPPIA NON BASTA PIÙ’