LA ‘RAGAZZATA’ DI MANUEL PIREDDA, STORIA DI UNA PERSECUZIONE

La pubblicazione della condanna di Manuel Piredda per aver perseguitato una ragazzina minorenne quando lui era poco più grande ma comunque ventenne, ha ovviamente creato qualche difficoltà all’interno di un gruppo che si era sempre battuto per il ragazzo, convinto dalla madre che non solo Valentina Pitzalis fosse la vera responsabile della sua morte, ma che Manuel fosse un ragazzo che non aveva mai avuto alcun problema, mai manifestato disagi, e che mai aveva compiuto atti violenti o illegali. Che cioè l’uomo ossessionato raccontato da Valentina Pitzalis fosse solo una sua invenzione.

E’ accaduta la stessa quando sono state resi pubblici anche tutti gli altri ‘incidenti’ del ragazzo con la giustizia. E sempre la reazione è stata uguale: errore giudiziario, incapacità degli investigatori. E persino negazione assoluta, come nel caso delle perizia psichiatrica che sanciva nero su bianco i problemi del ragazzo a livello psicologico e le conseguenze legate all’assunzione e all’abuso di benzodiazepine ( ‘Un episodio unico’, lo ha definito la Criminologa della famiglia Sionis ) .

Torniamo comunque a quella prima condanna. Importante, perché porta dentro di sé, i prodromi di quanto accadrà poi negli anni successivi.

A reagire immediatamente è stata ovviamente la madre, Roberta Mamusa, sul gruppo che lei guida chiedendo verità e giustizia per il figlio. Ecco dunque la sua versione dei fatti:

 

Il meccanismo è semplice:

  1. Manuel non aveva fatto nulla
  2. Il vero responsabile di tutto è il complice di Manuel perché ha scritto il testo in rima ( cosa che evidentemente Manuel non avrebbe saputo fare )
  3. Manuel era innocente ma è stato condannato perché ha deciso di non difendersi   in aula ( Manuel  ha deciso da solo come affrontare un processo ? La famiglia non era al suo fianco?)
  4. Valentina naturalmente sa tutto ma tace ( i fatti avvengono molto prima che Manuel e Valentina si conoscano ).
  5. La ragazza perseguitata in realtà voleva dei soldi (anche in questo caso e’ la vittima la carnefice – giudiziaria –  di Manuel )

E’ bene notare come ovviamente non venga ammessa la ben che minima responsabilità di Manuel Piredda in merito a  quanto accaduto, raccontato da una vittima, accertato dalle indagini, decretato da una sentenza. Nessuna.

Questo non accade mai. Manuel è sempre innocente. Ogni arresto, ogni condanna, è sempre sbagliata.

Del resto il fatto deve essere ridotto al nulla. Si tratta appunto di ragazzate, come si discute e lungo tra i sostenitori. A chi non e’ mai capitato di trovare scritto su un muretto o su una panchina che la signorina XZY  è di facili costumi o altre amenità del genere?

Davanti a tutto questo, alle dichiarazione della madre, alle considerazioni espresse sul gruppo,  io ho voluto verificare. Non si dica mai che non ascolto quello che dice Roberta Mamusa. Io la ascolto, prendo in considerazione che possa anche aver detto la verità e che io possa aver sbagliato.

Così ho verificato e sono andato a leggere, dopo la sentenza, il fascicolo del dibattimento. A leggermi i verbali delle denunce, gli interrogatori degli investigatori, le deposizioni davanti ai giudici. Ho visto le foto  diffuse, il poema ( che non sono quattro righe ma decine di sonetti ) diffuso, le scritte sui muri. Tutto.

E ho scoperto ancora una volta che le cose non stanno come le racconta la Signora.

Lo ha sancito una sentenza che ha specificato che la Persecuzione è partita da Manuel Piredda dalla sua incapacità di accettare che la vittima lo avesse lasciato, e che è irrilevante chi abbia composto in rima il poema diffamatorio, perché una parte di quei contenuti erano noti esclusivamente al Piredda e non al suo complice ( che peraltro ha patteggiato ammettendo i suoi errori ).

