BUONINCONTI, IL GIORNO DEL PROCESSO: I POSSIBILI SCENARI

Comincerà oggi il processo d’appello per Michele Buoninconti, condannato a 30 anni di reclusione in primo grado per l’omicidio volontario e premeditato della moglie Elena Ceste.

Lui continua a dichiararsi innocente, e la difesa si appresta a chiedere approfondimenti su alcuni punti dell’indagine che ha portato alla prima condanna, in particolare la richiesta è di avviare una perizia della corte per stabilire una volta per tutte le cause della morte della donna, il significato di alcune fratture rilevate e della posizione in cui Elena venne rivenuta nel Rio Mersa, Per poter verificare se è stato corretto escludere la possibile morte per ipotermia. Ovvero la morte accidentale, legata a un incidente dovuto a una crisi della donna, quel fenomeno di psicosi raccontato dal marito fin da subito.

Buoninconti però, commettendo un grave errore ha scelto in primo grado il rito abbreviato, e ora ne è prigioniero. Impossibile in teoria l’immissione di nuove prove. Se non con l’avvallo della Corte.

E oggi la corte, ascoltate accusa, difese e parti civili,  dovrebbe esprimersi proprio su questo tema: se accogliere le richieste di approfondimenti d’indagine. La Corte di Cassazione si è più volte espressa in merito invitato i giudici dell’appello a far prevalere la ricerca della verità sulle rigidità del rito. Ma la scelta resta sempre soggettiva.

E’ certo che una perizia terza sulle cause della morte, toglierebbe molti dubbi sulla dinamica della mattina del 24 gennaio, confermando a pieno le tesi della Procura oppure stabilendo che l’ipotesi di un incidente non e’ infondata, e quindi dando spessore quantomeno al ragionevole dubbio, nei confronti di Buoninconti. Un’indagine che non porterebbe via molto tempo e nemmeno  comporterebbe “elevati costi”, ma alla quale, è facile immaginarlo, si opporranno Procura e Parti Civili.

Bizzarro, mi verrebbe da dire, dato che si tratta di condannare a 30 anni un uomo, e allontanarlo per sempre dai 4 figli che hanno già perso la madre. Trovare certezza nella verità processuale mi sembrerebbe un atto dovuto, viste le incongruenze emerse negli ultimi mesi nella verità del processo di primo grado.

Sapremo subito comunque quale la scelta della corte, se non oggi, a breve. E con essa sapremo anche il destino di Buoninconti, con ogni probabilità.

Senza nuove indagini si andrebbe con ogni probabilità a una conferma della condanna, sia pur con la necessità di giustificare i nuovi elementi sollevati dalla difesa. L’unica sorpresa potrebbe arrivare se i giudici accettassero la tesi difensiva che sia impossibile comunque determinare la volontarietà del delitto, e condanni Buoninconti  per delitto preterintenzionale.