MANUEL PIREDDA: L’ULTIMO ATTO DELL’INCHIESTA, L’INTERROGATORIO A VALENTINA PITZALIS.

L’ultimo atto dell’inchiesta della Procura di Cagliari  su fatti di Bacu Abis non poteva che essere l’interrogatorio di Valentina Pitzalis, un interrogatorio che non fu possibile per molti giorni, in principio perché la ragazza lottava per sopravvivere, cosa che poi accadrà contro ogni previsione, e poi, in una seconda fase perché le sue condizioni psico-fisiche non lo consentivano, essendo lei sedata, sofferente e in preda a veri e proprio incubi post traumatici.

E’ in questa fase che di lei si occupa la dottoressa  Maria Alma Posadinu , Responsabile dell” Unità Ustioni  dell’ospedale di  Sassari. E’ con lei che la Procura si confronta per le condizioni della Pitzalis, sia quelle di salute, che quelle delle ferite da ustione riportate.

Ed è a lei che abbiamo posto alcune domande proprio su quei giorni e sulle condizioni della vittima dell’aggressione, su cosa raccontassero le ferite della Pitzalis e quelle di Manuel Piredda, dell’eventuale utilità di un’autopsia.

E’ un’intervista che vi consiglio di leggere, perché risponde anche a molte della baggianate che sono state inventate sulle ustioni di Valentina Pitzalis, perchè anche su questo tema la macchina della calunnia e delle bugie non ha avuto il ritegno di fermarsi, arrivando a sostenere che le mani erano esplose alla Pitzalis proprio perché era lei a tenere in mano il contenitore della Benzina. Così come ho assistito a decine e decine di post e discussioni in merito al fatto che non era possibile che lei fosse sopravvissuta bruciando 20 minuti e lui fosse  morto, che non era possibile che lei fosse bruciata così poco.

La spiegazione più semplice, ovvero che la Pitzalis essendo una persona freddolosa e venendo da fuori, era vestita in modo ( fortunatamente per lei ) più pesante e che quindi  si era ustionata solo alla parti esposte, e’ stato oggetto di ironie che fanno gridare ‘vergogna’.

Nemmeno la testimonianza nel gruppo stesso VERITÀ’ E GIUSTIZIA PER MANUEL PIREDDA di una ragazza che aveva lavorato in fabbrica con la Pitzalis in Germania e che ha raccontato di come lei lavorasse vestita in modo pesante  e coperta fino al collo in un ambiente surriscaldato dai forni, e’ stato sufficiente a convincerli.

Nemmeno le foto della stessa signora Mamusa in cappotto insieme al marito quella notte, a testimonianza di quanto facesse freddo e che quindi fosse logico che Valentina Pitzalis fosse così coperta,  hanno fermato la macchina della speculazione e della menzogna.

Per non parlare poi dell’ipotesi che la Pitzalis possa essere sopravvissuta alle fiamme solo perchè imbottita di droga.

Comunque l’intervista alla Dottoressa Posadinu, affronta molti di questi temi, compreso uno dei più dibattuti: la mancata autopsia al corpo di Manuel Piredda..

 

per leggere l’intervista clicca qui –> INTERVISTA ALLA DOTTORESSA POSADINU

 

Il 27 Maggio 2011, le condizioni di Valentina Pitzalis migliorano ed è possibile finalmente per gli investigatori interrogarla in ospedale. Ecco la trascrizione integrale di quell’interrogatorio, effettuato a una persona ancora molto provata da un punto di vista fisico e mentale, per i traumi dell’aggressione.

Si tratta di un documento unico, che andrebbe ascoltato in audio, per capire quanto sia stato  drammatico e difficile parlare per lei. Ne consiglio la lettura integrale. Come vedrete e’ il racconto di una ragazza terrorizzata per quanto accaduto e per la paura che il suo carnefice non sia morto e possa tornare a ucciderla.

Sottolineo anche quest’ultimo passaggio, perché come vedrete a un certo punto lei chiederà ai Carabinieri se sono sicuri che Manuel è morto, che sia lui il corpo carbonizzato che ha intravisto.

Ebbene anche su questo la macchina del fango, dei costruttori d’odio ha dato il meglio di sé: com’è possibile che essendo bruciata con le palpebre fuse possa averlo visto?  Com’è possibile che non sappia che e’ lui?  Vuole essere certa che sia morto perché ha paura della verità!  Questo è il tenore delle calunnie, accompagnate dai peggiori insulti, dove assassina, e’ la parola più lieve.

Ecco comunque l’integrale dell’interrogatorio:

per leggere l’interrogatorio clicca qui  –> INTERROGATORIO DI VALENTINA PITZALIS

 

Quella che emerge dall’interrogatorio è la versione dei fatti che Valentina ricorda. E che rimarrà pressoché identica poi negli anni a venire.