E a spingere il giudice ad esprimere una condanna tanto pesante e’ stata proprio la dimensione, la gravita’ del fatto come spiegheremo nello specifico: la diffusione di  volantini diffamatori (  raccoglievano  sonetti in rima che raccontavano volgarmente le gesta erotiche ( supposte ) della ragazza e dei suoi familiari, compreso un nipotino di pochi mesi. Con tanto di riferiti precisi in calce, e nome e cognome della protagonista, nel caso sorgessero dubbi). Volantini diffusi in tutti gli istituti scolastici della città dove viveva la ragazza, in vari luoghi del centro della stessa città. Volantini infilati anche nelle caselle postali del palazzo dove la giovane abitava. Volantini in calce ai quali era indicato un finto sito web porno con il nome e cognome della ragazza. Un secondo volantino diffuso ( che mostrava la diciassettenne seminuda abbracciata in atteggiamento intimo a un ragazzo dal volto oscurato, che era poi Manuel Piredda,) ,  Scritte lasciate su più muri della città dove veniva appellata  come troia, e non parliamo di scritte con pennarello, ma di murales veri e propri. Decine e decine di telefonate anonime: a volte silenziose, a volte di insulti, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Lo stesso dicasi per sms oltraggiosi. Le minacce al padre della ragazza. Il tutto portato a termine coinvolgendo non solo il complice di Manuel, ma altre persone rimaste sconosciute che si sono prestate quantomeno a fare da telefoniste.

UNA PERSECUZIONE DURATA MESI AI DANNI DI UNA RAGAZZINA MINORENNE CHE NON EBBE MODO DI FERMARLA E NE PAGO’ PESANTI CONSEGUENZE PSICOLOGICHE. COLPEVOLE SOLO DI AVERLO LASCIATO A CAUSA DELLE SUE SCENATE DI GELOSIA E DELLA SUA VOGLIA DI CONTROLLO.

Manuel Piredda era una ragazzo normale che aveva subito una condanna per diffamazione, ha dichiarato più o meno letteralmente la Criminologa della famiglia Piredda, la dott.ssa Sionis, in una recente intervista radiofonica.  Come dire: cose di poco conto.

Certo formalmente è ineccepibile, perché all’epoca dei fatti quelli erano i reati per cui era possibile perseguire Manuel. Il concetto di Stalker e i reati connessi ancora non erano stati introdotti nel nostro codice penale.

Oggi un ragazzo che perseguita in quel modo una sua ex fidanzata colpevole di averlo lasciato, dovrebbe rispondere di ben altro.

Fortunatamente all’epoca non esistevano smartphone e social network, altrimenti la vendetta, lo ‘sputtanamento’ della ragazza avrebbe avuto diffusione ben diversa, non solo quella capillare sul territorio. E la sofferenza della giovane, costretta a cambiare scuola, a chiudersi in casa, avrebbe potuto portare a conseguenze più drammatiche.

 

E di tutto questo la famiglia Piredda è assolutamente consapevole.

Per come si è comportata allora, come vedremo, e se non altro perché l’avvocato Gianfranco Sollai, legale della famiglia fino a poco tempo fa, era stato l’avvocato della ragazza vittima del figlio  nel processo contro il suo complice.

E’ Sollai a firmare la costituzione di parte civile nel procedimento, elencando con grande precisione, uno per uno i reati che il complice aveva compiuto ai danni della sua assistita in concorso con Manuel Piredda.

Insomma l’avvocato che ha stilato la denuncia contro Valentina Pitzalis e negato pubblicamente che si potesse indicare Manuel come un persecutore, un violento e quant’altro, era lo stesso che sosteneva esattamente l’opposto nel processo contro una ragazza minorenne vittima proprio di Manuel e del suo complice.

