AWELIMA LUCKY, IL DNA SUL CORPO DI PAMELA, IL RUOLO DEL QUARTO UOMO

C’E’ POI UN TERZO UOMO ACCUSATO DI AVER PARTECIPATO ALLA MORTE DI PAMELA :  AWELIMA LUCKY. LE CELLE CI DICONO CHE LUI ERA PRESENTE NELLA CASA, COME SOSTIENE LA PROCURA DI MACERATA?

 

Analizziamo ora il traffico telefonico di Awelima Lucky ( Lucky 10 ).

Lucky 10 la mattina del 30 Gennaio chiama più volte l’amico Lucky Desmond , nelle fasce orarie 9.58/10.26 ma si trova lontano dalla casa di Innocent e  poi lo risente alle 11.49, 11.55 e 15.19. durante queste ultime tre telefonate entrambi i telefoni agganciano la cella di via Spalato. Per questo la Procura sostiene che Awelima dalle 11.49 si trova a casa di Innocent.

Ma le cose stanno davvero cosi’?

Lucky 10 chiama anche Oseghale, 4 volte durante la mattinata, tra le 10.00 e le 12.02. E lo richiama poi in serata alle 19.16 ( orario in cui Oseghale dovrebbe essere intento a sezionare il corpo di Pamela, e torna a cercarlo alle 22.11 , senza ricevere risposta ).

Le chiamate a Oseghale tra le dieci e mezzogiorno sono la dimostrazione che lui non può trovarsi a casa con Innocent e Pamela già dalle 11.49.

Le telefonate a Lucky Desmond delle 11.49 e 11.55,   pur agganciando la cella di via Spalato quindi sono compiute da una zona soggiacente a quella cella, ma non dall’appartamento dove evidentemente non può essere ancora arrivato.

 

Ma e’ poi la telefonata delle 15.19  a Desmond a complicare ulteriormente le cose:

PERCHE’ SE NOI SEGUIAMO L’IPOTESI DELLA PROCURA CHE VEDE DESMOND IN CASA DI OSEGHALE A PARTIRE DALLE 14.04  E LUCKY 10 LO CHIAMA ALLE 15.19 ( TELEFONATA CHE INFATTI RISULTA SUL CELLULARE DEL PRIMO ) , E’ CHIARO CHE AWELIMA A QUELL’ORA NON SI TROVA IN CASA DI OSEGHALE ( ALTRIMENTI PERCHÉ CHIAMARLO ).

O VICEVERSA, SE SI SUPPONE CHE IN CASA CI SIA AWELIMA,  NON PUÒ ESSERCI LUCKY DESMOND.

INSOMMA: I CONTI NON TORNANO.

 

Riassumendo:

  • Innocent Oseghale e’ l’uomo certamente collocabile nella propria abitazione per tutto il pomeriggio del 30 gennaio. Vi entra alle 11.00 della mattina con Pamela, e ne esce a notte fonda per portare fuori il cadavere della ragazza ( pur con il dubbio di una sua uscita momentanea nel pomeriggio ).
  • Lucky Desmond potrebbe essere stato in quella casa solo tra le 14.04 e le 16.10/16.30, ma la sua attività telefonica ci dice che avrebbe potuto partecipare a un’aggressione solo tra le le 14.09/15.19 .  Proprio quest’ultima telefonata poi, che avviene con Awelima, ci dice che solo uno dei due in quel momento poteva essere in casa. Anche la sua attività telefonica che segue la sua eventuale uscita da via Spalato dopo le 16.30, e che lo porta lontano e indaffarato apparentemente in altre faccende, desta dubbi sulla sua partecipazione al delitto: da quel momento infatti non contatta più Oseghale, eppure lo avrebbe lasciato in casa con la ragazza uccisa da loro stessi, possibile che non si preoccupi più di come è stato risolto il problema? E come può aver portato una valigia in quella casa senza agganciare la cella di via Spalato?
  • Lcky 10 Awelima è poi oggettivamente l’uomo più difficile da collocare in quella casa. Le tre telefonate che compie agganciando la cella di via Spalato le fa chiamando Desmond, Ne consegue, come abbiamo detto, che lui non può trovarsi nella casa, tranne che si stabilisca definitivamente che almeno fino alle 15.09 non vi sia il suo interlocutore. L’unico elemento sospetto è che Awelima sia intento a parlare con Oseghale durante la fase del sezionamento, alle 19.16 ( è peraltro l’unico cui Innocent risponde ) e che lo cerchi ancora a tarda notte. Con una lettura forzata delle chiamate potremmo dire che è l’unico a voler sapere come stanno procedendo le cose. Ma ovviamente può trattarsi di una semplice suggestione. Ma quella tlefonata ci dice che anche lui non sarebbe in quella casa durante la fase del sezionamento del corpo. Insomma non e’ ben chiaro quando arrivi  ( dopo le 15.09 viene da supporre ) né quando se ne esca ( di certo prima delle 19.16 ).

