IL DIARIO DI VALENTINA PITZALIS: IL GIUDICE CONDANNA ROBERTA MAMUSA E QUALCUNO INVECE FANTASTICA

Il Diario di Valentina Pitzalis, ovvero quel blocco di appunti sul quale la ragazza aveva riversato tutti i suoi più intimi e personali pensieri nel periodo -era il 2005 –  in cui era in Germania per lavorare ed era combattuta tra il suo nascente amore per Manuel Piredda e la relazione che invece aveva da tempo con il suo fidanzato di allora, Roberto.

Quel quaderno personale che credeva essere andato distrutto nella tragica notte di Bacu Abis e che invece, scoprì in seguito, era finito nella mani della madre del ragazzo, che anni dopo la morte di Manuel iniziò a diffonderne alcune parti, selezionandole in modo indiscriminato e manipolatorio, come ebbe poi modo di stabilire un giudice in una sentenza.

Un Diario che venne reso pubblico inizialmente solo in modo parziale e mirato, mischiando pensieri personali, strofe di canzoni, riflessioni intime con il solo fine di colpire Valentina Pitzalis e dimostrare che era lei la persona instabile di mente, ossessionata dalla morte e dal suicidio, che aveva provocato la morte di suo figlio.

Per fermare quella pubblicazione non autorizzata e non fedele all’insieme del manoscritto, Valentina Pitzalis ha fatto causa a Roberta Mamusa chiedendo la restituzione del Diario che era di sua proprietà e che venisse vietata qualsiasi altra pubblicazione del suo contenuto.

Una richiesta cui la signora Mamusa si era opposta sostenendo che quel Diario le era stato donato dal figlio e che quindi era ormai di sua proprietà.

Sulla pubblicazione dei contenuti i giudici cagliaritari si erano già espressi contro la signora Mamusa, obbligandola a fermarsi.

Ieri è arrivata la seconda parte della sentenza che ha sancito definitivamente la proprietà del Diario, che appartiene, al di là di ogni dubbio a Valentina Pitzalis , come scrive lo stesso Giudice:

 

P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, così dispone:

1. dichiara che il diario scritto di pugno nell’anno 2005 da Pitzalis Valentina è di proprietà di
quest’ultima;

2. per l’effetto, condanna Mamusa Roberta alla restituzione immediata, in favore di Valentina
Pitzalis, del diario di cui al precedente punto 1);

3. rigetta la domanda proposta in via subordinata da Mamusa Roberta;

4. Condanna Mamusa Roberta alla rifusione, in favore di Pitzalis Valentina, delle spese del
giudizio, che si liquidano in € 3.972,00, oltre spese e accessori di legge.

 

Come il Giudice spiega bene nella sentenza infatti Roberta Mamusa non ha potuto dimostrare come sia venuta in possesso del Diario, per poterne quindi eventualmente rivendicare la proprietà:

Le stesse deduzioni difensive della convenuta, del resto, appaiono a tal proposito contraddittorie,  avendo la stessa dapprima asserito, nella comparsa di costituzione depositata il 14 ottobre 2015, di aver rinvenuto il diario regalato dalla Pitzalis al figlio quando, dopo il suo decesso, aveva preso a riordinare i suoi effetti personali, e successivamente, nella prima memoria ex art. 183, comma sesto, c.p.c.,  depositata il 18/11/2015, di aver ricevuto essa stessa il diario in regalo dal figlio, aspetto questo intrinsecamente incompatibile con l’iniziale asserito suo casuale rinvenimento tra gli oggetti personali di quest’ultimo.

Insomma la Signora Mamusa, prima racconta una cosa, poi fornisce una spiegazione diversa e contraddittoria: come può prima dire di averlo trovato casualmente, e poi dire che lo aveva ricevuto in dono dal figlio?

Fermo restando quanto già stabilito dalla precedente sentenza: che in ogni caso lei non aveva alcun diritto di pubblicare il contenuto di un Diario personale, e meno che meno di farlo pubblicandolo solo parzialmente perché aderisse alla sua versione dei fatti.