Strano che non abbia spiegato la gravità di quei fatti alla sua Criminologa di riferimento. Strano che non lo abbia spiegato alla famiglia. Strano soprattutto che la famiglia non lo sapesse già, data l’interazione dei coniugi Piredda con le indagini che hanno visto un vero e proprio blitz dei Carabinieri in casa loro.

Ma questo e’ appunto il processo di negazione. Allora come oggi.

 

QUESTI INVECE SONO I FATTI ACCERTATI DALLA LEGGE:

LA PERSECUZIONE

Per capire bene l’entità dei fatti accennati quindi partiamo dalle denunce, dalle richieste di aiuto che la ragazza perseguitata presenta ai Carabinieri a più riprese, verbalizzate dagli investigatori:

 

10.01.2003, alle ore 13.30 negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri … denuncia quanto segue:

“Il giorno 06.01.2003 ricevevo sul mio telefono cellulare alcuni messaggi sulla mia utenza mobile…, che riproduco sulla presente querela:” Cl VEDREMO PRESTO SENTIRAI PARLARE DI ME ENTRO SABATO, by ANDROMEDA ”  Ed ancora:” CIAO TROIA, SONO M31, TU Ml FAI INCAZZARE SONO MALEDETTAMENTE INCAZZATO CON TE. TI  DISTRUGGERÒ SIA FISICAMENTE CHE PSICOLOGICAMENTE. NON SCAPPERAI, SENTIRAI, PRESTO PARLARE DI ME, BYE M31″ inviato sicuramente da una cabina telefonica in quanto mi è apparso sul display il seguente numero…, sono certa che si tratti di una cabina telefonica perché anche le mie amiche lo fanno.

Inoltre gli altri s.m.s. ricevuti il giorno 09 / 01 / 2003 alle ore 10:07 sono:” SE SCOPRIRO’ DOVE ABITI SARA’ VERAMENTE LA TUA FINE. NON Ml SARA’ DIFFICILE SAPERLO VISTO CHE SEI UNA SUCCHIACAZZI COME TUA SORELLA, SO MOLTE COSE DI TE E TU NIENTE DI ME NON ESISTO M31″,ed ancora alle ore 10:02 dello stesso giorno:” M31 NON DIMENTICA M31 NON PERDONA, QUESTO E’ SOLO L’INIZIO DELLA MIA VENDETTA E’ MOLTA VICINA E SARA’ INDIMENTICABILE NESSUNO MI FERMERÀ. BYE M31.”, ed ancora:” I TUOI RAGAZZI NON TI POTRANNO DIFENDERTI PERCHÉ NON SI PUÒ COMBATTERE QUALCUNO CHE NON ESISTE. LE MIE AMICHE TI VOGLIONO DISTRUGGERE MA LO FARA’ PRIMA M31, SO CHE TI PIACCIONO LE POESIE, A SABATO.”

Tengo a precisare che nessuna mia amica di scuola mi farebbe una cosa del genere, non ho ho avuti alterchi con nessuno negli ultimi quindici giorni, quindi non ho nessun sospetto su nessuno. Preciso solo che circa due mesi fa ho interrotto una relazione sentimentale con il mio ex-ragazzo tale PIREDDA Manuel, con
il quale ho litigato per telefono il giorno in cui ci siamo lasciati senza ma i più rivederci,  e sinceramente non è lui che mi invia questi s.m.s ..

inoltre ieri notte intorno alle ore 22:30 ricevevo una telefonata con numero nascosto, alla mia risposta non riuscivo a capire cosa abbia detto l’interlocutore, e ne tanto meno sono riuscita a capire se la voce era di un uomo o di donna, inoltre sin dai primi giorni di gennaio ho ricevuto delle altre telefonate sempre con numero nascosto, però nessuno rispondeva sicché io attaccavo .

 

COME SI EVINCE DA QUESTA DENUNCIA, NON E’ AFFATTO VERO CHE LA RAGAZZA PERSEGUITATA AVESSE INTENZIONE DI ADDOSSARE LE COLPE SU MANUEL PER LUCRARCI DEI SOLDI. INFATTI INIZIALMENTE ESCLUDE INGENUAMENTE CHE SIA LUI LA PERSONA CHE LA PERSEGUITA.

