LA DIFESA BUONINCONTI: MOVENTE E PREMEDITAZIONE NON ESISTONO.

Michele Buoninconti ha ucciso Elena Ceste perché dopo averla perdonata per i suoi tradimenti, confessati da lei il 3 Novembre, ha scoperto che lei continuava a tradirlo . Lo ha scoperto il 21 gennaio e il 24 l’ha assassinata.

E’ e’ sempre stata questa la versione della Procura. Una versione con nessun riscontro reale e molte ipotesi, e che più si esaminano i fatti e meno sembra reggere. Almeno questa è l’opinione della difesa che oggi in aula proverà a sgretolare ulteriormente questa ricostruzione.

Per essere credibile, la tesi accusatoria, ha bisogno innanzitutto della premessa essenziale: la confessione di Elena Ceste, il perdono di Buoninconti, il patto tra i due.

Ho già evidenziato nell’inchiesta ILCASO BUONINCONTI come in realtà non esista alcuna prova certa che ci sia stata la confessione di Elena Ceste.  Sappiamo per certo che Elena ad ottobre aveva una relazione clandestina con un uomo A. , con il quale si incontrava per consumare la loro passione. I tabulati telefonici e la sua attività internet raccontano anche  che a partire dalle fine di settembre inizia in parallelo a frequentare un secondo uomo, S., quello che diventerà noto come l’Uomo della Golf.

Con lui nel solo mese di ottobre ha più di 120 contatti telefonici. Ed è quello anche il periodo in cui Elena entra in una crisi delirante è paranoica, ben descritta dalla Consulente della Procura Fusaro, che la porta a crisi di pianto e sfoghi con più persone, fino alla rottura polemica con il suo amante A.  La Procura, che sembra ignorare che nello stesso periodo inizi il rapporto con S. con quella intensità, racconta che Elena, temendo di essere sulla bocca di tutti organizza una serata senza bimbi con Buoninconti il 3 novembre, e che in quell’occasione confessa tutto al marito.

Di quella confessione non esiste alcuna prova ( anzi la sorella di Elena la considera mai avvenuta ) ma per la Procura è un fatto certo, prova ne è che da quel momento Elena, che avrebbe siglato un patto per la continuazione del matrimonio con Michele, si ritira dalle sue relazioni on line e in paese.

Oggi però la difesa Buoninconti si presenta in aula pronta smontare definitivamente questo teorema.

A partire, come è capitato più volte in questo processo, da un documento realizzato da un Consulente della Procura:

il professor Cucinotta, che ha analizzato il computer di Elena e la sua attività sui social network, ed  è proprio lui  a sottolineare come non sia affatto vero che Elena a partire da Novembre allenti la sua presenza in line, tutt’altro.  Le sue attività restano costanti, esattamente come prima, fatta eccezione per il periodo delle vacanze di Natale, quando i figli sono tutti a casa.

Lo stesso vale per i contatti telefonici con S., il nuovo amico, che vive il paese, ed è un conoscente di famiglia, l’uomo che a ottobre l’ha presa d’assalto con 120 contatti , e che a partire dai primi di novembre inizia a sentirla con una regolarità impressionante: a parte i contatti on line, i contatti telefonici diventano costanti. 30 a novembre, 32 a dicembre, 12  dalla fine delle vacanze di Natale. Con l’impennata dei messaggi del 20 gennaio quando S. Invia tutte quelle richieste di contatto che poi secondo l’accusa dovrebbero scatenare l’ira di Buoninconti.

Si aggiunga a tutto ciò un particolare importante, inspiegabilmente sfuggito alla Procura è mai reso noto prima di oggi :

LA SERA DEL 20 GENNAIO S. ED ELENA CESTE SI SENTONO AL TELEFONO PER PIÙ DI 20 MINUTI.

Una telefonata di cui S. non ha mai parlato negli interrogatori, e che gli investigatori non sembrano aver mai notato.  E sul cattivo rapporto tra questa indagine e i tabulati telefonici di Elena Ceste, come vedremo più avanti c’è molto da dire.

Ma perché è importante questa telefonata?

Ci sarebbe da chiedersi perché S. non l’abbia mai menzionata, anzi abbia detto che non aveva potuto parlare con Elena perché era in casa con la moglie.

Ma i contatti tra i due proseguono anche dopo il 21 gennaio, il giorno in cui Buoninconti avrebbe dovuto scoprire che la loro tresca continuava: il 22 è S. ha mandare un sms, il 23 invece prima Elena manda un sms e poi chiama S., che ai Carabinieri racconta di averla sentita serena e felice. Strano perché in teoria la crisi sarebbe dovuta già essere esplosa tra lei e Buoninconti per via degli sms scoperti da lui.

Scoperta che avrebbe dovuto comportare una discussione tra Buoninconti e la moglie, tanto che – racconta la procura – nei giorni seguenti Elena è provata , la vicina la vede quasi in lacrime e il padre ricorda l’episodio della caldaia.  Due eventi che come vedremo non sono andati esattamente come ci hanno raccontato.