 

 

GLI ALTRI ELEMENTI DI INDAGINE

 

 

A DIRE QUALCOSA DI PIU’ SULLA PRESENZA DI DESMOND E AWELIMA IN CASA DI OSEGHALE DOVREBBERO ESSERE I RILIEVI TECNICI DEI RIS: QUELLI SULLE TRACCE BIOLOGICHE RINVENUTE SUL CORPO DI PAMELA, E QUELLI SULLE IMPRONTE DIGITALI, MA SOPRATTUTTO PLANTARI E DI SUOLA RINVENUTE SUL TERRAZZO, DOVE DOVREBBE ESSERE AVVENUTO IL SEZIONAMENTO.

E’ chiaro che se esistessero dei riscontri avremmo quel famoso elemento di triangolazione che permetterebbe di certificare che l’aggancio della cella corrisponde affettivamente a una presenza in loco.

 

C’e’ però un altro elemento che emerge sempre dall’ordinanza del Gip e che potrebbe complicare ulteriormente la lettura dei fatti. Riporta infatti il dispositivo, in merito all’acquisto di candeggina nel negozio di via Roma:

“(i titolari ndr )… hanno riferito che l’acquisto era avvenuto in tarda mattinata del 31 gennaio ( e pertanto verosimilmente per lavare l’abitazione dopo il sezionamento del cadavere della Mastropietro )…”

I due acquirenti sarebbero stati identificati come Innocent Oseghale e Lucky Desmond .

Ma contrariamente a quanto circolato nei primi giorni, l’acquisto non sarebbe avvenuto il giorno del delitto, bensì il giorno successivo.  L’appartamento quindi sarebbe stato ripulito il giorno dopo la morte di Pamela.

Una circostanza credibile, perché se la morte di Pamela risale alle 16.30 ( range massimo 13.00/18.00) del 30 gennaio, è logico pensare che le operazioni di sezionamento abbiano occupato quasi tutto il tempo precedente la chiamata del taxi su cui caricare i due trolley per liberarsi del corpo. Pensare che in poche ore ci fosse stato anche il tempo di pulire accuratamente la scena del crimine era oggettivamente complesso.  Ancor di più se si considera l’ipotesi – tutt’altro che improbabile  allo stato delle indagini note – che Innocent abbia agito da solo.

Ma se Lucky Desmond ha aiutato l’amico a ripulire la casa il giorno successivo, era al corrente di quanto accaduto? Quando è entrato in quella casa Oseghale aveva già ripulito parte della scena con la canna da giardino che c’e’ sul terrazzo?

E  se le impronte di scarpa e piede ritrovate sul terrazzo fossero di Desmond, sarebbe possibile determinare quando sono state lasciate, se il giorno dell’omicido o quello successivo? 

E ovvio che nel primo caso Desmond avrebbe quantomeno partecipato al sezionamento, nel secondo potrebbe essere stato complice della sola pulizia della scena, potenzialmente persino inconsapevole dell’avvenuto delitto, o decesso per overdose.

Teniamo conto con si tratta di impronte rinvenute in una macchia di sangue, dove i tempi di coagulo possono certamente aiutare la valutazione, ma di tracce emerse con l’uso del luminol, dopo un’approfondita operazione di pulizia.

Un suo coinvolgimento certo potrebbe invece venire dalle tracce biologiche rilevate sul corpo della vittima, elemento questo che lo collocherebbe quantomeno sulla scena del sezionamento .

 

IL DNA SUL CORPO DI PAMELA

Nella puntata di lunedi’ 2 Marzo di QUARTO GRADO,  l’inviato Remo Croci ha fornito un’anticipazione fondamentale, che mina ulteriormente l’impianto accusatorio della Procura: sul corpo della ragazza era stato isolato del Dna e la speranza era che potesse ricondurre al nome di uno dei suoi aggressori, in particolare ovviamente a uno tra Oseghale, Desmond o Awelima.

IN REALTÀ IL DNA RITROVATO SUL CORPO DELLA VITTIMA NON APPARTIENE A NESSUNO DEI TRE NIGERIANI IN CARCERE CON L’ACCUSA DI AVERLA UCCISA.

La traccia genetica sarebbe riconducibile a una persona, nota agli inquirenti, ma estranea alla morte della giovane.

L’aspetto più importante di questa scoperta però è un altro: ad oggi non esisterebbe alcuna traccia genetica che colleghi i tre presunti aggressori alla vittima. 

 

 

LA FIGURA DEL QUARTO UOMO

 

Nello scenario del 30 Gennaio si colloca anche la figura del quarto uomo coinvolto nell’inchiesta, un cittadino nigeriano, indagato a piede libero.

L’uomo ha riferito agli inquirenti di aver chiamato Oseghale la mattina del 30 gennaio tre le 11 e le 12 , occasione durante la quale Innocent gli avrebbe riferito di essere insieme a una ragazza italiana.

E di aver poi ricevuto da lui una chiamata tra le 17.28 e le 17.48 durante la quale Innocent avrebbe detto che la ragazza era priva di sensi sul letto e di non sapere cosa fare, e che lui gli avrebbe consigliato di chiamare un’ambulanza.