 

L’anno 2003, addì 13 del mese di gennaio, alle ore 13,40 negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri …  riferisce quanto segue:

“Ieri sera dalle ore 22:00 alle 22:30 circa ho ricevuto sul mio telefono cellulare altre chiamate anonime, prima solo semplici squilli, poi più telefonate nelle quali udivo voci di diversi ragazzi, con tipico accento sardo, i quali mi dicevano:”CIAO TESORO, CIAO PORCONA, SEI UNA TROIA”, ad un certo punto mia madre resasi conto che stavo ricevendo ancora telefonate ingiuriose mi ha preso il telefono ed ha sentito la frase:”CIAO BELLA”, e mia madre ha risposto dicendo:”CIAO BELLO” a questo punto sentivamo sia io che mia madre, dato che mi ero avvicinata con l’orecchio al cellulare, dire dall’interlocutore la seguente affermazione:

” MANUEL, MA E’ LA VOCE DI UNA DONNA GRANDE”, e dopo qualcun altro diceva:”CONTINUA, CONTINUA E’ LEI”, dopo di che ha chiuso la conversazione.

Inoltre la sera in cui ho sporto denuncia, ed esattamente il giorno 10. 01. 2003 alle ore 17:32, ricevevo l’ennesimo s.m.s. sempre dal numero …, presumo che sia di
una cabina telefonica, ove vi era scritto il seguente s.m.s.:” TU Ml HAI PORTATO VIA LA COSA CHE AMO DI PIÙ E IO ME LO RIPRENDERÒ,  ORA SO DOVE VIVI, NON MI SARA’ DIFFICILE PRENDERTI. DOMANI TI FARO’ UN BELLO SCHERZO. ANDROMEDA. DA M31″,

preciso che lo scherzo di cui si parla è realmente stato messo in atto tramite un volantino diffamatorio messo in circolazione il giorno 11.01.2003 all’interno dell’istituto scolastico …, questo volantino è stato letto da una compagna di classe di una mia amica, tale …, la quale frequenta la seconda classe , nonché dal bidello,
di cui conosco solo il cognome ed è tale … , al quale mia sorella …  chiedeva stamattina all’incirca verso le ore 12:00, notizie in merito, e lui dapprima ammetteva di averlo letto in quanto consegnatogli da un ragazzo, di cui non ricordava il nome, e come da lui stesso affermato neanche il volto, infatti burlandosi mi diceva di non avergli fatto la foto; dopo aver parlato con il bidello mi sono avvicinata alla mia amica …, la  quale affermava di saper per certo che lo aveva letto anche la sua amica … , ma di non sapere altro, così io e mia sorella ci siamo allontanate per rivolgerci al preside dell’istituto, ma non appena ci stavamo avvicinando al preside abbiamo notato di nuovo il bidello avvicinarsi alla mia amica …  ed affermare di aver visto e letto il volantino, mostratogli da un ragazzo, sicché mia sorella si è rigirata ed ha chiesto al bidello se era in grado di riconoscere questo ragazzo dato che gli aveva fatto leggere il volantino, ma lui rispondeva a mia sorella con una risata, sicché mia sorella, avvisava il bidello che sarebbe ritornata con i carabinieri a questo punto il bidello dichiarava di non aver visto, né letto niente.

Sul volantino era riportate diverse filastrocche diffamatorie ognuna rivolta ad ogni componente della mia famiglia. Questa mia amica … , mi rassicurava di reperire uno di questi volantini che io immediatamente consegnerò a voi carabinieri.

Infine in merito all’ultimo s.m.s. ricevuto, e sopra riprodotto, volevo precisare che da circa un mese mi vedo con un ragazzo, … , il quale ha interrotto nell’estate scorsa una relazione sentimentale con una ragazza di cui non conosco il nome, e dato che nell’s.m.s. è  riportato il fatto che io ho portato via la cosa che ama di più,  penso che si posso trattare di lei.
Durante la stesura del su esteso verbale la denunciante riceveva in presenza dello scrivente una telefonata, e dopo che la stessa avesse risposto è stata interrotta la
chiamata.”

