MANUEL PIREDDA: LA SITUAZIONE PRECIPITA PROGRESSIVAMENTE

Per Manuel Piredda la situazione precipita rapidamente dopo il marzo 2009 e la sua crisi d’astinenza per la disintossicazione autogestita.

L’ evento forse più grave per lui, è lo sgretolamento del suo matrimonio. Le cose con Valentina Pitzalis precipitano: a Marzo lei gli chiede di scegliere tra lei e lo Xanax e lui risponde che sceglie il farmaco, con una prima rottura. Dopo poco lei crede alle sue promesse di smettere e tornano insieme fino a Luglio, quando lui confessa di averla tradita con una prostituta. Avviene una seconda rottura cui segue la decisione della separazione progressiva ( si vedono ma lei non dorme da lui ), separazione definitiva che arriverà nell’Aprile 2010.

Quello che accade però è anche che tra i due le strade si dividono in modo molto profondo: Valentina decide di tornare a vivere e riscattarsi dopo gli anni in cui ha rinunciato a tutto per vivere la loro storia d’amore, e’ tornata a scuola, ha ripreso a vivere con la sua famiglia d’origine, corre verso un diploma e un nuovo posto di lavoro.

Manuel al contrario è sempre più prigioniero delle sue ossessioni, e del suo rapporto di dipendenza con i farmaci da cui non si riprenderà più. E con esso ritornano anche i problemi economici.

 

pasticche

 

Il primo episodio di cui siamo a conoscenza, sia pur indiretta risale ad aprile 2010 ( la sera dopo che Valentina lo lascia definitivamente ) , quando a casa Pitzalis avviene un furto. Nonostante dei vicini indichino Manuel come la persona persona in casa, la famiglia decide comunque di non denunciarlo.

 

Una denuncia preventiva a propria tutela la effettua poco più di un mese dopo, tra maggio e giugno, la madre di Valentina, quando scopre che Manuel si era presentato in alcune farmacie dove lei era conosciuta cercando di farsi consegnare a suo nome delle confezioni di Xanax.

 

Ma è a Luglio che Manuel viene colto sul fatto. Ecco il verbale di un equipaggio dei Carabinieri:

Oggi 01/07/2010 alle ore 02.20 su richiesta della locale centrale operativa, l’equipaggio automontato si è recato in Carbonia in via Marconi presso l’abitazione di L.S. la quale riferiva che poco prima, un individuo di sesso maschile aveva cercato di entrare all’interno della sua abitazione, forzando una zanzariera della sua camera da letto e alle sue grida lo sconosciuto aveva scavalcato un balcone e si era dileguato. La stessa riferiva che da un controllo effettuato al piano superiore la stessa persona era penetrato all’interno e aveva messo a soqquadro l’intero appartamento, di aver dato notizia alla figlia del proprietario che al momento non era in casa e che non sapeva cosa fosse stato asportato.

Alle ore 02.45, nel mentre si eseguivano le verifiche dei fatti, la centrale operativa di Carbonia ci inviava in via O., poco distante, in quanto si era verificato un altro tentativo di furto in appartamento e che l’autore era già stato identificato dalla proprietaria e che alle sue grida era fuggito.
I militari, dopo aver parlato con la B. M.  ed ottenuta una descrizione del giovane autore del reato, nonché il nominativo in Piredda Manuel, suo attuale genero, si ponevano alla sua ricerca, individuandolo dopo alcuni minuti nella via Gramsci di Carbonia, precisamente alle ore 3.05.

Lo stesso veniva controllato e identificato nel Piredda Manuel, veniva sottoposto a perquisizione personale e gli venivano rinvenuti gli oggetti indicati nel verbale di sequestro: nella tasca anteriore dei pantaloni della sostanza stupefacente, presumibilmente di tipo hashish ( o,3 grammi ) e all’interno del proprio marsupio un coltello a serramanico e una torcia di colore rosso.

