VALENTINA PITZALIS: RICOMINCIARE A VIVERE

Volevo ringraziarvi tutti, avete seguito in tanti, tantissimi l’intera inchiesta, e questo ovviamente non può che avermi fatto piacere. Per il mio lavoro, ma anche per Valentina PItzalis.

La speranza ora è che lei possa tornare a vivere.  Che per lei i giorni futuri non siano un susseguirsi di accuse e calunnie.

 

Anche per questo ho deciso di pubblicare questa lettera, che credo non abbia bisogno di commenti.

A scriverla è Pellegrino Iannilli,  ex amministratore del gruppo VERITÀ E GIUSTIZIA PER MANUEL PIREDDA.

Un Carabiniere in pensione, un uomo che come altri ha creduto ai racconti di Roberta Mamusa e si è impegnato per una battaglia che credeva giusta. Un uomo che combattendo quella battaglia ha commesso anche gravi errori. Un uomo che oggi scrive queste parole:

 

Gent.mo dottor Lombardi,

Come lei sa, mi sono ritrovato ad aiutare la famiglia Piredda, in quanto chiedevano Verità e Giustizia per il loro figlio Manuel.

La storia di Valentina e di Manuel è stata per noi motivo di scontri ma anche di conoscenza e di rispetto.

Mi ritrovo qui dopo 35 anni di onorato servizio ad essere insultato, denigrato ed oltraggiato da una famiglia e dal suo gruppo, che per due anni ha sfruttato le mie conoscenze affinché si giungesse ad una verità sulla vicenda che vede coinvolti il figlio Manuel Piredda e sua moglie Valentina Pitzalis.

Sono qui a scriverle perché gradirei che, attraverso il suo Blog, giungessero a Valentina Pitzalis, le mie scuse per non essere riuscito a farle comprendere che il mio tempo era dedicato alla ricerca della verità e non per  denigrare o attaccare lei e la sua condizione di vittima.

Vorrei che Valentina mi scusasse e perdonasse per non essere riuscito a fermare quella campagna di odio e di insulti contro di lei, tutt’ora esistenti, nel gruppo che inneggia alla conoscenza della verità e che ritiene Manuel Piredda non già vittima di se stesso e dei mostri che vivevano in lui, ma vittima di qualcosa che ancora non si sa e la cui colpevolezza viene a Lei  attribuita.

Chiedo scusa a Valentina per non essere riuscito a far comprendere, alla Famiglia Piredda, che la verità non si raggiunge nascondendo le cose tanto meno omettendole,  se vuole realmente la verità, non deve offendersi quando “cercano suo figlio”; purtroppo suo figlio va cercato poiché il suo passato è ciò nel quale Lui  è cresciuto e dal quale sono nati anche i suoi mostri;

E ancora scusa per non essere riuscito a bloccare tutti quegli esseri che con falsi profili si aggirano tra le pagine di Facebook credendo di farsi beffe delle persone, pensando di non essere individuabili, per scopi sconosciuti, che però si permettono di insultare, screditare e  oltraggiare altre persone, con il solo scopo di creare continue e sempre nuove discordie per alimentare odio e dolore, facendo in modo che il tutto ricada o ne vengano indicate come fautori, altre persone. Sono queste le più pericolose, ingannano, vogliono sapere, credono di sapere, aizzano all’odio ed alla discordia.

Chiedo scusa a Valentina per non aver compreso che i suoi silenzi, non erano per nascondere delle malefatte, ma per cercare di salvare ancora una volta, quanto rimasto di quello che era il suo amore. Per salvare l’immagine di quell’uomo che, benché suo carnefice, era stato l’uomo che lei aveva veramente amato.

Ma soprattutto chiedo scusa perché non sono riuscito a comprendere in tempo breve, a causa di omissioni e bugie abilmente pilotate che, lentamente, la ricerca della verità era stata sostituita da qualcosa di differente, qualcosa che nulla aveva a che fare con la verità e la giustizia,  più vicina a sentimenti di vendetta.