COME SI EVINCE ANCHE DA QUESTA SECONDA SEGNALAZIONE, LA RAGAZZA E’ ANCORA LONTANA DAL RITENERE MANUEL IL RESPONSABILE DI QUANTO STA SUBENDO. E QUESTO NONOSTANTE L’EPISODIO ACCADUTO QUANDO RISPONDE LA MADRE E IL NOME DI MANUEL VIENE FATTO DAL TELEFONISTA ANONIMO. LA RAGAZZA ADDIRITTURA PENSA POSSA TRATTARSI DI UNA EX DEL SUO ATTUALE FIDANZATO.

UN ULTERIORE SMENTITA DEL FATTO CHE DIETRO ALLE ACCUSE A MANUEL CI FOSSE UN INTERESSE ECONOMICO RISARCITORIO…

 

L’anno 2003 addì 18 del mese di gennaio negli uffici del Comando …  dichiara e denuncia quanto segue:

II giorno 13/01/2001 alle ore 18:30 circa ricevevo sul mio telefonino avente … una telefonata anonima dove l’interlocutore non parlava, io le riferivo testuali frasi: “PERCHE’ NON PARLI, SEI UN CODARDO E UN CONIGLIO”. A tale frase, la persona non rispondeva ma si limitava solamente a fischiare ed io subito dopo chiudevo il telefono.
In data 16/01/200] alle ore 20:00 ricevevo uno squillo sempre sul mio telefonino e sul display appariva il nr. … ed alle ore 22:40 ricevevo un altro squillo ma anonimo.
In data 17 /01/2003 alle ore 12:10 ricevevo sempre sul mio telefonino un SMS con mittente … dal seguente testo: “SCUSA PER IL PACCO. TI PROMETTO CHE MI VEDRAI PRESTO, MA NON DI GIORNO, M31 VIVE SOLO DI NOTTE. ORA MI CERCA TROPPA GENTE E DEVO SPARIRE PER UN PO’. PERO’ NON TI LASCERÒ.  SEI TU LA CODARDA. M31.———­
Alle ore 16:30 del 17 /01/2003 ricevevo un’altra telefonata anonima sempre sul mio cellulare di circa 60 secondi ma l ‘ interlocutore non parlava.
Alle ore 19:47 sempre del 17 /01/2003 ricevevo un SMS sul mio telefono con mittente …riportate le seguenti frasi: “SE FARAI TUTTO QUELLO CHE TI DIRÒ DOMENICA SERA CI POTREMMO INCONTRARE SOLI IO E TE. NIENTE SCHERZI. POTRAI SOLO GUARDARMI NEGLI OCCHI PERCHÉ AVRÒ IL VISO COPERTO. A PRESTO. M31”.
Dopo tre minuti ed esattamente alle ore 19:50 ricevevo sempre sul mio cellulare un’altra telefonata anonima di circa 60 secondi ove l’interlocutore non parlava; successivamente alle ore 20:20 ed alle ore 22:20 ricevevo altri due squilli anonimi.
Riferisco inoltre che alcuni volantini diffamatori per me e la mia famiglia identici a quelli rinvenuti all’interno dell’Istituto … , sono stati rinvenuti anche per le vie del Comune di … ed all’interno della paninoteca …sita in …..

 

L’anno 2003 addì 20 del mese di gennaio negli uffici del Comando Stazione Carabinieri riferisce quanto segue:

… sul mio cellulare avente numero … in data 19 gennaio 2003, ho ricevuto le seguenti telefonate ove l’autore non parlava: ore 18,40, telefonata con numero anonimo, durata circa 50 secondi; 18,50, telefonata  con numero anonimo durata circa due minuti.