Proprio per questo Valentina Pitzalis  aveva autorizzato Nera e Dintorni a pubblicare lo scorso marzo l’intero Diario: perché chiunque potesse farsi una propria opinione, ma leggendolo per intero, affrontando anche il fatto di vedere così esposto a tutti ogni proprio sfogo e pensiero di quel periodo.  Valkentina ha messo in piazza se stessa pur di fermare le manipolazioni contro di lei  ( per leggere il Diario Integrale clicca qui –>  IL DIARIO DI VALENTINA PITZALIS: COSA RACCONTA VERAMENTE  ).

QUESTI I FATTI, QUESTA LA SENTENZA: VALENTINA PITZALIS E’ L’AUTRICE E LA LEGITTIMA PROPRIETARIA DEL SUO DIARIO PERSONALE, DEL QUALE PUÒ’ RIENTRARE IN POSSESSO QUANDO VUOLE, A PARTIRE DA OGGI, DATA DI DEPOSITO DEL DISPOSITIVO.

Le dichiarazioni rilasciate in queste ore alla stampa, dove si afferma che il Diario è stato sottoposto a non si capisce bene quale vincolo giudiziario dal parte del giudice che ha emesso questa sentenza, sono mera opera di fantasia o fraintendimento. La sentenza non pone alcun vincolo alla restituzione al legittimo proprietario del Diario.

Prova ne è questo passaggio della sentenza stessa, che risponde a a una precisa richiesta che la signora Roberta Mamusa aveva fatto al Giudice: quella cioè che il Diario non venisse restituito alla Pitzalis per timore che essa potesse distruggerlo, timore che peraltro non si capisce bene da dove arrivasse dato che copia del Diario é disponibile sul web in quanto pubblicata proprio su autorizzazione della Pitzalis qui sul blog.

Valentina Pitzalis del resto non può che ritenere quel Diario altro che una prova a suo favore sia nella nuova inchiesta sui fatti di Bacu Abis, sia nella causa per diffamazione in corso contro  la signora Mamusa.

Perché se quel Diario ha raccolto i suoi sfoghi e i suoi deliri, porta anche traccia evidente della storia d’amore tra lei e Manuel e fornisce in anticipo le prove  della gelosia morbosa di quest’ultimo che si manifesta fin da subito, e contro la quale Valentina Pitzalis scrive proprio nelle ultime pagine, prima di tornare a casa e sposarlo.

Che senso avrebbe quindi per lei distruggerlo?

Comunque ecco la risposta del giudice in sentenza che respinge la richiesta di mettere il manoscritto sotto sequestro di sicurezza:

Va invece respinta la domanda avanzata in subordine dalla convenuta, nella parte in cui ha chiesto che venisse statuito l’obbligo dell’attrice (  Valentina Pitzalis ndr ) di non distruggere il diario perché potesse essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, e l’istanza di sospensione del presente giudizio, depositata l’8.1.2018, conseguente alla iscrizione dell’attrice ( Valentina Pitzalis  ndr ) nel registro degli indagati, non potendosi limitare i poteri dominicali per fatti non strettamente legati alla sussistenza di diritti reali limitati o personali di terzi ed esulando dall’accertamento dell’assetto proprietario le vicende riguardanti il procedimento penale in corso, nell’ambito del quale soltanto possono essere adottate, a giudizio dell’autorità procedente, eventuali misure cautelari anche reali.

 

Quindi non solo Valentina Pitzalis oggi può tornare in possesso di quel Diario quando e come vuole, ma nel caso decidesse di distruggerlo, sarebbe suo diritto poterlo fare.

Cosa che comunque la Pitzalis non ha alcuna intenzione di fare, tanto da aver deciso lei di lasciarlo per il momento in custodia al Tribunale, affinché sia a disposizione e consultabile in qualsiasi procedimento penale o civile.

 

QUESTI I FATTI E COME SEMPRE, LE PAROLE DEGLI ATTI GIUDIZIARI.

“Tutto il resto è noia”, cantava Franco Califano….