In due anni mi sono trovato catapultato nel WEB, un mondo a me estraneo, fatto di sotterfugi, menzogne, di gente che approfitta del dolore altrui per lucrare su di esso e mascherare il tutto con forme di aiuto e di solidarietà, di persone con decine, centinaia di profili fasulli, disseminati in vari gruppi presenti su Facebook, con il solo scopo di mettere zizzania, di creare conflitto tra parti contendenti affinché se ne inasprisse l’odio, con il solo scopo, probabilmente, di ridere e divertirsi alle spalle di queste situazioni e dare in questo modo uno scopo alle loro vite inutili; Creano doppioni di profili reali e lasciano che gli insulti e le diffamazioni varie giungano ai reali possessori del profilo personale affinché il conflitto si inasprisca e si aprano nuovi fronti di lotte e di insulti.

Ecco, dopo le scuse, vorrei rivolgermi direttamente alla famiglia Piredda, a loro non chiederò scusa, non ho nulla da farmi perdonare, semmai dovrebbe essere il contrario, a loro voglio dire questo:

” non lasciate che siano soggetti legati al mondo dei vari gruppi su Facebook a farsi portavoce del vostro dolore, che siate vittime o carnefici, non lasciate che siano soggetti mai visti se non in fotografia a farsi portavoce del vostro dolore, affrontate i vostri problemi nelle giuste sedi. Il dottor Lombardi vi aveva più volte messo in guardia in merito a verità differenti che sarebbero emerse se non fosse terminata una certa campagna di Odio e di diffamazione.

Ebbene signori Piredda, avendo trascorso due anni a cercare, tra le vostre menzogne o forse tra le vostre verità poco veritiere, una verità irraggiungibile, davvero vi chiedo di fare pace con voi stessi in primis e poi con il mondo che vi circonda.

La verità non è una cosa da Web ma piuttosto da Tribunali almeno per ciò che riguarda la verità terrena.

Il vostro dolore non deve pesare sugli altri, facendolo pesare come metro di giudizio per la verità che deve arrivare e che deve essere per forza come la volete voi, facendo leva sulla pena che il vostro dolore provoca sulle persone che vi circondano e che vi offrono aiuto incondizionato e senza secondi fini. Il vostro dolore utilizzatelo per comprendere anche il dolore degli altri. Provate a guardare oltre , non fatevi condizionare da sconosciuti che vi aizzano per una verità gia nota.

Ho sinceramente provato ad aiutarvi, cercando di capirvi, di proteggervi e nello stesso tempo di proteggere anche Valentina dal vostro dolore per la perdita ddel vostro unico figlio. Sapete benissimo che alcune cose sono poi cambiate, sono cambiate dal Febbraio 2016, quando ho avuto modo di vivere più da vicino la vostra vita, di vedere i vostri pensieri con una ottica differente dovuta ai vostri comportamenti. Scacciate i pensieri cattivi dalla vostra mente, chiedete aiuto a chi può seriamente offrirvi un aiuto differente dall’aiuto giudiziario, dovete somatizzare la perdita di un affetto che avete cresciuto. La verità e la giustizia non si ottengono con determinati comportamenti. Si ottengono con la serenità d’animo che al momento non avete. Vi ho protetto e vi ho anche voluto bene conscio del dolore che vi opprimeva. Per la vostra serenità, se avete davvero imparato a conoscermi, come vi dissi la prima volta che ci incontrammo, il mio aiuto era condizionato dalla verità. Verità che è emersa lampante nel momento in cui, con il dott. Lombardi ci siamo confrontati, atti alla mano, e anche con una certa animosità nel perorare la nostra reciproca causa. Peccato che il dott. Lombardi avesse tra le mani molte più frecce di quelle che io avevo a disposizione e alla luce di quanto letto tra i suoi atti emergevano, purtroppo, verità ed argomentazioni sconosciute e non presenti negli atti in mio possesso. Roberta e Giuseppe, vi avevo avvisati, vi avevo chiesto di non nascondere alcuna verità in vostro possesso e di vostra conoscenza. Avete disatteso quanto richiesto, avete posto in essere comportamenti probabilmente dettati da una sete di giustizia sbagliata che era diventata sete di vendetta. Ho passato anni a combattere ogni tipo di ingiustizia, compresa quella che partiva dalla ragione ma poi diventava ingiustizia.