Portato in caserma si lamentava di aver perduto una sciarpa di colore nero, quindi nel tentativo di rinvenire eventuali oggetti asportati dalla prima abitazione, i militari effettuavano un controllo nel tratto di strada percorsa dallo stesso dal luogo del primo furto, al luogo dove era stato fermato, rinvenendo la sciarpa in questione sotto un’autovettura Fiat Panda, in particolare nei pressi dello sportello lato passeggero, mentre l’autovettura si presentava aperta e all’interno si presentava a soqquadro.

Nei pressi delle abitazioni dei primi furti, in particolare nel luogo dover era stato visto saltare il balcone vi erano delle impronte di scarpa corrispondenti a quelle indossate dal Piredda Manuel.

 

Manuel viene così arrestato per furto aggravato, e la refurtiva sottratta catalogata  ( orologio, fede nuziale, chiavi, orecchini) , finisce agli arresti domiciliari il 3 luglio 2010, il giudice delle indagini preliminari in sentenza scrive:

“Allo stato, in considerazione della tipologia del fatto e delle dichiarazioni rese dallo stesso Piredda, il quale ha ricondotto lo stato di incapacità per il quale è stato prosciolto per vizio totale di mente nel 2009, ad una condizione transitoria determinata dall’uso dei farmaci, non vi sono ragioni che facciano ritenere che il fatto sia stato commesso in condizioni di incapacità di intendere e di volere. Del resto appare difficile collegare il fatto commesso alla patologia riferita ( disturbo ansioso ). La commissione di diversi furti in un ristretto arco temporale evidenzia un elevato pericolo di reiterazione, tale da richiedere una misura detentiva che, considerata la personalità dell’agente, può essere determinata negli arresti domiciliari”

la Procura chiede il giudizio immediato , Manuel l’abbreviato condizionato a perizia psichiatrica. udienza fissata per 25/4/11. Manuel morirà 8 giorni prima dell’udienza.

A SUSCITARE INTERESSE ANCHE IN QUESTI ATTI SONO ALCUNI IMPORTANTI ELEMENTI CHE CI DANNO LA MISURA DI COME MANUEL PIREDDA NON SIA RIUSCITO AD ABBANDONARE IL SUO RAPPORTO CON DROGA E PSICOFARMACI.

NON SOLO VIENE FERMATO CON DELL’HASHISH IN SUO POSSESSO, MA DI FRONTE AL GIUDICE TORNA A CHIEDERE DI NON ESSERE CONDANNATO PER LE STESSE RAGIONI SANCITE DALLA PERIZIA DEL 2009: E CIOÈ  LE CONDIZIONI DI ALTERAZIONE DOVUTE AD ABUSO E A DIPENDENZA DA PSICOFARMACI.

E’ DA SEGNALARE ANCORA UNA VOLTA LA TENDENZA DI MANUEL DI MISCHIARE SOSTANZE ALTERANTI DIVERSE TRA LORO, IN QUESTO CASO HASHISH E BENZODIAZEPINE.

INUTILE POI SOTTOLINEARE COME LA TIPOLOGIA STESSA DEI FURTI TENTATI IN RIPETIZIONE QUELLA NOTTE SIANO TIPICI  ( MA NON SOLO, SIA BEN CHIARO ) DELLA MICROCRIMINALITÀ LEGATA AL MONDO DEL CONSUMO DI STUPEFACENTI E ALLA NECESSITA’ DI REPERIRE IL DENARO PER PROCURARSI LE SOSTANZE.

INFINE ANCORA UNA VOLTA POCHE CONSIDERAZIONI SULLA VERSIONE DEI FATTI OFFERTA IN QUESTI ANNI DALLA SIGNORA MAMUSA IN MERITO A QUELLA NOTTE, AVENDO LEI STESSA RACCONTATO CHE SUO FIGLIO ERA STATO ARRESTATO MENTRE ATTENDEVA CHE LEI ANDASSE A PRENDERLO DOPO CHE AVEVA PERSO L’ULTIMO AUTOBUS, E CHE LE ACCUSE DI FURTO – DEL TUTTO INFONDATE – ERANO DOVUTE SOLO ALLA DENUNCIA FALSA  DELLA MADRE DI VALENTINA, DALLA QUALE ERA PARTITA LA CACCIA AL FIGLIO.

