MANUEL PIREDDA: LE PAROLE DI ROBERTA MAMUSA

Il dolore di una madre è un’arma potente. Il dolore di una madre, per l’informazione, ha sempre il suo fascino.

Il dolore di una madre aggrega, attira, permette di identificarsi.

Se poi è presentato e nutrito in un gruppo Facebook Chiuso, dove non vi è nessuno a mettere in dubbio la versione raccontata, dove nessuno conosce davvero la verità delle risultanze giudiziarie, dove è possibile raccontare qualsiasi cosa che viene passata e creduta come verità. 

Un gruppo dove chi fa domande scomode viene espulso, e dove resta solo il Verbo di una madre affranta, ci vuole poco perché quel gruppo con gli anni diventi come una setta. Dove le parole di Roberta Mamusa , la madre di Manuel Piredda, diventano l’unica fonte di certezza, e tutto il mondo fuori che solleva dubbi o domande, l’infedele.

Se poi capita che qualcuno pubblichi una diversa verità diventa qualcuno da distruggere. far tacere, denigrare e colpire nella sua credibilità.

Un’ ulteriore conferma di questa impermeabilità a qualsiasi verità diversa,  si è avuta anche in questi giorni, di fronte a questa inchiesta: aver riportato stralci di sentenze non è servito a nulla. Il gruppo ha rifiutato tutto classificandole come invenzioni, come se quelle parole non corrispondessero ad atti ufficiali. Persino la perizia psichiatrica non ha alcun valore. Sono tutte invenzioni folle di un giornalista.

Non importano le ammissioni di Manuel, si va anche contro le sue stesse confessioni a medici e psichiatri. Si smentiscono anche le parole di chi in teoria si vuole difendere.

La persecuzione al liceo della ex fidanzata, non l’ha scritta Manuel dichiara ancora una volta la madre, e si appella al complice del figlio perché si faccia avanti e confessi. Non importa che la sentenza specifichi che il punto non è chi abbia scritto fisicamente le parole del testo denigratorio, ma il fatto che i contenuti erano noti solo a Manuel, che la foto fosse di Manuel, che il materiale fosse a casa di Manuel, che le telefonate siano partite da casa di Manuel ( in parte ) … cosa importa che un giudice indichi in Manuel Piredda, nero su bianco, il responsabile di quella persecuzione.

Non conta nulla perché la Signora afferma il contrario. Tutto il mondo sbaglia. Sbagliano, i giudici, gli psichiatri, i Carabinieri, i medici, i vigili del fuoco, sbagliano tutti. Sempre. Per anni. Ogni volta che Manuel combina qualcosa, sono gli altri a sbagliare.

E chi ascolta, accetta quella versione. Tutto il mondo contro Manuel, la Signora e il Gruppo.

Se poi c’e’ anche un Nemico, un bersaglio su cui focalizzare la rabbia, una strega da bruciare sul rogo, ecco il continuo assalto e gli insulti e le calunnie a Valentina Pitzalis.  

E in questi giorni a me e a questo blog. E in questi giorni a tutti coloro che hanno preso coscienza e cambiato idea. E in questi giorni, nemmeno la famiglia è stata risparmiata.

E sappiamo bene come il web ormai sia il luogo perfetto per focalizzare l’astio contro qualcuno. Non c’e’ niente come i social per alimentare il dubbio, per fare passare per vere le inesattezze, per non dover rispondere di nulla utilizzando fake e falsi profili.

E allora esaminiamo bene insieme il racconto di questa madre che chiede giustizia: Roberta Mamusa, la madre di Manuel Piredda.

In nome di quale Verità chiede Giustizia?

