LA VIOLENZA, LA PERIZIA PSICHIATRICA A MANUEL PIREDDA E GLI PSICOFARMACI

E’ il 20 MARZO 2009  quando Manuel Piredda torna a far parlare di sé, o meglio, torna  davanti a un Giudice

 

Sono le  02,45 di notte quando una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Cagliari – Stampace procede  al controllo di un’autovettura Peugeot 206 , in quanto il veicolo stava transitando in direzione della stazione ferroviaria di Cagliari priva del pneumatico anteriore destro.

Alla guida del veicolo vi e’ un giovane che dichiara di non essere in possesso dei documenti di guida e riferisce  di chiamarsi  R.L. ,  residente in Gonnesa. Un particolare che è bene sottolineare questo, perché in realtà il ragazzo che guida l’auto e’ Manuel Piredda, e il nome che fornisce è quello dell’ex fidanzato di Valentina Pitzalis, e suo storico nemico.

I Carabinieri si trovano quindi davanti a questo ragazzo che guidava l’auto, non con un pneumatico sgonfio, ma con la ruota anteriore destra totalmente priva di pneumatico… a quel punto consigliano al conducente di sostituire immediatamente il pneumatico in quanto la sua mancanza costituiva un pericolo per la propria ed altrui incolumità.

Ed e’ in quel momento che Manuel Piredda perde il controllo e inizia prima a insultare pesantemente i Carabinieri giustificandosi con il fatto che era privo di utensili per la sostituzione del pneumatico. Ecco come il Giudice riporta  i fatti che seguono:

 

I verbalizzanti avevano notato che il giovane, pur non palesando segni di ebbrezza, si presentava in evidente stato di alterazione per cui veniva invitato a seguire i militari presso i propri uffici.
Il giovane aveva quindi reagito all’invito dei militari spingendo e scalciando i militari che venivano colpiti agli arti inferiori. Una volta condotto sul mezzo militare l’odierno imputato aveva iniziato a colpire i sedili e le portiere del veicolo con violenti calci.
Gli accertamenti effettuati presso la caserma dei Carabinieri avevano consentito di identificare il giovane, mediante carta di identità successivamente consegnata alla P.G. operante dai familiari dell’imputato, in Piredda Manuel nato ad Iglesias  e residente a Gonnesa  .

 

Sono quindi i genitori del Piredda a presentarsi in caserma, dove ormai Manuel è agli arresti per resistenza a pubblico ufficiale, e a fornire con precisione le sue generalità. Madre e Padre. Roberta Mamusa e Giuseppe Piredda.  E sarà a casa loro che Manuel sconterà i domiciliari in attesa del processo.

Sottolineo questo perché nessuno pensi che la famiglia non fosse al corrente della azioni del figlio, del suo stato di alterazione e di quello che deciderà in seguito il Giudice chiamato a processare il ragazzo: incaricare cioè un Perito del Tribunale, visto lo stato di alterazione di Manuel,  di stabilire le condizioni psichiatriche del ragazzo, la sua imputabilità al processo e visto il suo comportamento violento, la sua pericolosità sociale.

Ed ecco le conclusioni del Giudice in sentenza:

La perizia psichiatrica espletata su incarico del Tribunale dal dr. Giampaolo Pintor ha consentito di accertare che da qualche tempo prima dei fatti il Piredda era in cura per delle crisi di ansia che erano state trattate con la prescrizione del farmaco Oxana, ossia una benzodiazepina la cui caratteristica è quella di avere un effetto limitato nel tempo, cessando dopo 5-6 ore dalla assunzione.

Le crisi di ansia del Piredda avevano peraltro interagito con la personalità del medesimo caratterizzata da tratti paranoidei ed immaturi, accentuando le sue preoccupazioni per la famiglia ed il lavoro.
Di conseguenza lo specialista presso cui si era rivolto il Piredda aveva aumentato la dose del predetto farmaco ed a sua volta il Piredda, a causa della forte dipendenza provocata dal farmaco, si era sentito in dovere di aumentare ancor di più di propria iniziativa il dosaggio del farmaco, arrivando ad assumere quasi due scatole al giorno.