COSI’ COME E’ UNA MANIPOLAZIONE DELLE INFORMAZIONI L’ALTRA AFFERMAZIONE CHE LA MAMUSA HA SEMPRE FATTO PER SMENTIRE LA RESPONSABILITÀ DEL FIGLIO LA SERA DEI FURTI: QUANDO AFFERMA CHE E’ IMPOSSIBILE CHE FOSSE LUI IL COLPEVOLE PERCHÉ ERA STATO FERMATO VICINO ALLA CASERMA DEI CARABINIERI , COME PROVA DELLA SUA INNOCENZA.

HA SEMPRE DIMENTICATO DI DIRE CHE TUTTE LE CASE IN CUI SI SONO COMPIUTI I FURTI E ANCHE L’AUTO APERTA  E MESSA A SOQQUADRO ERANO TUTTE NELL’ARCO DI POCHE CENTINAIA DI METRI DALLA CASERMA DEI CARABINIERI. QUELLA ERA SEMPLICEMENTE L’AREA DOVE LUI PRIMA AVEVA AGITO, E POI E’ STATO ARRESTATO.

IL VERBALE DEI CARABINIERI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA LA MANIPOLAZIONE DI INFORMAZIONI E FATTI: LA CASA DI VALENTINA E’ LA TERZA DOVE MANUEL ENTRA QUELLA NOTTE, E I CARABINIERI STAVANO GIÀ CERCANDO IL RESPONSABILE DEI PRIMI DUE FURTI PRIMA CHE LA MADRE DI VALENTINA NE SVELASSE L’IDENTITÀ’.   LE IMPRONTE DI SCARPE HANNO POI CONVINTO GLI INVESTIGATORI DELLA PARTECIPAZIONE DI MANUEL AI REATI.

UN’ULTIMA OSSERVAZIONE PER SMENTIRE ULTERIORMENTE LA VERSIONE DELL’ERRORE ED EVIDENZIARE LE CONTINUE INESATTEZZE, SULLE QUALI E’ STATA COSTRUITA UNA VERITÀ EDULCORATA  DA RACCONTARE SUI SOCIAL NETWORK E SUI GIORNALI:  MANUEL AVREBBE PERSO L’ULTIMO PULLMAN PER CASA E STAVA ASPETTANDO CHE LA MADRE VENISSE A PRENDERLO.

PECCATO  MANUEL VENGA FERMATO ATTORNO ALLE 02.30 DELLA MATTINA, MOLTE ORE DOPO L’ULTIMA CORSA DI AUTOBUS IN DIREZIONE DI CASA.

 

 

 

Pochi giorni dopo l’arresto per i furti, 10 luglio 2010,  Manuel Piredda torna a mettersi nei guai. Ecco il verbale di un’altra pattuglia dei Carabinieri:

“Notavamo il Piredda Manuel che stava camminando a piedi nei pressi della Parafarmacia di via Manzoni a circa 250 metri dalla propria abitazione, il soggetto – agli arresti domiciliari – alla nostra vista accelerava il passo dandosi alla fuga in direzione di casa. Immediatamente ci ponevamo all’inseguimento dello stesso, che veniva reperito nell’immediatezza nei pressi della propria abitazione.

Sul luogo era presente la madre del Piredda la quale riferiva che il figlio si trovava all’interno della sua camera da letto.

Lo stesso, debitamente interpellato, mostrava evidenti sintomi di affanno da corsa prolungata, evidenziati da respiro affannoso, evidente sudorazione e forte sudore in volto. Il soggetto in un primo momento negava ogni addebito, ma successivamente ammetteva di essersi volontariamente allontanato da casa, per recarsi nel centro di Gonnesa ad acquistare alcuni Cd.

