IGOR, LA CACCIA E IL SUO PASSATO

Alla ricerca di Igor il russo, o Ezechiele il serbo stante alle più probabili notizie, lo Stato italiano ha messo il meglio delle proprie forze, delle proprie forze speciali.

Eppure da almeno 5 giorni, quest’uomo riesce a sfuggire alla cattura e non è detto, come già accaduto in passato, che non riesca alla fine a sfuggire all’accerchiamento, anche se ormai il suo destino sembra comunque segnato. Le sue foto, la sua immagine, ormai e’ stata diffusa, non gode più della sottovalutazione che ha caratterizzato gli anni della sua attività criminale in Emilia.

Se non ora, prima o poi finirà nelle maglie della Giustizia.

L’unica speranza di riuscire a scappare, è la fuga all’estero, magari proprio verso i Balcani. La costa non è poi così lontana, e dalla Romagna arrivare in Croazia richiede davvero poco tempo, ci  fu chi, in altri tempi, fuggendo da Tito, compì il percorso inverso a remi.

Le ricerche si stanno concentrando sul territorio ma non solo, giustamente, perché il sospetto che Igor abbia potuto avvalersi di almeno un complice finora sfuggito – forse –  alla rete dei cacciatori è forte. Soprattutto nelle prime ore dopo l’assalto alla Tabaccheria di Budrio, e l’omicidio di Davide Fabbri. Il momento in cui sarebbe anche rimasto ferito, sembrerebbero indicare le tracce di sangue sul Fiorino che ha poi abbandonato.

Sul mezzo, abbandonato in tutta fretta mentre si avvicinavano dei carabinieri per un controllo, e’ stato ritrovato un kit per il primo soccorso. Medicinali, garze… Un particolare interessante che apre a due possibili scenari: il fatto che Igor fosse già organizzato per una possibile circostanza, e avesse quindi nascosto da qualche parte tutto l’occorrente, o la possibilità che qualcuno glie lo abbia procurato al momento. La possibilità cioè che abbia potuto avvalersi di un possibile complice.

E’ un uomo molto organizzato e razionale, dal sangue freddo, racconta chi lo ha conosciuto. Certo non un uomo capace di costruire rapporti di forte fedeltà amicale o semplicemente complice, dato che tutti i suoi ex compagni di rapine sembrano aver collaborato senza alcuna difficoltà con chi gli sta dando la caccia, arrivando addirittura a indicare molti covi e possibili rifugi sfuggiti in questi anni agli investigatori.

Del resto la sua, sembra essere la figura classica del lupo solitario, dell’uomo che lavora aggregato ad altri solo per necessità.  Di certo sembra essere una persona capace di porsi in modo diverso a seconda delle circostanze, un camaleonte. Come dimostrano anche le foto del suo profilo facebook, dove si fatica a distinguerlo talvolta, da una circostanza all’altra.

Chi lo ha conosciuto in penitenziario, tanto il sacerdote quanto le guardie carcerarie, lo descrive come un detenuto modello. Calmo, attento, appassionato di letture, pronto ad aiutare a dir messa come chierichetto. Insomma un’immagine molto lontana da quella del brigante spietato armato d’arco, ascia e pistola che ora incute terrore.

Su di lui si hanno poche certezze apparenti, a partire dall’identità. Eppure le leggende metropolitane, o forse campagnole, che lo circondano ne fanno una figura quasi mitica. Capace di sfuggire a un arresto nascondendosi in un canale sotto il livello dell’acqua respirando attraverso una canna per ore.  E la sua latitanza di questi giorni sembra confermare proprio questa sua capacità di scomparire nel nulla, anche ora che ha dargli la caccia non sono i comandi locali, ma il meglio dell’Arma dei Carabinieri.

Conosce molto bene il territorio, si dice, dove vive da 12 anni, in parte passati comunque in cella. Non è però il suo territorio d’origine, non ne conosce ogni anfratto da una vita per avervi passato una spensierata fanciullezza giocandovi. Igor ha studiato quel territorio in un’ottica da fuggitivo preventivamente? O sta giocandosi giorno per giorno la libertà e forse la vita affidandosi alle proprie capacità in un territorio si conosciuto, ma non proprio?

Queste capacità da dove arrivano? Igor ha un passato militare o paramilitare? E’ stato addestrato?

Per ora queste sono domande senza risposta certa, almeno per noi.

Sappiamo che ha agito in questi anni utilizzando armi molto diverse tra loro. Non solo pistole e fucili, ma anche arco e ascia. Frutto di una cultura rurale forse, o di un addestramento all’uso di armi diverse. Del suo passato si sa poco, di certo si era vantato di precedenti nell’esercito, ma nulla sembra confermato.

E’ chiaro che la sua nazionalità serba, porta velocemente al conflitto sanguinoso dei Balcani, dove però  la sua giovane età ( 40 anni ) non avrebbe potuto comunque vederlo coinvolto in uno dei tanti gruppi paramilitari che parteciparono a quella sanguinosa stagione,  imparando sul campo l’arte dell’uccidere e del sopravvivere.

Dove ha acquisito dunque la spietatezza che lui sembra capace di mettere in atto, come dimostrerebbe soprattutto l’omicidio della guardia venatoria Verri e il ferimento del suo collega?

E’ rimasto coinvolto in un addestramento non ufficiale dei tanti gruppi nazionalisti serbi che sono sopravvissuti al conflitto seguito al Kossovo?  

Potrebbe essere se davvero viene da quella zona della Serbia che confina con l’Ungheria dove il nazionalismo e’ da sempre particolarmente radicato.

E’ chiaro che si ci si trova di fronte a un uomo con un passato di questo genere, molte sue capacità di fuga e mimetizzazione assumono un valore diverso.  Così come la sua pericolosità.

Resta sullo sfondo quell’idea di un complice che ancora non sembra del tutto abbandonata anche da parte di chi investiga. Manca ad esempio nella vita di Igor, la figura di una donna, apparentemente. Possibile che in 12 anni passati in Emilia da uomo dei boschi, non abbia stretto un legame? Sia esso sentimentale o più semplicemente economico?

E se non in quella zona, dove?

Dove potrebbe cercare e trovare aiuto?

Il suo traffico telefonico noto sembra limitato soprattutto all’utilizzo del web, dove però i sistemi di messaggistica dei social network continuano a garantire una inaccessibilità che complica le indagini, su di lui, come accade anche con le indagini dell’antiterrorismo. Un problema che dovrà prima o poi essere risolto.

Domande che per ora comunque, restano inevase. Nella speranza che presto sia la sua cattura a fornirci le risposte.