In data odierna alle ore 07,20. ho ricevuto uno squillo con numero anonimo, alle ore 08,28, ho ricevuto un  messaggio contenente la testuale frase ” EI. TROIA SCUSA PER IL PACCO, AVEVO UN ALTRO IMPEGNO STAVO GUARDANDO TUO PADRE PERCHE MI SERVE SAPERE DOVE PASSA PER IL PROSSIMO GRAN COLPO. POI SPETTA AL TUO RAGA. BACI M31.

Detto messaggio veniva inviato dal numero…

 

IMMAGINIAMO QUINDI UNA RAGAZZINA DI  17 ANNI CHE DOPO ESSERE STATA INSULTATA IN MODO PESANTISSIMO SU UN VOLANTINO DIFFUSO IN TUTTA LA CITTÀ DOVE SI DECLAMANO LE GESTA EROTICHE SUE, DI SUA SORELLA, DI SUA MADRE, DI SUO FRATELLO E DEL SUO NIPOTINO, INIZIA ANCHE A RICEVERE CHIAMATE CHE FANNO RIFERIMENTO A PEDINAMENTI A SUO PADRE…

 

L’anno 2003, addì 30 del mese di gennaio, … negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri  riferisce quanto segue:

“Il giorno 28.01.200300 alle 08:22 circa ho ricevuto sul mio telefono cellulare il seguente S.M.S.:”Ciao succhiakazzi, il mondo presto parlerà ancora d me e di te.  Baci M31 “: ricevuto da un cabina telefonica perché mi è comparso il numero …; ed un altro s.m.s. inviato il giorno 30.01.2003:”qst gioko mi dverte sempre +, ti ho già inkulata 1 volta, lo farò d nuovo, aspettati presto la 2 poesia, preparati, baci AndroMEa, 6 solo 1 succhiakazzi a tradimento .bye”,  seguito subito dopo da una telefonata anonima senza che l’interlocutore parlasse, dopo alcuni minuti sono seguiti altri squilli”

 

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L’anno 2003 addì 18 del mese di febbraio negli uffici del Comando Stazione Carabinieri … spontaneamente espone quanto segue:

Alle ore 08, 30 del 14. 02. 2003, mi giungeva una telefonata da parte di una  ragazza rimasta anonima, con numero anonimo, la quale mi diceva testualmente
“PRONTO SEI … , SONO UN’AMICA DI M3 1 SABATO AVRAI IL PROSSIMO SCHERZETTO” e riattaccava. Alle ore 08,35 sempre del solito giorno giungeva un’altra telefonata, sempre da parte di una ragazza, la quale diceva testualmente ” SEI …, VOGLIO SAPERE SE SEI JENNIFER, IO SONO UN’AMICA DI ANDROMEDA” A tale  telefonata rispondeva mia sorella Ilaria, la quale senza mezzi termini la  invitava a smetterla di disturbare.

In data 14.02.2003, alle ore 20,28, giungeva un messaggio con il numero… , contenente il seguente messaggio “SABATO NOTTE RIENTRO DOPO DI TE E COLPIRÒ DI NUOVO. A PRESTO. RICORDATI CHE AGISCO COSI PER SOPPERIRE IL DOLORE CHE MI HAI PROVOCATO. SE CI RIESCI BLOCCAMI. AMDROMEDA M.31″.
In data 16.02.2003, alle ore 07,52, giungeva un messaggio con il seguente numero…, che conteneva il seguente testo” M.31 IL GRANDE HA COLPITO ANCORA, NESSUN TESTIMONE. NESSUN ERRORE. NON MI PRENDERANNO MAI. QUESTO E’ SOLO IL QUINTO COLPO, PER ARRIVARE A TRENTUNO. CE NE VOGLIONO ANCORA PARECCHI, ASPETTATELI”.
Dopo circa tre minuti giungeva una seconda telefonata anonima, ove  l’interlocutore non parlava.

