VALENTINA PITZALIS E MANUEL PIREDDA: LA VERITÀ OLTRE LE BUGIE

La verita`oltre le bugie.

Cosa c’è di vero dunque in tutto il castello di dubbi e accuse sollevate contro Valentina Pitzalis dalla madre dell’uomo che le ha dato fuoco, Manuel Piredda?

Questa lunga inchiesta, che ancora non e’ finita, ha esaminato prima gli atti dell’indagine ufficiale, così come i precedenti giudiziari di Manuel Piredda, tutto ciò che era alla base della valutazione dei magistrati che archiviarono l’inchiesta per morte del reo.

Quell’inchiesta che Roberta Mamusa e Giuseppe Piredda, i familiari di Manuel, hanno chiesto venga riaperta per dimostrare che i fatti si sono svolti in maniera diversa. In teoria  ipotizzando che Valentina Pitzalis sia coinvolta nella morte del figlio avendolo assistito nel suicidio o convinto a togliersi la vita.

Ma la verità è che l’interesse primario, è quello di poter screditare la donna che accusa loro figlio, distruggerne l’immagine di vittima.

Abbiamo visto come le accuse nei suoi confronti ruotino soprattutto attorno a un suo presunto torbido passato.

Per riuscire a distruggere la sua credibilità è stata rinvangata la sua relazione con un piccolo spacciatore della zona, si è detto che si prostituiva, si è raccontato delle patologie della madre, non si è esitato a rendere pubblici stralci di un suo diario con il solo fine di colpire la sua immagine facendola passare per un squilibrata.

4 righe di un diario dove si vaneggia di una fantasiosa idea di morte romantica insieme per poter rimanere uniti per sempre, quattro righe scritte sei anni prima dell’aggressione a Bacu Abis, 4 righe su 51 pagine di una Diario.

Di Valentina Pitzalis la tossicomane che si vendeva per una dose non esiste traccia, non esiste prova. Valentina fidanzata prima con un piccolo spacciatore, e con un dipendente da droghe e psicofarmaci dopo, passa attraverso una lunga sequenza di arresti e reati compiuti da entrambi e non vi è mai coinvolta.

Segno che si tratta di un’abile, abilissima criminale, capace di sfuggire alle indagini che pure incastrano i suoi uomini, oppure semplicemente si tratta di qualcuno che nulla ha a che vedere con quelle attività?

E’ un caso che entrambi i suoi ex fidanzati smettano di essere indagati, fermati, arrestati o processati, proprio nel periodo in cui lei ha una relazione con loro?

Valentina ha certamente fatto uso di stupefacenti, sia ben chiaro. Li ha usati come stimolanti, come additivi, come stordenti per i momenti di divertimento. Giusto o sbagliato che fosse quello faceva parte del suo modo di essere.

Valentina Pitzalis non è mai stata tossicodipendente. Nulla oggi lo prova o dimostra. E come ho già detto è difficile ipotizzare che una sua condizione del genere possa essere sfuggita ai Carabinieri di un piccolo centro come Carbonia,  o come Gonnesa, meno che meno a Carabinieri che hanno indagato sui suoi fidanzati.

Non vi è un solo episodio che testimoni o provi una sua condizione di abuso di stupefacenti, di problemi seri e radicati con la droga.

E detto tutto ciò, vorrei ribadire un concetto fondamentale: se anche Valentina Pitzalis fosse stata una persona con problemi di droga, se anche fosse stata una persona che vendeva il suo corpo, se anche fosse stata una ragazza che si era persa in quel periodo della sua vita… tutto questo non avrebbe autorizzato Manuel Piredda a darle fuoco.

 

Perché questo hanno stabilito le indagini.

Che un ragazzo che invece si era perso nella droga prima e negli psicofarmaci poi, che soffriva di problemi molto prima di incontrare Valentina Pitzalis, quando perseguitava la sua fidanzata del liceo colpevole di averlo lasciato, un ragazzo che uno psichiatra ha definito in una perizia immaturo e paranoide, un ragazzo ossessionato dalla gelosia, un ragazzo che diventava violento durante gli abusi e le crisi di astinenza al punto da essere giudicato incapace di intendere e di volere, un ragazzo che non era più riuscito a fermarsi nella sua corsa autodistruttiva …. un ragazzo che si chiamava Manuel Piredda , una fredda serata dell’aprile del 2011 ha preso la donna che più l’aveva amato nella vita, che lo aveva lasciato ma che era lì ancora ad aiutarlo, e le ha dato fuoco.