Dunque secondo la Procura il 21 gennaio tra Elena e Michele è già esplosa la lite, perché lui ha scoperto che lei continua a intrattenere una relazione con S.

MA SE FOSSE COSÌ  È IMMAGINABILE CHE ELENA ABBIA CONTINUATO A SENTIRE IL SUO AMICO ?

NON AVREBBE AVUTO PIÙ SENSO INVITARLO QUANTOMENO A CALMARSI PER QUALCHE GIORNO VISTO CHE ERANO STATI SCOPERTI?

La difesa smonta anche l’altra parte di questo teorema: la scoperta degli sms galeotti da parte di Michele.

Secondo la Procura Michele il 21 Gennaio è davanti alla scuola dei bambini con il cellulare della moglie, sta parlando con la sorella.  S. lo vede, è convinto che Elena sia sola a casa, ignorando che il cellulare di lei è quello che ha in mano Buoninconti, la chiama.

Quando Buoninconti termina la telefonata, ci ha sempre raccontato la Procura, arriva il messaggio di chiamata ricevuta sul cellulare di Elena, e Buon conti a quel punto leggendo quel sms di servizio, legge anche quelli dI S. Spediti a Elena il giorno prima.  Da qui la scoperta del tradimento.

A parte che il contenuto di quei messaggi, erano richieste di risposta da parte di un uomo respinto, e quindi non avrebbero dovuto spingere Buoninconti a ritenere che la moglie avesse tradito il patto, ma al contrario che stesse rompendo i rapporti con i suoi amati…

A parte questo, sottolinea la difesa, ci sono due particolari che la Procura sembra aver dimenticato di valutare :

1 –  il messaggio sms che segnala il tentativo di chiamata da parte di S. Arriva sul cellulare di Elena 15 minuti dopo la fine della telefonata di Buoninconti

2 –  mentre la telefonata di Buoninconti con la sorella aggancia la cella di Costigliole, quando arriva il messaggio il cellulare aggancia la cella vodafone  che copre casa Buoninconti

Quindi Buoninconti finisce la telefonata davanti alla scuola dei figli e riceve l’avviso del tentativo di chiamata quindici minuti dopo quando è tornato a casa e quindi quando, con ogni probabilità, il telefono di Elena le è stato restituito.

NON ESISTE ALCUNA PROVA QUINDI CHE MICHELE BUONINCONTI ABBIA MAI LETTO QUEI MESSAGGI CHE AVREBBE DOVUTO SCATENARE LA SUA VOLONTÀ OMICIDA

AL CONTRARIO LA LOGICA CI DICE CHE SIA STATA ELENA A LEGGERE QUEI MESSAGGI, PROVA NE È LA TELEFONATA DI VENTI MINUTI DI CHIARIMENTI CHE AVVIENE PROPRIO QUELLA SERA CON S.

QUESTA NOVITÀ PRESENTATA OGGI DALLA DIFESA COMPORTA DUE IMPORTANTI CONSEGUENZE:

VIENE ULTERIORMENTE MINATA LA CONSISTENZA DEL MOVENTE, IN QUANTO NON ESISTE ALCUNA PROVA CHE DIMOSTRI CHE BUONINCONTI FOSSE AL CORRENTE DEI TRADIMENTI DI ELENA

VIENE MENO LA PROVA DELLA PREMEDITAZIONE : SE BUONINCONTI NON VIENE A SAPERE DELLA RELAZIONE CON S., NON TRASCORRE I GIORNI SEGUENTI A PIANIFICARE IL PIANO OMICIDA. AL MASSIMO PUÒ AVER AGGREDITO ELENA IL 24 GENNAIO DOPO AVER RICEVUTO LE SUE CONFESSIONI DURANTE LA CRISI NOTTURNA.

 

Le nuove scoperte della difesa vengono da un attento esame dei tabulati del cellulare di Elena Ceste, tabulati su cui sembra che l’attenzione della Procura sia stata meno curata,  dicono i difensori di Michele , prova ne è che molti dei numeri contattati da Elena non sono mai stati identificati. O almeno tale identificazione non risulterebbe agli atti.  Se questa affermazione corrispondesse al vero, sarebbe quantomeno inquietante : Elena aveva avuto almeno 3 relazioni clandestine nei 12 mesi precedenti la sua morte, relazioni che si erano apparentemente anche accavallate tra loro.  Come è possibile che non siano stati verificati tutti i suoi contatti telefonici?  Come si è escluso che qualcun altro fosse presente nella sua vita?

Detto che io personalmente non ho mai dato per scontata la morte violenta di Elena, chi invece ha sempre indagato in questo senso, non ha verificato se quel cellulare nascondeva qualche alto segreto?

 

per leggere la prima parte dell’articolo–> LA DIFESA BUONINCONTI: ORMAI NON TORNA PIÙ’ NULLA