Manuel viene nuovamente arrestato in flagranza di reato e processato per direttissima a una condanna di 3 mesi di reclusione. Sentenza che ancora una volta ribadisce le condizioni dell’imputato, al punto da concedergli le attenuanti generiche:
“al Piredda, inoltre, possono essere riconosciute le circostanze attenuanti generiche, tenuto conto delle sue non buone condizioni di vita individuali e sociali e puoò essergli riconosciuta l’attenuante della seminfermità mentale ( vedi relazione Pintor)

“all’imputato non puo’ essere concessa la sospensione condizionale ella pena dovendosi ritenere che lo stesso non si asterrà dalla commissione di ulteriori reati, avendo già riportato una condanna definitiva, essendo stato prosciolto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale soltanto per vizio totale di mente, essendo sottoposto a misura cautelare per una pluralità di furti e avendo, da ultimo, commesso il reato di evasione.”

il 18.12.2012 diviene  definitiva per morte del reo.

MANUEL PIREDDA QUINDI AVEVA ASSOLUTA NECESSITA’ DI LASCIARE LA CASA DEI GENITORI DOVE STAVA SCONTANDO GLI ARRESTI DOMICILIARI. PER QUALE RAGIONE?  AVEVA DAVVERO COSI’ URGENZA DI PROCURARSI DEI CD MUSICALI?

O IL SUO ALLONTANAMENTO ERA DETTATO DA ALTRE NECESSITA’?  DI COSA AVEVA BISOGNO CON TANTA URGENZA DA CORRERE IL RISCHIO DI UN NUOVO ARRESTO?

E LA SIGNORA MAMUSA, NON SI E’ ACCORTA CHE IL FIGLIO ERA USCITO DI CASA?

NON SI E’ ACCORTA CHE E’ TORNATO TRAFELATO E DI CORSA PER SFUGGIRE AI CARABINIERI?

PERCHÉ RACCONTA AI CARABINIERI CHE SUO FIGLIO ERA DI SOPRA IN CAMERA?

 

La situazione insomma e’ sempre più difficile, fuori controllo verrebbe da dire, dato che appena finiti di scontare i tre mesi di condanna ai domiciliari in casa della madre, Manuel Piredda occupa abusivamente, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, l’appartamento di Bacu Abis dove morirà nel tentativo di dar fuoco a Valentina Pitzalis.

Ma cosa è successo?

Perché rompe un modo così netto con la famiglia? E se non è stato lui, perché viene allontanato da casa?

In un momento poi in cui i suoi problemi stanno avendo la meglio e lui si sta mettendo anche nei guai con la giustizia sempre più spesso.

 

La persona che si offrirà di aiutare Manuel in quel periodo di crisi tanto profonda sarà proprio Valentina Pitzalis, dopo aver saputo da amici che il marito da cui si sta separando è messo molto male. L’ultimo errore di Valentina.  Ma ancora deve accadere qualcosa, come vedremo nel prossimo articolo, dal titolo:  GLI ULTIMI MESI DI MANUEL PIREDDA : L’AGGRESSIONE E GLI INUTILI TENTATIVI DI AIUTARLO.

 

Per leggere il capitolo precedente dell’inchiesta clicca qui–>LA VIOLENZA, LA PERIZIA PSICHIATRICA A MANUEL PIREDDA E GLI PSICOFARMACI

 

IMPORTANTE: 

Questa inchiesta nasce con l’intento di diffondere il più possibile le informazioni  e i dati reali  sull’aggressione a Valentina Pitzalis avvenuta nel 2011 a Bacu Abis per mano di suo marito Manuel Piredda. Informazioni per fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.

  Se ritieni interessante questa inchiesta ti chiediamo di aiutarci a diffonderla condividendola con i tuoi amici e i tuoi conoscenti.