Secondo il documentato e ben argomentato parere del perito, il sovradosaggio aveva provocato una ancora più accentuata dipendenza dal farmaco ed il c.d. effetto paradosso, ossia comportamenti opposti quali una aggressività sganciata dalla realtà e dalla stessa volontà del Piredda.

Solo dopo l’episodio oggetto del presente giudizio il Piredda ha interrotto l’assunzione del farmaco venendo quindi ricoverato presso l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias dove è stata diagnostica una crisi di astinenza da farmaco.

Pertanto, il perito ha formulato la conclusione secondo cui il Piredda all’epoca dei fatti era affetto da una dipendenza da benzodiazepina in soggetto con disturbo di personalità con tratti immaturi e paranoidei in misura tale da escludere totalmente la sua capacità di intendere e volere mentre attualmente il recupero delle capacità critiche esclude sia una pericolosità sociale che una incapacità di partecipare coscientemente al processo.

Sulla scorta di tali condivisibili conclusioni, si ritiene che il Piredda debba essere assolto dai reati contestati in quanto non imputabile al momento dei fatti contestati essendo totalmente incapace di intendere e volere.

 

Si tratta quindi di una sentenza che fornisce, ancora una volta dopo quella sulla persecuzione alla fidanzata del liceo che l’aveva lasciato, elementi importantissimi per capire in quale tunnel stia precipitando Manuel Piredda.

Ma prima di analizzare tutte le informazioni contenute nella sentenza, e anche purtroppo la sottovalutazione delle condizioni di quel ragazzo, conviene leggere anche la verbalizzazione della deposizione in aula del Perito che aveva incontrato Manuel per farne una valutazione, il Dottor G. P.:

 

“Ho visitato il Piredda Manuel   presso  l’Istituto di Psichiatria Forense in Cagliari.

Il Piredda prima di questo fatto non aveva mai consultato specialisti in materia, qualche tempo prima dei fatti riferisce di aver avuto delle crisi di ansia e per questo fatto si è rivolto al medico di base che ha prescritto l’Oxana, una benzodiazepina la cui caratteristica è quella di avere un effetto limitato nel tempo, dopo cinque- sei ore dall’assunzione finisce l’effetto.

Queste crisi di ansia hanno interagito con la personalità del Piredda caratterizzata da tratti spiccati paronoidei e immaturi, accentuando quelle che erano le sue preoccupazioni verso la moglie, la famiglia e il lavoro, aumentando l’ansia, per cui ha dovuto ricorrere ad uno specialista che ha sottovalutato il problema aumentando la dose di bendioazepine.

Poiché la benzodiazepina da una forte dipendenza fisica, non riuscendo più a controllare questo tipo di ansia, il Piredda si è sentito di dover aumentare il dosaggio del farmaco, aumentando conseguentemente la situazione di conflitto in famiglia perché non volevano che assumesse tutto quel farmaco, fino a due scatole al giorno.

Questo ha determinato due cose: la dipendenza dal farmaco e dall’altro l’effetto paradosso, ossia comportamenti opposti, disinibire l’aggressività con comportamenti sganciati dalla volontà e dalla realtà, che è quello che è successo al Piredda.

Appena rientrato nella sua abitazione, spaventato da questa sua condizione ha interrotto l’assunzione della benzodiazepina e dopo pochi  giorni  è stato ricoverato al p.s. del Santa Barbara di Iglesias con diagnosi “crisi di astinenza da farmaco”.
Per quanto riguarda la valutazione clinica ci porta ad una diagnosi molto semplice : dipendenza da bendioazepina, in fase di iper dosaggio in soggetto con disturbo di personalità con tratti immaturi e paranoidei.

All’epoca dei fatti questa dipendenza da benzodiazepina in fase di iperdosaggio era di entità tale da escludere totalmente la capacità di intendere e volere.

Attualmente è persona che non si trova più in queste condizioni, è critico nei suoi confronti, è persona capace di intendere e volere e di partecipare coscientemente al processo, in senso psichiatrico-forense non ci sono gli elementi per una pericolosità sociale”.

 

Ed ecco quindi che proprio questa sentenza legata all’aggressione ai Carabinieri ci racconta molto della personalità e dei problemi di Manuel Piredda con le Benzodiazepine.