Roberta Mamusa
13 maggio 2014
Mi chiamo Roberta e sono la madre di Manuel il ragazzo accusato di aver cercato di uccidere la moglie con il cherosene dopo tre anni rompo io il silenzio visto che Manuel non può più difendersi per far capire un po’ come sono andate le cose per capire come realmente era Manuel visto che sino a ora si è sentita solo una sola versione ADESSO BASTA ho perso mio figlio la mia unica ragione di vita.Manuel era un ragazzo molto solare pieno di vita amava la musica educato gentile sempre disposto ad aiutare gli altri in difficoltà aveva un’anima buona sembra che parli solo da madre ma non è così Manuel era davvero una bella persona era un figlio che amava portarmi i fiori per le ricorrenze che ti dava il bacio al suo risveglio quando usciva e della buona notte o magari ti scriveva un semplice biglietto con delle parole bellissime il suo incontra Valentina una sua coetanea la ragazza di un suo conoscente si invaghisce di lei ne parla con noi subito gli dico di lasciar perdere non era la ragazza per lui, passa un po di tempo Manuel torna alla sua vita uscire andare a ballare tutto ciò che può fare un ragazzo di22 anni lei poi parte in Germania rimane ancora insieme al suo ex ma è follemente innamorata di Manuel era ottobre del 2005 quando Manuel si era messo con Valentina la cosà mi turbò sapevo che Manuel stava frequentando una ragazza del paese ma si era lasciato proprio perché Manuel con Valentina si sentivano telefonicamente .Lei arrivò dalla Germania il 17.12.2005 comincioò la mia angoscia sapevo che lei una ragazza molto più “vissuta” di Manuel anche se avevano la stessa età Manuel era molto più ingenuo io e mio marito abbiamo cercato in ogni modo di dissuaderlo per questa relazione ma non si può interferire più di tanto quando si parla di amore anche se sei un genitore Manuel era molto contento che doveva arrivare Valentina dal 17 di dicembre data del suo arrivo rimangono insieme quasi tutto il giorno arriva il Natale,Manuel non aveva mai passato il Natale lontano da noi tranne una volta che era stato invitato per la vigilia a casa di una sua ex,mi dice chela vigilia non c’era che doveva stare con Valentina perché la sua famiglia non festeggiava la vigilia. Anche se non mi piaceva per niente questa relazione gli dissi di portare anche lei se lo desiderava Manuel era l’unico figlio che avevo il dolore che ho non si può descrivere io sono MORTA PER DAVVERO IL 17 APRILE 2011.mi disse che preferiva stare in giro con lei che avrebbero trovato qualche locale aperto, ma si sa a Natale è tutto chiuso l’idea che rimanesse in giro senza nessuna meta non mi andava giù allora gli dissi visto che eravamo invitati da mia sorella che la casa era libera gli preparai tutto la tavola apparecchiata a festa e la cena gli dissi anche che visto la festività magari avrebbero bevuto dello spumante che aveva la sua camera e che poteva restare li a passare la notte da quel giorno Valentina non se ne andò più da casa mia io non avevo il coraggio di dire basta e mi stavo affezionando a lei ma non capivo perché non rientrava a casa sua dopo sei mesi passati fuori poi fu tutto chiaro quando mi disse che la mamma aveva problemi di salute e non si era mai presa cura di lei e di sua sorella che aveva vissuto la sua infanzia con la nonna un donna molto buona Manuel gli voleva un gran bene come anche il padre una brava persona anche per lui Manuel provava un grande affetto. era verso metà Gennaio2006 che mi annunciò che si sarebbero sposati provai una angoscia profonda non so spiegare ma sentivo e non mi sbagliavo che lei non era la persona che non faceva per Manuel abbiamo fatto di tutto per dissuaderlo ma non voleva ascoltare era innamorato. Quando portarono le fedi a casa Manuel aveva gli occhi tristi gli dissi che niente ancora era fatto e che poteva tirarsi indietro , lei mi aggredì verbalmente mi