 

Se poi vogliamo mettere tutto in discussione perché quella donna mentre veniva aggredita ha scambiato una bacinella rossa con un annaffiatoio verde, non ha visto i guanti e forse ha sbagliato a  descrivere come era vestito…

Se poi volgiamo dire che Manuel aveva il cranio fracassato perché lo ha detto un’amica di un amico di un ex marito che lavora alle pompe funebri, pensando che il personale del 118, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, due medici, e due magistrati che hanno esaminato foto e reperti non se ne sono accorti….

Se poi vogliamo ignorare gli interrogatori dei vicini perché la Signora Mamusa dice che non sono stati ascoltati

Se poi vogliamo ignorare le testimonianze delle psichiatre che avevano in cura Manuel

Se poi vogliamo ignorare quello che diceva una perizia psichiatrica già qualche anno prima della notte di Bacu Abis…

Se poi dobbiamo pensare che chi ha testimoniato la dinamica di quella sera ha mentito alla magistratura e ai Carabinieri…..

Se vogliamo pensare che il personale medico del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale di Sassari abbia coperto la vera natura delle ustioni di Valentina PItzalis e il suo stato di tossicodipendete….

Se vogliamo credere tutto questo allora va bene.

 

Allora crediamo alla signora Roberta Mamusa, colei che da anni racconta la sua versione su chi era il figlio, su chi era Valentina Pitzalis, su come lei abbia rovinato il suo Principe.

Crediamo pure che suo figlio era esclusivamente un ragazzo dolce e delicato

Crediamo pure come dice lei che nessuna delle sue condanne fosse fondata, che non sia stato lui a perseguitare l’ex fidanzata, che non sia stato lui a usare violenza contro i Carabinieri, che non sia stato lui a rubare nella case, a evadere, a occupare la casa di Bacu Abis.

Crediamo pure che ci sia stato un grande complotto di Carabinieri e Magistratura contro quel ragazzo perfetto.

Crediamo che abbia sbagliato lo psichiatra che lo ha esaminato, lo ha ascoltato, che ne ha delineato i tratti paranoidi , che ne ha stabilito il rapporto di dipendenza dalle benzodiazepine e gli effetti violenti scatenati da quell’abuso.

Crediamo che abbia mentito lo stesso Manuel quando ha dichiarato di far uso di cannabis, di aver avuto un rapporto di dipendenza dalla cocaina e di averne uno in corso dalle benzodiazepine. Crediamo che abbia mentito anche quando ha provato a smettere ed è stato ricoverato d’urgenza in ospedale per la violenta crisi d’astinenza.

Crediamo che Manuel mentisse anche quando scriveva dei suoi problemi proprio a Valentina Pitzalis.

Crediamo pure che Valentina Pitzalis si sia inventata tutto, che non siano mai successe le scene di gelosia , nemmeno quelle di cui parla sei anni prima dell’aggressione nelle lettere dalla Germania ( perché già si stava preparando l’alibi per la notte di Bacu Abis )

Crediamo che Manuel  non togliesse la maniglia dalla finestra della casa al quarto piano, che non mettesse i sacchetti per terra per sentirla se si svegliava di notte, crediamo che non spostasse la scrivania che non è tassellata,  crediamo che sia impossibile perché come può un paranoide conclamato che si fa di hashish, cannabis, cocaina e benzodiazepine poter arrivare a gesti tanto irrazionali….

Crediamo che la pazza di gelosia fosse Valentina Pitzalis, quella così gelosa che quando era in Germania mentiva per lui alla ragazza che Manuel voleva conquistare, che lo prendeva in giro quando scappava con una minorenne e che gli diceva: non ti preoccupare capisco che sono lontana e tu devi riempire la mancanza… quella che gli scriveva di non essere gelosa perché la gelosia uccide i rapporti e lui ci restava male….

Crediamo che la Pitzalis fosse pazza perché aveva le borsette a forma di bara e voleva avere un negozio di pompe funebri, e ascoltava musica punk e dark.

Crediamo che Valentina si sia sposata con un vestito dalle enormi ali nere ( che a malapena si vedono nelle foto ) e che abbia scelto delle catacombe per sposarsi, come se non fossero uno dei siti indicati dal Comune di Carbonia per le cerimonie e come se non fosse stato il sidaco della città a unirli in matrimonio quel giorno

Crediamo che  Manuel non era geloso perché il giorno del matrimonio ha permesso a Valentina di mettere un vestito con lo spacco sulla schiena, facendo finta di non vedere che Valentina ha dovuto coprire quel vestito con una giacca per tutta la cerimonia.