INTANTO LA PRIMA COSA: MANUEL PIREDDA ERA UN SOGGETTO CON UN DISTURBO DELLA PERSONALITÀ’ CON TRATTI IMMATURI E PARANOIDI.

Ecco quindi palesarsi proprio in questa perizia la spiegazione di quella sua gelosia morbosa e ossessiva nei confronti della moglie, quello che lo portava ad assumere comportamenti apparentemente irrazionali, ingiustificati e talvolta inspiegabili.

Basti pensare al racconto della PItzalis di quando la notte si barricava in camera da letto, svitava la maniglia della finestra pur essendo a un piano alto perché non potesse essere aperta, e spargeva sacchetti di plastica sul pavimento per poter cogliere ogni rumore.

Comportamenti irrazionali e ingiustificati ma compatibili con quel disturbo della personalità immaturo e paranoide diagnosticato.

Anche perché quello stato di ansia che lo stesso Piredda racconta allo psichiatra, dicendogli che comporta problemi in famiglia e sul lavoro, confermando quindi quello che anni dopo sarà il racconto della Pitzalis sui suoi ‘mostri nel cervello ‘ e le sue follie paranoiche per la gelosia, potrebbe nascodere un altro fattore che ne rappresenta un possibile amplificatore.

Un fattore che Manuel Piredda non rivela allo psichiatra, ma che rivelerà due anni dopo ( lo vedremo con precisione )  a un medico curante: il suo uso di cocaina.

E niente come la cocaina e altri stimolanti, provoca paranoia e stati ansiogeni. Non a caso è diffuso tra i tossicodipendenti da questo tipo di sostanze stimolanti il ricorso alla Benzodiazepine come calmante.

Anche perché le dosi massicce che Manuel dichiara di assumere in autogestione allo psichiatra ( due scatole al giorno ), le stesse dosi che non a caso  racconterà anche la Pitzalis ( lei dirà una, ndr ) , sono dosi che porterebbero una persona normale a uno stato di dormiveglia costante, e certo non a una iperattività violenta.

Diversamente, in assenza cioè di un uso di stimolanti come la cocaina o l’anfetamina ,  occorrerebbe pensare che a stimolare Manuel in modo tale da farlo “reggere” a dosi così massicce di benzodiazepina fossero condizioni psichiche molto più forti di quelle individuate nella perizia, che quindi quel disturbo della personalità fosse molto più grave.

Da notare comunque come emerga chiaramente il cortocircuito in cui si è da tempo infilato Manuel : per calmare gli effetti di un disturbo della personalità ( stimolato forse dalla ammessa assunzione di droghe ) abusa di farmaci che in caso di sovra dosaggio comportano la perdita del senso della realtà e possibili reazioni violente. Fino ad essere appunto incapace di intendere e di di volere.

La sua dipendenza ormai è conclamata: e’ lui stesso infatti a spaventarsi per la sua condizione e per la reazione violenta scatenatasi quella notte, al punto che tornato a casa ( dalla Signora Mamusa per intenderci ) prova a smettere da solo, senza un percorso terapeutico assistito, e cosa succede?

Deve essere accompagnato d’urgenza in ospedale per crisi d’astinenza da farmaco.

Un accompagnamento che vede presente  Valentina Pitzalis, ma anche – ricorda lei stessa – entrambi i genitori del ragazzo.

E qui però scatta forse l’errore di questa valutazione e sentenza, che decreta la sua non imputabilità in quanto incapace di intendere e volere al momento dei fatti ( cioè per l’abuso dei farmaci ) e la sua non pericolosità sociale perché si era fatto ricoverare per disintossicarsi.

Una scelta forse sbagliata quest’ultima, perché svincola Manuel da qualsiasi forma di controllo istituzionale della sua dipendenza e dei suoi abusi, che – come vedremo – non si fermeranno affatto,  facendolo scivolare verso quella zona oscura che lo porterà a dare fuoco alla moglie.

