IL DIARIO DELLA PITZALIS: QUANDO SI PROVA A SOSTENERE L’INSOSTENIBILE E SI SBAGLIA NUOVAMENTE

La signora Roberta Mamusa ci ha provato, ma ancora una volta sbaglia.

Due giorni fa su questo blog ho pubblicato l’articolo che raccontava l’esito di una sentenza Emessa dal tribunale Civile di Cagliari appunto il 17 Gennaio, che stabiliva in modo incontrovertibile e al di là di ogni dubbio che il famoso Diario scritto da Valentina Pitzalis nel 2005 è di sua proprietà,

Non solo, ha anche respinto la richiesta avanzata dalla signora Mamusa di porre sotto sequestro il Diario stesso.

Tutto questo è evidente dagli stralci della sentenza pubblicati il questo post: –> IL GIUDICE SENTENZIA E QUALCUNO FANTASTICA

Orbene, nonostante diciamo ‘ la sonoro sconfitta’ della Signora Mamusa, che il giudice aveva già sanzionato in prcedenza proprio per la pubblicazione manipolatoria del contenuto di quel Diario,  poche ore dopo la fine dell’udienza, la madre di Manuel Piredda ha rilasciato la questa dichiarazione a Blastingnews:

 

Ora siamo qui e il giudice ha stabilito che non venga restituito alla Pitzalis, anche se ne è stata riconosciuta la proprietà. Questo perché sia custodito in tribunale a disposizione della procura poiché è utile all’indagine in corso.

 

Un’affermazione – IL GIUDICE HA STABILITO CHE NON VENGA RESTITUITO ALLA PITZALIS …. PERCHE’ SIA CUSTODITO IN TRIBUNALE-  palesemente errata, dato che la sentenza esprime esattamente il concetto contrario, e nega la necessità di un sequestro cautelativo:

 

Va invece respinta la domanda avanzata in subordine dalla convenuta ( la richiesta della signora Mamusa ndr ), nella parte in cui ha chiesto che venisse statuito l’obbligo dell’attrice (  Valentina Pitzalis ndr ) di non distruggere il diario perché potesse essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, e l’istanza di sospensione del presente giudizio, depositata l’8.1.2018, conseguente alla iscrizione dell’attrice ( Valentina Pitzalis  ndr ) nel registro degli indagati, non potendosi limitare i poteri dominicali per fatti non strettamente legati alla sussistenza di diritti reali limitati o personali di terzi ed esulando dall’accertamento dell’assetto proprietario le vicende riguardanti il procedimento penale in corso, nell’ambito del quale soltanto possono essere adottate, a giudizio dell’autorità procedente, eventuali misure cautelari anche reali.

 

E’ evidente quindi che la sentenza del Tribunale Civile non ha minimamente messo sotto sequestro il Diario e che l’affermazione rilasciata nell’intervista dalla Signora Mamusa non corrisponde a quanto deciso dal giudice.

 

Nella giornata di ieri sono stato accusato a più riprese dai soliti adepti e direttamente dalla signora di aver omesso la parte della sentenza che indicava l’avvenuto sequestro.

Oltre a ricordare oggi che determinate accuse sono passibili di denuncia, in modo più pacato ieri ho invitato la Signora Mamusa o chi per essa a pubblicare la parte della sentenza che in ‘teoria’ io avevo omesso, in modo che io potessi correggere il mio eventuale errore, dato che tutti possiamo umanamente sbagliare.

OVVIAMENTE NULLA DI TUTTO  QUESTO E’ ACCADUTO PERCHÉ, LO RIBADISCO , LA SENTENZA NON PREVEDE ALCUN ATTO DI SEQUESTRO DEL DIARIO.

Nell’evidente disperato tentativo di rimediare a quella che era stata una palese falsa informazione data alla stampa, la Signora Mamusa oggi pubblica sul suo gruppo Verità e Giustizia alcuni documenti che dovrebbero sbugiardare me e dimostrae che lei non ha mentito.

Ma come accade diciamo…spesso, la signora reitera il suo errore.

Ecco il post pubblicato:

 

 

Capisco molto il desiderio della Signora Mamusa di poter smentire Nera e Dintorni, ma mi vedo costretto a farle notare ancora una volta che non solo quanto da lei pubblicato non smentisce nulla, ma al contrario conferma quanto da me scritto ieri, ovvero che la sentenza non dispone alcun sequestro del Diario e e che lei ha fatto dichiarazioni avventate e false alla stampa.

Ma vediamo bene il perché:

INTANTO COME VEDETE LA SIGNORA MAMUSA, DOPO AVER SOSTENUTO CHE IO HO OMESSO UNA PARTE DELLA SENTENZA SI GUARDA BENE DAL PUBBLICARLA INTEGRALMENTE E LA RAGIONE E’ SEMPLICE: QUANTO LEI AFFERMA IN QUELLA SENTENZA NON ESISTE.

 

Il primo documento allegato è una richiesta del Sostituto Procuratore Aggiunto Gilberto Ganassi , il titolare delle nuove indagini sui fatti di Bacu Abis, che chiede l’accesso agli atti del Procedimento Civile in cui si sta discutendo del Diario, quello terminato due giorni fa nella sentenza.

Si notino alcune cose: la data del documento/richiesta è del 13 settembre 2017. Quella richiesta cioè è stata inoltrata mesi fa, ed esprime appunto la volontà della Procura di essere aggiornata sullo svolgimento del procedimento, sui suoi pregressi e sulla decisione cui si sarebbe poi pervenuti. Del resto la Mamusa nella sua denuncia ha messo solo stralci del Diario, ed è ovvio quindi che voglia sapere il contenuto dell’intero manoscritto, e le conclusione del contenzioso.

Come è facile leggere, perché è scritto in Italiano, il Procuratore chiede COPIA del fascicolo e del Diario. E chiede di essere informato in caso di eventuali decisioni in merito alla restituzione del manoscritto.

Il secondo documento scritto a mano è invece il verbale d’udienza del processo del 17 dove si dispone che ( come richiesto appunto dalla Procura a settembre ) venga  immediatamente trasmessa COPIA  dell’intero fascicolo ( Diario compreso se non era già stato trasmesso )  e della sentenza.

TUTTI QUESTI DOCUMENTI INSOMMA DIMOSTRANO LA PROCURA STA MONITORANDO ANCHE LE DIRAMAZIONI IN SEDE CIVILE DELLE VICENDE PIREDDA/PITZALIS E CHE STA INSERENDO NELLE PROPRIE INDAGINI ANCHE GLI ELEMENTI UTILI DEDUCIBILI DA ALTRI PROCEDIMENTI COME QUESTO CHE RIGUARDAVA IL DIARIO.

E ovviamente tutto questo è indice di un’indagine seria ed approfondita.

MA IN NESSUNO DI QUESTI DOCUMENTI E’ SCRITTO CHE IL DIARIO E’ STATO POSTO SOTTO SEQUESTRO.

PERCIÒ LA CONCLUSIONE RESTA SEMPRE LA STESSA ; LE DICHIARAZIONI RILASCIATE ALLA STAMPA DALLA SIGNORA MAMUSA NON HANNO ALCUN RISCONTRO , SONO SEMPLICEMENTE FALSE.