Crediamo pure che la frase “Chi non combatte cade ” che Valentina  si è tatuata fosse il motto di Manuel Piredda, e non semplicemente la strofa di una canzone delle  Pornoriviste, il gruppo preferito da entrambi.

Crediamo pure a questa donna che accecata dal dolore e dall’odio diffonde informazioni parziali e  manipolate, e nasconde verità imbarazzanti su suo figlio.

Crediamo a lei che ha raccontato che Manuel aveva il cranio rotto quando non era vero e lo sapeva.

che  dice l’annaffiatoio verde non e’ mai stato trovato… quando sa benissimo che si tratta di una bacinella fusa ai piedi del figlio,

che non ha mai raccontato che il suo bambino indossava dei guanti di plastica  e aveva vicino a sé uno straccio imbevuto di benzina,

che non ha mai raccontato che al figlio è stata fatta una perizia psichiatrica e le verità che quella perizia racconta,

che non ha mai raccontato che il figlio era responsabile personalmente della vita rovinata a una compagna del liceo,

che non ha mai raccontato la verità sui furti di suo figlio,

che non ha mai raccontato che suo figlio si drogava al punto da diventare dipendente come racconta lui stesso,

che non ha mai raccontato che la stessa dipendenza l’ha sviluppata anche verso le benzodiazepine,

che non ha mai raccontato di come era finito in ospedale in crisi di astinenza,

che non ha mai raccontato delle liti  con la moglie che lui stesso racconta quando parla con lo psichiatra,

che non ha mai raccontato che era stato consigliato per almeno due volte il ricovero di Manuel per aiutarlo a disintossicarsi,

che ha preso un diario privato ne ha ritagliato frasi  e strofe di canzoni e le ha pubblicate per far passare per pazza la vittima di suo figlio,

che ha dimenticato di raccontare che in quello stesso diario Valentina si lamentava delle scenate folli di gelosia del figlio,

che ha dichiarato che la Pitzalis era una tossicodipendente senza mostrare un prova

che ha raccontato che la Pitzalis si prostituiva senza avere una prova

 

Crediamo a Roberta Mamusa  che da anni da della bugiarda a Valentina Pitzalis , racconta la sua versione dei fatti omettendo ogni scabrosa verità sul figlio, negando che sia accaduto tutto quello che invece è assodato e sancito da delle sentenze e che, cosa ancora più terribile, è accaduto sotto i suoi occhi.

Crediamo a questa donna che ha negato ciò che accadeva a casa sua.

Che ha taciuto tutto questo a tutti, primi tra tutti coloro che si sono avvicinati a lei convinti di sostenere la battaglia di una madre addolorata che combatteva contro una magistratura che non aveva reso Giustizia a suo figlio.

Che ha raccontato loro tutto questo nutrendo in loro il risentimento e la rabbia contro la strega che mentiva in tv : Valentina Pitzalis, la donna cui suo figlio aveva dato fuoco.

La donna che lei odia.

Perché Valentina è sopravvissuta e ha raccontato la verità.

Perché Valentina non sarà una santa, avrà commesso mille errori, avrà fatto uso di droga, avrà litigato con Manuel, lo avrà anche trattato male, sarà antipatica, immatura, magari anche un po’ stronza.

Ma nonostante tutto questo Valentina PItzalis è la donna cui la notte del 17 Aprile 2011, una ragazzo che lei aveva amato, che forse un giorno era anche stato un Principe, ha preso un secchio di benzina, glie lo ha gettato in faccia e le ha dato fuoco.

Abbiamo visto fino ad oggi i documenti ufficiali della magistratura, i documenti che secondo la famiglia Piredda dovevano dimostare la follia di Valentina Pitzalis: le sue parole, il suo Diario.

 

Nel prossimo articolo, domani, vedremo le parole scritte invece da chi quella sera è morto, Manuel Piredda, intitolato: VALENTINA PITZALIS E L’ULTIMA VERITÀ: LE PAROLE DI MANUEL PIREDDA 

 

Per leggere l`articolo precedente dell`inchiesta clicca qui –> IL DIARIO DI VALENTINA PITZALIS: FINALMENTE INSIEME

 

IMPORTANTE: 

Questa inchiesta nasce con l’intento di diffondere il più possibile le informazioni  e i dati reali  sull’aggressione a Valentina Pitzalis avvenuta nel 2011 a Bacu Abis per mano di suo marito Manuel Piredda. Informazioni per fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.

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