 

ALCUNE ULTERIORI CONSIDERAZIONI IN MERITO A COSA CI DICONO QUESTA SENTENZA E QUESTA PERIZIA PSICHIATRICA:

1 – NON E’ AFFATTO VERO, COME INSINUATO A PIÙ RIPRESE DAI TEORICI DEL GRANDE COMPLOTTO, CHE SIA STATA VALENTINA PITZALIS A INTRODURRE MANUEL PIREDDA ALL’USO DELLE BENZODIAZEPINE, MA COME LUI STESSO RACCONTA, E’ STATO UN MEDICO A PRESCRIVERLE PER QUIETARE LE SUE ANSIE E PARANOIE. ED  E’ QUESTO STATO PARANOICO E ANSIOSO CHE GLI PROVOCA I PROBLEMI IN FAMIGLIA, NON IL CONTRARIO.

2 – E’ LETTERALMENTE IMPOSSIBILE CHE LA SIGNORA MAMUSA E IL SIGNOR PIREDDA FOSSERO ALL’OSCURO DEI PROBLEMI DEL FIGLIO IN MERITO ALL’ABUSO QUANTOMENO DI FARMACI, PER DUE ORDINE DI MOTIVI: UNO ECONOMICO E LOGISTICO, OVVERO UTILIZZARE FINO A DUE SCATOLE DI BENZODIAZEPINE AL GIORNO ( AUTOGESTITE E NON PRESCRITTE ) APRE UN GROSSO PROBLEMA SUI RIFORNIMENTI. COME SI PROCURAVA IL FARMACO MANUEL? COME LO PAGAVA? COME SI PROCURAVA IL DENARO PER QUEI QUANTITATIVI?

ERA NECESSARIO RIFORNIRLO COSTANTEMENTE DATO CHE, L’ASTINENZA LO PORTAVA A CRISI TALI DA RICHIEDERE UN RICOVERO IN PRONTO SOCCORSO  O CRISI VIOLENTE.

E COM’È POSSIBILE CHE LA SIGNORA MAMUSA DICHIARI CHE SUO FIGLIO NON E’ MAI STATO VIOLENTO E NON HA MAI AVUTO PROBLEMI DI DROGA SE E’ LEI STATA LEI STESSA CON IL MARITO AD ANDARE A PORTARE I SUOI DOCUMENTI IN CASERMA DOPO L’ARRESTO PER LA VIOLENTA RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE?

NON LE HANNO RACCONTATO NELL’OCCASIONE COSA AVESSE AVESSE COMBINATO IL FIGLIO? CHE GIRAVA GUIDANDO UN’ AUTO SENZA UN PNEUMATICO  E IN STATO DI ALTERAZIONE? CHE HA PRESO PRIMA A CALCI I CARABINIERI E POI LA MACCHINA DI SERVIZIO? FORNENDO ALLA FINE FALSE GENERALITÀ’?

3 – COME HA POTUTO LA SIGNORA MAMUSA, DATO  CHE IL FIGLIO ERA AGLI ARRESTI DOMICILIARI A CASA SUA, NON RENDERSI CONTO DI UNA CRISI DA ASTINENZA DA FARMACO TALE DA PORTARE A UN RICOVERO D’URGENZA IN OSPEDALE?

COME E’ STATO POSSIBILE TENENDO CONTO CHE QUELLA CRISI SI E’ MANIFESTATA MENTRE MANUEL ERA IN GIRO ( NONOSTANTE I DOMICILIARI ), RACCONTA VALENTINA PITZALIS, CON LA MACCHINA DELLA SIGNORA MAMUSA, E CHE POI SIA LEI CHE IL MARITO LO HANNO ACCOMPAGNATO AL PRONTO SOCCORSO, DOVE GLI E’ STATA DIAGNOSTICATA LA CRISI D’ASTINENZA?

E UNA VOLTA SOTTO FLEBO PER QUELLA CRISI,  DAVVERO I MEDICI NON LE HANNO SPIEGATO CHE SUO FIGLIO AVEVA SVILUPPATO UNA DIPENDENZA DA ABUSO DI BENZODIAZEPINE?