disse di farmi i fatti mie che era abbastanza grande per decidere Manuel mi sorrise e mi disse di non preoccuparmi che era solo un momento che tutto andava bene m a chi è madre può capirmi i figli sono più della tua stessa vita e capisci subito quando sono felici o no.nello sesso giorno lei portò il vestito che aveva scelto per il suo matrimonio restai di stucco quando vidi il vestito un abito tutto nero con due ali giganti dietro ero a dir poco disperata aveva una particolare passione le bare di qualsiasi materiale anche borse è arrivata a comperare a forma di bara il giorno che si sposarono uscirono tutti e due da casa mia lei a casa sua non poteva andare la sua casa era sempre sottosopra infatti Valentina mi chiese se poteva ospitare la sua testimone che a causa della madre non poteva fare gli dissi ok una ragazza che si chiama Sonia.si sposarono il 4 marzo del 2006 furono felici per un po’ ma poi incominciarono a litigare molto a causa della mamma di lei gli chiamava anche alle sei del mattino al tel per cose banali erano completamente diversi Manuel era molto piùlegato ai valori di una famiglia lei no ricordo che mi chiese perché preparavo da mangiare per tutti rimasi stupita mi disse che sua madre non pensava alla famiglia tutti arrivavano a ora diversi e si preparavano da mangiare da soli se devo dire la verità mi fece molta tenerezza pensavo che non aveva avuto l’amore e le attenzioni che ogni madre deve dare a un figlio( quindi quandoadesso parla che ha avuto in famglia non ne ha avuto di certo dalla madre)in casa rimase 5 anni a lei mi sono affezionata la accontentavo come potevo il suo primo compleanno passato da noi aveva compiuto 23 anni gli feci fare la torta rimase contenta come una bimba da troppi anni non aveva una torta per il suo compleanno. i litigi continuarono dopo 4 anni divennero quasi quotidiani Manuel divento sempre più triste lei si manifestò con Manuel in modo molto antipatico sin quando Manuel gli disse di chiamare il padre per venirla a prendere MANUEL VOLEVA CHIUDERE LI GLI DICEVA MI HAI ROVINATO LA VITA ho impresse nella mente quelle parole lei andava e veniva da casa mia a casa sua Manuel ebbe tante vicessitudine molto dolorose causate dalle mente malata della madre ho visto mio figlio spegnersi giorno dopo giorno a causa del suo matrimonio sbagliato .A Febbraio2011 Manuel subì un agressione lui stava parlando con due amiche e lo aggredirono in sei persone fu subito presentata denuncia ai carabinieri gli fratturarono la mascella il giorno prima Manuel portò sia in caserma a carbonia e al suo avvocato le cartelle cliniche Manuel c’quattro mesi a bacu abis e non aveva nessuna voglia di suicidarsi aveva mille progetti e comunque questo e solo un breve riassunto ci vorrebbero non uno ma due libri per smentire tutte le bugie e le mezze verità di questa storia ci siamo rivolti a un avvocato che ha chiesto di riaprire le indagini troppi i dubbi Manuel non aveva nessun inaffitorio il tel gli è stato trovato vicino lui non poteva gridare neanche aiuto perché aveva ancora la mandibola fratturata IO VOGLIO SAPERE LA Verità SU MIO FIGLIO E QUESTA VOLTA NON STARO A GUARDARE IN SILENZIO IL LIBRO è SCRITTO CON BUGIE E MEZZE Verità TRA LE POCHE COSE CHE HO TROVATO UN DIARIO SRITTO DA VALENTINA ATTUALMENTE A DISPOSIZIONE DELLA MAGISTRATURA. OGGI GRIDO TUTTO IL MIO DOLORE DI MADRE VOGLIO SOLO CHE MIO FIGLIO VENGA RICORDATO PER QUELLO CHE ERA VERAMENTE NON QUELLO CHE DICE MA VI DICO NON è LA PERSONANA CHE APPARE IN TV ADESSO BASTA STARE IN SILENZIOVOGLIO GIUSTIZIAA PER MIO FIGLIO NIENTE ME LO RIPORTERà MA SENTO CHE DEVO STRINGERE I DENTI E PARLARE AL POSTO DI MANUEL LA MIA VITA è FINITA INSIME A MIO FIGLIO SOLO CHI è MAMMA Può CAPIRE IL MIO DOLORE TI SCHIACCIA TUTTI GIORNI NON ESISTE Più NIENTE GUARLE SUE FOTO MI SEMBRA TUTTO COSI IRREALE RIPETO ANDRO AVANTI QUESTA VOLTA SENZA FERMARMI