Il giorno dopo Oseghale gli invece detto che la giovane si era ripresa e se ne era andata.

Il quarto uomo e Oseghale  si conoscono bene: tra il primo dicembre e il trentuno gennaio si sono sentiti 138 volte.

Il 30 gennaio, il giorno della morte di Pamela, lo chiama alle 11.42.  e alle 14.09. Poi aggancia la cella di via Spalato con altre tre chiamate alle 17.28, 17.36 e 17.48 ( la chiamata a Innocent ) nel pomeriggio, e la sera alle 22.17 e alle 23.17, in quest’ultimo caso chiamando ancora Oseghale .

Sebbene le sue dichiarazioni siano a sua parziale discolpa, è indubbio che la sequenza di telefonate possa in qualche modo essere sovrapposta e collegata ai fatti che avvengono nella casa, quali che siano stati. Con una telefonata pomeridiana con cui viene avvertito di quanto accaduto  ( lui stesso dice che Oseghale lo avverte del malessere di Pamela ), e in tarda serata per sapere come si sia conclusa la vicenda.

E’ lui a fornire agli investigatori indicazioni importanti derivate dalle chiamate con Innocent:

1 – Innocent gli dice di essere in compagnia di una ragazza italiana.

2 – alle 14.09 Innocent gli dice che lui sta uscendo e la ragazza riposando

3 – alle 17.28 Innocent gli dice che la ragazza e’ stata male e non si risveglia e che lui non sa come agire. Il quarto uomo gli consiglia di chiamare l’ambulanza.

 

LA FUGA E L’ARRESTO

Uno dei capitoli da meglio comprendere in questa vicenda e’ quello della fuga di  Lucky 10, che si e’ risolta con l’arresto. E la mancata fuga di Desmond Lucky.

Quest’ultimo in realtà non lascia mai Macerta.  Il 9 febbraio viene arrestato mentre è ancora in città, ben consapevole non solo dell’avvenuto arresto di Oseghale il 31 gennaio, ma del fatto che Innocent lo abbia tirato in ballo fin dalle prime ore accusandolo di aver procurato la droga e di essere rimasto solo con la ragazza in casa sua. Lo sa al punto da rilasciare alcune dichiarazioni in cui si dice innocente ed estraneo ai fatti, prima del suo arresto.

Ma perché,  Lucky Desmond non tenta la fuga? Perché per 9 giorni rimane fermo in città se sa che le indagini stanno puntando su di lui?

 

Chi e’ accusato di tentata fuga verso la Svizzera e’ invece Awelima. Ma davvero si e’ trattato di una fuga?

Anche lui avrebbe atteso molti giorni prima di sparire, pur essendo in una condizione ancora più privilegiata, visto che il suo nome non era emerso inizialmente nelle indagini.

Contro di lui depone il fatto che al momento di aver lasciato l’Hotel dove viveva da un anno aveva regalato dei vestiti a suoi connazionali, e lasciato i i suoi documenti dietro di sè. Segno secondo gli investigatori di un allontanamento definitivo.  Ma, sottolinea lo stesso Gip, non e’ chiaro se volesse veramente raggiungere Chiasso e la Svizzera.

Alcune intercettazioni in cui Awelima parla alla Stazione Centrale di Milano mentre è in compagnia di suoi connazionali, lasciano infatti aperto il dubbio sul fatto che potessero essere i suoi interlocutori a dover partire il giorno successivo verso la frontiera.

 

LA TELEFONATA DELLA MOGLIE DI OSEGHALE

 

Del tutto priva di valore e’ invece, secondo il Gip la telefonata che la compagna di Oseghale afferma di aver fatto al suo compagno il 30 gennaio.  Telefonata che la donna avrebbe fatto la sera trovandolo in un luogo esterno alla casa, sentendo una voce femminile e almeno altre 3 voci maschili di fondo, chiamata ripetuta in forma video alle 23.40/24.00 durante la quale lo avrebbe visto insieme ad altre persone, tranquillo.

I tabulati dicono che la prima chiamata e’ delle 22.39 , certamente dopo la morte di Pamela. Impossibile quindi la voce femminile appartenga alla ragazza.  Ma indicativamente prima  dell’abbandono dei trolley,  quando Oseghale e’ ancora in auto in teoria diretto a Tolentino ( dove nascondere presumibilmente bene i resti di Pamela ).

E potrebbe essere stata proprio la telefonata della moglie a spingerlo a rinunciare ad arrivare a destinazione e a decidere di abbandonare i trolley dove sono stati ritrovati, in bella vista, davanti a una villa. Per tornare indietro subito a Macerata e non alimentare i suoi sospetti di tradimento.  La compagna infatti sembra sospettare che lui sia con un’altra donna,  come dimostrano anche i messaggi che seguono quella telefonata e che sembrano rivolti a una donna nota con cui sospetta essere appunto Oseghale.

 

 

 

 

Per leggere la parte precedente dell’articolo clicca qui–>LUCKY DESMOND ERA DAVVERO A CASA DI INNOCENT OSEGHALE?