Alle ore 08,30 sempre di domenica 16.02.2003, scendevo nell’androne del palazzo ove rinvenivo sette copie fotostatiche uguali  ai volantini già ricevuti. Detti volantini si trovavano all’interno delle cassette postali dei condomini. Io le ho subito recuperate. Voglio far presente che i condomini nel mio palazzo sono ventiquattro, io ho recuperato solo sette volantini.
Alle ore 19,15 del giorno 16.02.2003. mi giungeva una telefonata anonima con una famosa canzone. La telefonata è durata circa un minuto.
In data 17.02.2003 alle ore 13,30, mi giungeva un messaggio contenente il seguente testo” MI HANNO APPENA DETTO MI MANCHI PER UN PAIO D’ORE CHE NON CI VEDIAMO.  MA ORA IL MIO PENSIERO SEI TU, QUINDI TI DICO  AMORE Ml MANCHI, UN BACIONE”.

Io ho voluto fare una prova ed ho effettuato un squillo sul cellulare del mio ex ragazzo PIREDDA Manuel avente recapito … . Dopo qualche secondo mi giungeva uno squillo anonimo e subito dopo un altro messaggio contenente il seguente testo “SI SONO IO …, CERTE VOLTE GIORNI NEI MIEI PENSIERI”.

Vi consegno le copie dei volantini da me recuperate nell’androne del mio palazzo”.

 

ALLA FINE, INSOSPETTITA DAL CONTENUTO DEI MESSAGGI, LA RAGAZZINA VITTIMA DELLA PERSECUZIONE FA UN TENTATIVO E OTTIENE SUBITO UNA RISPOSTA LEGATA AI MESSAGGI ANONIMI PRECEDENTI: E’ UNA PROVA, MA NON SARA’ NE’ L’ULTIMA, NE’ L’UNICA, CHE IL SUO PERSECUTORE E’ MANUEL PIREDDA.

PERCHÉ  E’ ANCHE LA SORELLA DELLA SIGNORINA X – ( LA VITTIMA ndr) – A PRESENTARSI DAI CARABINIERI POCHI GIORNI DOPO, RACCONTANDO ANCHE LEI UN’ANALOGA SCOPERTA:

 

Il giorno 07.03.2003,  negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri , riferisce quanto segue:

DOMANDA:”IN MERITO ALLE DENUNCE -QUERELE SPORTE NEGLI SCORSI MESI DI GENNAIO E FEBBRAIO DA SUA SORELLA …., VUOLE AGGIUNGERE QUALCOSA UTILE Al FINI DELL’INDIVIDUAZIONE DELLA PERSONA O DELLE PERSONE SOSPETTATE DELLE MOLESTIE TELEFONICHE RICEVUTE ?”

RISPOSTA:”Si, vorrei precisare che circa dieci mesi fa ho inserito nel mio cellulare una vecchia scheda di mia sorella … , che mia sorella non usava più per evitare che il suo ex ragazzo MANUEL PIREDDA, con il quale si era lasciata più volte nei mesi scorsi, e più volte aveva iniziato di nuovo una storia sentimentale con questo ragazzo, continuasse a scocciarla.

Inoltre io stessa ho dovuto cambiare una scheda telefonica perché questo MANUEL PIREDDA lo aveva preso, non so come, e lo aveva messo in giro facendomi chiamare da diverse persone, e adiritttura una ragazzina mi aveva chiamato perché aveva trovato il mio numero su una banconota da mille lire.

Riprendendo il discorso volevo dire che da quando ho inserito questa vecchia scheda di mia sorella …. , il cui numero lo conosceva solo MANUEL PIREDDA, mi sono arrivati degli squilli anonimi, forse perché mia sorella aveva cambiato la sua scheda sulla quale arrivavano gli s.m.s. denunciati in precedenza, da qualche giorno, e quindi questa persona non potendo più rintracciare mia sorella al telefono, ha iniziato a provare tutti i numeri di sua conoscenza, tra cui quello di mia madre, …, e quello di mio fratello … , preciso che anche questi numeri erano conosciuti solo da MANUEL PIREDDA, perché ha intrattenuto una relazione amorosa durata  circa un anno ed un mese con mia sorella, interrotta da diverse litigi per poi essere ripresa.