 

E’ questa la lettera di presentazione con cui Roberta Mamusa fonda il suo gruppo: VERITÀ’ E GIUSTIZIA PER MANUEL PIREDDA, ripresa da articoli, da siti, diffusa nel web.

La sua verità, Roberta Mamusa l’ha raccontata nel 2014 anche in un’intervista televisiva di circa 40 minuti su Canale 40,  ecco il link , la pubblico nonostante sia un’intervista che contiene molte inesattezze ( basti per tutte il fatto che si cerca di spacciare un diario risalente a 6 anni prima dei fatti per un testo scritto durante il matrimonio tra Manuel e Valentina ) per far ben comprendere come Roberta Mamusa sia certamente una donna sofferente per la morte del figlio, ma come questa sofferenza che traspare anche dalle sue parole si tramuti in una serie di manipolazioni delle notizie che hanno una solo scopo: colpire Valentina Pitzalis.

INTERVISTA A ROBERTA MAMUSA A CANALE 40

E’ un’intervista toccante per molti aspetti che mostra una donna provata dalla sofferenza, ma anche accecata dalla incapacità di vedere che quel bambino, quel ragazzo che lei ricorda come dolce e premuroso si e’ poi perso e trasformato in qualcun altro.

Perché una cosa è certa in questa terribile storia, Manuel, nonostante la sua terribile responsabilità per quanto ha fatto dando fuoco a Valentina Pitzalis, è  a sua volta anche una vittima. E’ un ragazzo che a un certo punto della sua vita si è perso, i suoi problemi si sono manifestati già in adolescenza e forse prima, e nessuno li ha saputi vedere. Nessuno è riuscito ad aiutarlo.

E quei mostri nel cervello non sono scomparsi nel tempo, nutriti con ogni probabilità quantomeno dall’uso delle droghe prima, e poi divenuti incontrollabili, dello Xanax, delle benzodiazepine.

L’amore con Valentina, quel sentimento assoluto per entrambi, forse ha illuso tutti, loro per primi. Ma i mostri nel cervello alla fine hanno avuto il sopravvento. E nella notte di Bacu Abis avrebbero voluto portarsi via entrambi. E invece Valentina è sopravvissuta. 

Ma in questa intervista non c’e’ una sola parola su chi era realmente Manuel Piredda. Sui suoi problemi e sulle sue ossessioni.

In questa intervista emerge solo  quella che sarà sempre la linea accusatoria della famiglia Piredda: Valentina Pitzalis mente per trarre guadagni da questa disgrazia, vedremo poi quanto sia sbagliata questa affermazione, e come la signora Mamusa  desideri che la moglie del figlio non sia più trattata come simbolo della violenza sulle donne.

Ma come si evince già da questa lettera di presentazione così come dall’intervista Tv, c’e’ qualche dissonanza tra l’immagine di Manuel che la Signora racconta e quella che invece raccontano gli atti giudiziari pubblicati in questa inchiesta:

Manuel non è il ragazzo che perseguitava le sue compagne del liceo, che aggrediva i Carabinieri, che faceva uso e abuso di droghe e psicofarmaci, che una perizia psichiatrica definisce con disturbi della personalità di tipo immaturo e paranoide , non e’ il ragazzo che rubava nelle case altrui…

Manuel era un santo, un ragazzo per bene che a un certo punto incontra la strega che lo porterà alla rovina. Una versione che si scontra non solo con la sentenza sull’aggressione a Valentina PItzalis, ma anche con tutti gli atti giudiziari che precedono quell’ultimo gesto violento.

 

 

La signora Mamusa del resto ha un pessimo rapporto con la circolazione delle informazioni su questo caso. E’ già finita davanti a un giudice ed ha subito una sentenza per aver fatto la più grande delle manipolazioni diffamatorie  di questa vicenda: nel 2014 rende pubblici alcuni estratti di un Diario di Valentina Pitzalis dove lei annotava i messaggi che si scambiava con Manuel Piredda mentre lei era in Germania a lavorare e lui era in Sardegna.

Il diario era finito in mano alla Signora Mamusa perché lo aveva avuto da Manuel ha sempre sostenuto lei, se ne è impossessata perchè era a Bacu Abis, ha sempre sostenuto Valentina Pitzalis. Un giudice si esprimerà in merito tra qualche settimana.Ma una cosa invece certa Roberta Mamusa è stata inibita a utilizzare quel Diario da un giudice nel 2016. Perché la signora ha estratto passaggi di quel diario privato, scritto nel 2005, ovvero 6 anni prima dei fatti di Bacus Abis e dell’aggressione di Manuel, operando una manipolazione dei contenuti stessi ( che sono pensieri di Valentina, ma anche anche testi di canzoni e poesie ) in modo arbitrario e senza dare continuità al contesto di riferimento.

SI E’ TRATTATO CIOÈ  DI UNA MANIPOLAZIONE DI QUEGLI SCRITTI, FINALIZZATI A CERCARE DI DIMOSTRARE CHE VALENTINA PITZALIS ERA INSTABILE E SIA STATA LEI LA RESPONSABILE DELLA MORTE DI MANUEL.

