INNOCENT OSEGHALE, LA SUA NUOVA VERSIONE E LE IPOTESI DELLA PROCURA

Dire che si stanno facendo passi avanti nelle indagini sulla morte di  Pamela Mastropietro è un atto di fiducia nel lavoro degli inquirenti, impegnati a dirimere un giallo certamente, ma anche apparentemente lontani dall’aver ricostruito con certezza quanto accaduto.

Anzi, più si va avanti e più la ridda di indiscrezioni restituisce scenari confusi.

 

La prima versione della Procura era stata quella della certezza:  nell’appartamento di via spalato 124 c’erano Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Awelima Lucky ( Lucky 10 ), tutti e tre responsabili dell’aggressione alla ragazza, del suo omicidio e del suo sezionamento.

Una verità’ confermata dalle celle telefoniche, era stato l’annuncio.

Ma le cose in realtà già nelle parole del Gip che aveva confermato le misure cautelari per gli ultimi due nigeriani finiti in manette, non erano proprio cosi’ chiare e nette. Tanto da sollecitare un approfondimento di indagine proprio sulle celle telefoniche agganciate dai tre presunti assassini.

Che qualcosa non tornasse o non fosse chiaro era dunque emerso fin dall’inizio. Come avevo già spiegato nel dettaglio in questi tre post:

PAMELA MASTROPIETRO: QUELLO CHE SAPPIAMO E QUELLO CHE NON TORNA , 

LUCKY DESMOND ERA DAVVERO A CASA DI INNOCENT OSEGHALE? ,

AWELIMA LUCKY, IL DNA SUL CORPO DI PAMELA, IL RUOLO DEL QUARTO UOMO

Insomma, non appariva affatto scontato che i tre uomini fossero in contemporanea in quella casa, soprattutto per lo scambio di telefonate tra loro  nella fascia oraria in cui Pamela dovrebbe essere stata aggredita e uccisa.

 

L’altro elemento cardine delle indagini dovrebbe essere l’autopsia: quella che dice che Pamela e’ morta a causa di due coltellate al fegato, e che soprattutto smentisce l’ipotesi dell’overdose, parlando di quantitativi troppo bassi di eroina ( morfina ) ritrovati nel sangue.

Sul primo elemento, la vitalità delle ferite, occorrerà attendere la relazione finale degli anatomopatologi e vedere poi le conclusioni dei consulenti delle difese. Ma certo pesa il contenuto stesso della relazione preliminare dove si ammette che lo stato del corpo e il lavaggio della candeggina ha reso molto complesso condurre gli esami e ha interferito con gli stessi.

Già invece viene contestata dai difensori la conclusione sull’impossibilità di un intossicazione mortale da eroina: Pamela non assumeva droga da mesi, assumeva farmaci ancora non noti in comunità e la soglia di tolleranza soggettiva alla droga è fortemente variabile da persona a persona. Insomma, la questione rimane decisamente ancora aperta.

 

Anche perché Innocent Oseghale, anche nella sua ultima versione dei fatti ha ribadito  che Pamela sarebbe stata male dopo essersi iniettata l’eroina. E questa affermazione è in realtà una costante in tutte le varie versioni che ha raccontato finora, fin dal giorno dell’arresto. E avrebbe raccontato la stessa cosa al telefono anche il giorno della morte di Pamela al quarto uomo indagato in questa vicenda.

L’unica cosa che continua a cambiare nei racconti di Oseghale è la sequenza degli eventi e chi fosse presente in casa sua. Se di recente alla compagna intercettato in carcere avrebbe detto di essere stato solo in via spalato con Pamela, l’ultima versione riportata dal suo avvocato vuole invece che in casa ci fosse anche Lucky Desmond, anzi, che lui dopo il malore di Pamela  sia uscito di casa per consegnare della droga e che sia stato l’altro nigeriano a smembrare il corpo della giovane. Da solo.

Una tesi che oggi gli investigatori non scarterebbero perché ritengono possibile, sempre grazie alla celle, che Oseghale si sia allontanato da casa per 2 o 3 ore quel pomeriggio.

E qui si torna alla confusione che regna sulle celle, almeno per chi come noi non ha ancora accesso agli approfondimenti di indagine: dunque non sarebbe vero che Oseghale è sempre rimasto in casa, come sembrava essere fino poco tempo fa. ( Della sua uscita pomeridiana, sempre Oseghale aveva parlato al telefono anche col quarto uomo ).

Ma è possibile che Lucky Desmond in 3 ore al massimo abbia sezionato da solo il corpo? Abbia fatto quel lavoro certosino che secondo gli esperti avrebbe richiesto ore ed ore di lavoro? Lavaggio del singoli pezzi compreso?  ( anche prendendo in considerazione la morte per overdose, e quindi senza altro tempo ‘trascorso’ per un’aggressione s fondo sessuale ) 

Davvero pare poco credibile.

Anche perché nel tardo pomeriggio Desmond sarebbe poi uscito di casa ( dicono le celle telefoniche ) lasciando Oseghale da solo in via Sapalato con due valige nelle quali era stipato il corpo di Pamela.  Senza più farvi ritorno e senza più contattare Innocent per sapere come aveva risolto il problema. Credibile?

Ricordiamoci poi che e’ di Oseghale il Dna ritrovato sul corpo di Pamela, e questo potrebbe essere giustificabile, ma che sono sue anche le impronte individuate con il luminol sul terrazzo dove sarebbe avvenuto lo smembramento. Certo impronte forse compatibili con la pulizia, ma comunque ad oggi sono solo le sue.

 

Si aggiunga a questo che secondo l’analisi delle celle, quella più approfondita e ancora non nota,  il terzo indagato, Awelima, che in via Spalato non puo’ essere arrivato prima delle 15.19 quando chiama Desmond,  avrebbe invece partecipato a un non ben chiarito sopralluogo insieme a Innocent nella zona dove poi sono stati abbandonati i trolley. In pratica i due si sarebbero recati fino a Pollenza, per far poi ritorno in via Spalato, prendere le due valige e ripartire nella stessa direzione.

Un sopralluogo che avrebbe sortito poco, dato che i trolley vengono poi abbandonati in pratica in mezzo a una strada e certo non  in un posto studiato con attenzione.

Per maggiori ragguagli su questo punto vi invito a seguire la puntata di Quarto Grado di questa sera, su Rete Quattro.

 

Senza contare che mentre Oseghale non esita, fin dal primo giorno, a coinvolgere Desmond, continua a negare la presenza di Awelima. E che le celle telefoniche sembrano davvero incerte, nel collocarlo – ad oggi – in via Spalato.

 

L’impressione che si ha è che non esista affatto un quadro chiaro di quanto accaduto e che si stia cercando di far collimare dati tra loro discordanti in uno scenario unico che ad oggi non sembra avere basi credibili.

Dovremo attendere ulteriori sviluppi.

E soprattutto attendere che Awelima e Lucky Desmond  si decidano a raccontare la loro versione dei fatti. Finora hanno mentito su troppi punti, apparendo giustificatamente coinvolti nella morte di Pamela. Se davvero sono estranei ai fatti è giunto il momento che collaborino con gli inquirenti.