In questo periodo PIREDDA MANUEL , ha frequentato molto casa nostra, dormendo addirittura a casa nostra, quindi ha avuto modo di conoscere tutti i numeri di cellulari dei componenti della famiglia, oltre a tutte le nostre intime abitudini; in particolare ricordo con precisione che una volta mio padre in presenza di MANUEL PIREDDA aveva richiamato mia madre, perché porta gli occhiali ed oltre a renderla più brutta, non migliora la vista usandoli sempre, perché mio padre ritiene che usandoli sempre l’occhio si atrofizza, anche perché non sono obbligatori; questo episodio è stato scritto anche nel volantino messo in giro nello scorso mese di gennaio.

Inoltre voglio aggiungere che il giorno 06.03.2003 dalle ore 21 :30 circa sono iniziati gli squilli, sul numero che prima era in uso a mia sorella…  ed alle ore21 :31 ho ricevuto il seguente s.m.s.:”CIAO … CM VA’? RISP TANTO SAI KI SN! VERO? !!!UN BACIO!,

tutti ovviamente anonimi, però io insospettita ho provato a fare il numero di PlREDDA facendogli alcuni squilli , e lui subito dopo mi ricambiava, dopo due volte che lui ha risposto agli squilli il tutto è  finito.

il giorno 05.03.2003 all’ora di pranzo anche sul  cellulare di mia madre, sono arrivati degli squilli, e iEri notte fino alle ore 03:00 sono arrivati gli squilli sul cellulare di mio fratello.

Infine ricordo che circa due mesi fa, periodo in cui abbiamo denunciato i primi fatti, ho ricevuto degli squilli, ed il numero mi era comparso però non lo ricordo so che era un numero… , dopo un po’ ho ricevuto un s.m.s. in cui c’era scritto:”CHI SEI?” ed io gli ho risposto con il seguente s.m.s.:”CIA SONO GIORGIO ED HO 32 ANNI E TU?”, e lui mi ha risposto con il seguente s.m.s.:”IO SONO MANUEL E STO CERCANDO SILVIA”, dopo tale episodio per circa due mesi e sino a qualche giorno fa non ho ricevuto più s.m.s.
DOMANDA:” I NUMERI  DI CELLULARE IN USO ALLA SUA FAMIGLIA  POTREBBERO ESSERE CONOSCIUTI ANCHE DAGLI ALTRI EX-RAGAZZI DI SUASORELLA … ?”
RISPOSTA:”Sicuramente no, anche perché l’altro suo ex ragazzo XZY ( il complice di Manuel ndr )  non li conosceva, forse solo di mia madre, ma non di certo di suo fratello ne tanto meno il nr. … ,  in uso prima a mia sorella, e l’attuale ragazzo di mia sorella ….. ,  è da escludere perché non conosce i  numeri degli altri componenti della famiglia, ed inoltre si frequentano  sporadicamente.”

 

Insomma, ci sono voluti diversi mesi , durante i quali i Carabinieri sono arrivati a tendere dei veri e propri agguati con appostamenti per cercare di catturare il misterioso persecutore della ragazza, senza riuscire inizialmente a scoprirlo. Poi una serie di errori commessi dal molestatore durante le telefonate, la conoscenza di informazioni non di pubblico dominio e al contrario riservate all’ambito familiare della vittima, e il ricorso a numeri telefonici ormai in disuso, permettono tanto alla vittima, quanto agli investigatori di individuare il possibile persecutore: Manuel Piredda.

E’ a questo punto che scatta la perquisizione a casa del ragazzo. E’ a questo punto che si troveranno le prove definitive contro di lui. E sarà a questo punto che la famiglia Piredda  interverrà. Ma come?

 

E’ quello che racconto nell’articolo  dal titolo : MANUEL PIREDDA: LE PROVE CONTRO IL PERSECUTORE, LA FAMIGLIA E IL PROCESSO.

 

 

Per leggere l’articolo precedente clicca qui: –> DA DOVE VENGONO GLI UOMINI CHE UCCIDONO LE DONNE?