Eppure, nonostante la sentenza che lo impediva, il Diario di Valentina è stato nuovamente dato in pasto alla stampa ( sempre brani tagliati e mai integrali ).  Avendo ripreso alcune delle sue pagine nell’esposto per la riapertura del caso l’avvocato Sollai, che tutela la famiglia Piredda ha affermato in un’intervista a Giallo dello scorso dicembre:

“Il diario non è mai stato oggetto d’indagine. Non è mai stato sequestrato nell’ambito di un’inchiesta penale (…) Dalla lettura del manoscritto emerge una personalità della Pitzalis del tutto differente da come la medesima vuole apparire.  Sono rimasto indignato quando lo scorso 26 novembre, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, Valentina è stata scelta dalla Polizia di Stato come testimonial. ”

e ancora, sempre l’avvocato, nella stessa intervista ai colleghi di Giallo:

“Nessuno ha mai preso in considerazione l’ipotesi che la vera vittima fosse lui. Posso comprendere la sofferenza che ha provato la signora Pitzalis, ma ritengo che lei sia stata concausa dell’evento. Cioè la sua condotta ha provocato l’evento.”

E se la strategia giudiziaria è quella di far riaprire il caso. Ecco la strategia della famiglia generale e vera di tutta questa campagna: cercare di distruggere l’immagine di Valentina Pitzalis. Annullare,  distruggendo  la sua immagine di vittima,  quanto accaduto a Bacu Abis.

Il paradigma e’ semplice: era lei la drogata, era lei che ha rovinato Manuel. Era lei che parlava di morte.  Quindi e’ lei la responsabile di quanto accaduto quella notte.

Un paradigma che assomiglia paurosamente a quelli utilizzati spesso in modo becero durante i processi per stupro: Avevi una minigonna? Sei andata a casa sua? Giravi da sola?

Ho scritto io stesso in questa inchiesta che Valentina Pitzalis, cosi’ come Manuel Piredda, così come l’ex fidanzato di lei , R, facevano tutti parte di un gruppo di ragazzi che conoscevano gli stupefacenti e ne facevano uso. Erano tutti ragazzi allo sbando? Non lo so, non avendoli conosciuti all’epoca dei fatti.

Quello che so con certezza è che R. – almeno così mi risulta – si è completamente rifatto una vita. Con una storia di riscatto personale, che vive lontano dal suo passato, e che preferirebbe non essere tirato in ballo in ciò che è stato molto tempo fa.

Quello che so è che Valentina Pitzalis, molto prima dei fatti di Bacu Abis ha ripreso in mano la sua vita, è tornata a casa, è tornata a scuola, si è diplomata e ha ricominciato a vivere. Allontanandosi da una parte della su vita che giudicava finita e da dimenticare, uno spezzone di vita del quale faceva parte anche Manuel Piredda. Pur continuando a essere disponibile con lui e ad aiutarlo in un momento molto difficile. E questo lo testimonia la sua storia.

Quello che so è che a carico di Valentina Pitzalis non esiste nulla di concreto. Non una denuncia. Non un arresto. Niente di niente. Se il teorema della famiglia Piredda fosse vero, Valentina Pitzalis  sarebbe stata una cocainomane che si prostituiva sfuggita totalmente alle attività investigative dei Carabinieri, che pure più volte hanno indagato e fermato tanto il suo precedente fidanzato quanto Manuel Piredda.

Una tesi credibile?

Quello che invece sappiamo, e non per sentito dire di paese, è che in quel mondo di droga e farmaci  si è perso Manuel Piredda. Che era già finito nei guai per la sua incapacità di gestire l’abbandono delle ex fidanzate molto prima di incontrare Valentina Pitzalis, e che era stato condannato proprio per quello. Di certo sappiamo che lui aveva dei disturbi, che era un  paranoide e un violento a causa del suo rapporto di dipendenza con gli psicofarmaci .  E qui si parla di fatti concreti, e conclamati. Di denunce, arresti e condanne.

Da una parte quindi esistono dati certi, dall’altra cosa esiste?

E’ quello che vi racconterò esaminando con voi i due documenti che dovrebbero rivelare la verità, immaginata dai Piredda, sui fatti di Bacu Abis e Valentina Pitzalis: Il Diario di Valentina e L’esposto per la riapertura del caso.

Come inizieremo a raccontare  nell’articolo: IL LIBRO DI VALENTINA PITZALIS CHE SCATENA TUTTO: NESSUNO PUÒ TOGLIERTI IL SORRISO

 

Per leggere l’articolo precedente dell’inchiesta clicca qui:–> LETTERA APERTA A ROBERTA MAMUSA

 

IMPORTANTE: 

Questa inchiesta nasce con l’intento di diffondere il più possibile le informazioni  e i dati reali  sull’aggressione a Valentina Pitzalis avvenuta nel 2011 a Bacu Abis per mano di suo marito Manuel Piredda. Informazioni per fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.

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