Si tratta di una versione su alcuni aspetti confusa ed errata. Ricordi particolari sbagliati, e non ne ricorda altri. E’ la versione di una donna che rimasta in quella casa un manciata di minuti prima di venire aggredita in pochi secondi ed essere data alle fiamme.

Ovviamente su ogni imprecisione, su ogni aspetto delle sue parole la macchina dell’odio ha macinato post su post, teoremi su teoremi.

Come ho spiegato molte volte il fatto che Valentina Pitzalis non abbia mai adattato la sua versione a ciò che dicono le prove, sui punti dove si discosta ( uno per tutti: l’annaffiatoio verde, quando si tratta di un recipiente rosso ) è la dimostrazione della sua genuinità e sincerità.  Sarebbe stato facile, spiegabile e accettabile dire: scusate ma tra trauma e farmaci ho ricordato male era così e così. Si sarebbe evitata accuse e calunnie. Invece corentemente lei ha sempre detto una cosa: io ricordo questo, e questo racconto.

 

Dall’interrogatorio non emergono elementi contraddittori con la ricostruzione dei fatti che gli investigatori hanno di fatto già raggiunto. Come dimostra il rapporto inviato dai Carabinieri alla Procura il 29 Aprile, un mese prima dell’audizione della Pitzalis:

 

“Sulla base dei rilievi eseguiti sul posto, delle persone sentite, e della documentazione acquisita si è giunti alla ricostruzione dei fatti presumibilmente occorsi in data 17 aprile scorso …. secondo quanto indicato:

Il Piredda Manuel, persona che soffriva di patologie psichiche, dovute anche all’abuso di psicofarmaci, e sostenza stupefacenti, da qualche mese occupava abusivamente un alloggio sito in Bacu Abis…
Il giovane era preso da una morbosa gelosia nei confronti della moglie separata Pitzalis Valentina, con la quale da circa un anno aveva interrotto il rapporto coniugale. Infatti quest’ultima dimorava regolarmente presso l’abitazione dei genitori in Carbonia.
Alle ore 23.30 del 16.04.2011, la Pitzalis Valentina chiedeva in prestito alla sorella l’autovettura di famiglia, una Citroen Ax, per recarsi in Bacu Abis presso l’abitazione del piredda. Infatti poco prima aveva ricevuto una telefonata da questi che la invitava col pretesto di portare dei documenti che avrebbe dovuto a sua volta consegnare al suo legale il giorno seguente ( tra l’altro uan domenica ): Nonostante il parere contrario della sorella la Pitzalis Valentina poco dopo si recava presso l’abitazione del Piredda. Si ritiene che quest’ultimo abbia premeditato il gesto inconsulto e atteso l’arrivo della moglie già nell’andito d’ingresso. Infatti il suo corpo veniva rinvenuto dietro la porta d’ingresso con dei guanti in plastica calzati e con accanto i resti combusti di un secchio di plastica e di stracci imbevuti di benzina.
Il Piredda quindi probabilmente lanciava sulla Pitzalis la benzina contenuta nel secchio anzidetto ele dava fuoco, ma veniva a sua volta investito dalle fiamme che non gli davano scampo. La Pitazalis invece riusciva a ripararsi all’interno di una stanza adiacente, da dove chiedeva aiuto rompendo un vetro di una finestra che attirava fortunatamente l’attenzione dei vicini di casa. “

 

Non è vero quindi ciò che sostiene  quindi la famiglia Piredda, quando dice che l’intera indagine della magistratura si basa esclusivamente sulle dichiarazioni della Pitzalis,  e il fatto che a fine Aprile l’indagine avesse già delineato uno scenario, prima che la vittima venisse interrogata, lo dimostra al di là di ogni dubbio.

Sarà comunque il Procuratore De Angeli a chiudere l’inchiesta, come racconteremo  nell’articolo intitolato: LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI: LA RESPONSABILITÀ DI MANUEL PIREDDA

 

Per leggere l’articolo precedente dell’inchiesta clicca qui–> GLI ULTIMI MESI DI MANUEL PIREDDA: L’AGGRESSIONE E GLI INUTILI TENTATIVI DI AIUTARLO

 

IMPORTANTE: 

Questa inchiesta nasce con l’intento di diffondere il più possibile le informazioni  e i dati reali  sull’aggressione a Valentina Pitzalis avvenuta nel 2011 a Bacu Abis per mano di suo marito Manuel Piredda. Informazioni per fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.

  Se ritieni interessante questa inchiesta ti chiediamo di aiutarci a diffonderla condividendola con i tuoi amici e i tuoi conoscenti.

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