Quindi che a voi piaccia o meno, mi sento e mi sono sentito in dovere di dissentire da questo cammino e di proseguire per la mia strada, quella che ho sempre seguito: LA GIUSTIZIA.

Sono certo che Valentina Pitzalis comprenderà ed accetterà le mie scuse se, in questo percorso, qualche volta ho involontariamente trasceso, per un ideale di giustizia nel quale ho creduto e continuo a credere nonostante tutto. Roberta e Giuseppe Piredda, l’amicizia che con voi ho condiviso, non la rinnego, non posso era vera. Ciò nonostante proprio a causa di questa, è giusto che sappiate che i miei amici devono essere regolari e il loro cammino deve essere privo di lati troppo oscuri, privo di menzogne e di atti che nulla hanno a che vedere con la Giustizia. Vi chiedo di fare mente locale e di fare un percorso di introspezione che vi porti ad una pace interiore ed a non arrampicarvi sugli specchi con pretese personali nate da un odio incomprensibile ai più, ma che vi spinge a proiettarlo sugli altri che, inspiegabilmente, lo fanno loro infettandosi e proiettandolo, a loro volta,  verso altri in una sorta di catena di montaggio.

In questi ultimi periodi avete continuato, nonostante le prove evidenti, a lanciare strali di odio nei confronti di persone che hanno cercato di aiutarvi ma, appena cominciavano ad uscire dalla nebbia che il vostro dolore creava, venivano automaticamente bollati come traditori, infami e quant’altro. No signori, erano semplicemente persone caritatevoli che si erano piegate al dolore di una mamma, di un padre per la perdita di un figlio, peccato che nel vostro dolore abbiate trasferito, oltre alla pena per la vostra condizione, notizie false e tendenziose  con lo scopo di poter ottenere una giustizia che non potrà mai esserci poiché la verità che ne emerge non è quella che voi avete sperato, quando avete cominciato questa battaglia mediatica.

 

Roberta e Giuseppe, a voi chiedo, vi prego, di smetterla con questa campagna d’odio nei confronti di Valentina Pitzalis, una ragazza che ha sofferto, soffre e continuerà a soffrire per il resto della sua vita a causa di un amore sbagliato, a voi chiedo di fermarvi, di fare un passo indietro, se volete continuare la vostra guerra, fatelo esclusivamente nelle sedi opportune, il web non è fatto per ottenere giustizia ma per aizzare, istigare ed ingiuriare creando conflitti ancora peggiori. A voi, ed a tutte le parti in causa chiedo di fare un passo indietro, ma anche di lato, e di placare gli animi esacerbati.

Questa inchiesta giornalistica ha evidenziato come la Giustizia possa essere implacabile quando tutte le informazioni vengono posizionate nella giusta chiave di lettura e, quella giusta, non è in possesso della famiglia Piredda.

Dott. Lombardi, a Lei l’onere e l’onore di aver evidenziato a tutti noi la conoscenza di ciò che mancava.

Averla conosciuta ed aver combattuto inizialmente contro di lei, ha reso meno difficile la mia sconfitta l’ha resa più accettabile perché combattuta ad armi pari, nonostante lei avesse avuto più munizioni a sua disposizione.

Anche se ha ricevuto privatamente le mie scuse, colgo l’occasione per fargliele pubblicamente, rendo l’onore alle armi, che in questo caso è la maggiore conoscenza degli atti, e la ringrazio per questa sconfitta.

Spero possa far giungere le mie scuse alla signora Valentina Pitzalis attraverso la sua persona o il suo blog e la saluto cordialmente.

 

Con profonda stima

Pellegrino Iannilli

 

 

 

Grazie ancora per tutta la vostra attenzione.

 

L'ISTINTO DEI CALAMARI
UN ROMANZO DI FABIO LOMBARDI
DISPONIBILE DAL 29 APRILE NELLE LIBRERIE E SUI CANALI DI VENDITA
ON LINE

You have Successfully Subscribed!

/