4 – POSTO CHE E’ STATO LO STESSO MANUEL A RACCONTARE ALLO PSICHIATRA DEI PROBLEMI CHE AVEVA IN FAMIGLIA E SUL LAVORO A CAUSA DEI SUOI “MOSTRI”( IDENTIFICATI POI COME UN DISTURBO DELLA PERSONALITÀ’ / IMMATURO E PARANOIDE ) TALI DA PROVOCARE STATI D’ANSIA TANTO FORTI DA RICHIEDERE UN CALMANTE IPNOTICO, COME E’ POSSIBILE CHE LA SIGNORA MAMUSA E IL SIGNOR PIREDDA, CHE HANNO CONVISSUTO PER ANNI CON IL FIGLIO E LA MOGLIE, NON SI SIANO ACCORTI DI TUTTO QUELLO CHE STAVA ACCADENDO?

COME FANNO ANCORA OGGI A NEGARE QUEI COMPORTAMENTI IRRAZIONALI E PARANOIDI CHE RACCONTA LA PITZALIS E CHE SONO COERENTI CON I RACCONTI DELLO STESSO MANUEL AL MEDICO E LA DIAGNOSI DELLA PERIZIA PSICHIATRICA?

5 – COME E’ POSSIBILE CHE SIA LO STESSO MANUEL A SPAVENTARSI PER IL SUO STATO AL PUNTO DI TENTARE UNA DISPERATA DISINTOSSICAZIONE AUTOGESTITA.  MENTRE SECONDO LA FAMIGLIA PIREDDA IN QUELLA CASA NON ACCADEVA NULLA E LORO FIGLIO ERA PERFETTAMENTE NORMALE, MENTRE LA PAZZA ERA VALENTINA PITZALIS?

6 – DOPO LA PERIZIA PSICHIATRICA MANUEL E’ STATO AIUTATO E SEGUITO DA UNO SPECIALISTA?  SE LA RISPOSTA E’ NO, COM’È POSSIBILE CHE LA FAMIGLIA NON SI SIA PREOCCUPATA?  SE LA RISPOSTA E’ SI, INVECE, COME E’ POSSIBILE CHE LA FAMIGLIA NON ABBIA MAI RACCONTATO QUANTOMENO CHE IL FIGLIO ERA SEGUITO PER QUESTO TIPO DI PROBLEMI?

7 – COSA HANNO DETTO  I MEDICI ALLA DISMISSIONE DI MANUEL DALL’OSPEDALE DOPO LA CRISI DI ASTINENZA?

POSSIBILE CHE NON SIA STATO CONSIGLIATO AL RAGAZZO E ALLA FAMIGLIA UN PERCORSO DI RECUPERO ASSISTITO E IL RICORSO ALL’AUSILIO DI UN  SERT?

ONESTAMENTE NON E’ ASSOLUTAMENTE CREDIBILE. ANCHE PERCHÉ  COME VEDREMO, LA SITUAZIONE DI MANUEL DA QUEL MOMENTO VA PRECIPITANDO, E ALMENO UN MEDICO PARLERÀ CON MOLTA CHIAREZZA ALLA MADRE DI MANUEL DELLE CONDIZIONI DEL FIGLIO.

UNA SOLA PERSONA RACCONTA DI AVER LITIGATO DURAMENTE CON MANUEL PER L’ABUSO DI XANAX: VALENTINA PITZALIS, CHE RACCONTA NEL SUO LIBRO DI ESSERE ARRIVATA A IMPORGLI DI SCEGLIERE TRA LEI E IL FARMACO.

MA ANCHE SU QUESTO VALENTINA PITZALIS E’ STATA ACCUSATA DI AVER MENTITO, E DI AVER CALUNNIATO LA MEMORIA DI MANUEL, INVENTANDOSI QUELLA SUA CONDIZIONE DI DIPENDENZA DALLO XANAX.

 

Una condizione che conduce Manuel sempre più verso il baratro, come vedremo nel prossimo artIIcolo,  dal titolo: MANUEL PIREDDA: LA SITUAZIONE PRECIPITA PROGRESSIVAMENTE

 

Per leggere il capitolo precedente dell’inchiesta clicca qui–> I PRECEDENTI DI MANUEL PIREDDA, IL RAGAZZO CHE NESSUNO E’ RIUSCITO A SALVARE.

 

IMPORTANTE: 

Questa inchiesta nasce con l’intento di diffondere il più possibile le informazioni  e i dati reali  sull’aggressione a Valentina Pitzalis avvenuta nel 2011 a Bacu Abis per mano di suo marito Manuel Piredda. Informazioni per fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.

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