PAMELA MASTROPIETRO: L’UNICO PRESENTE SAREBBE INNOCENT OSEGHALE.

PER UNA VOLTA LASCIATEMELO SCRIVERE: NOI LO AVEVAMO GIÀ IPOTIZZATO.

Nelle scorse settimane Nera e Dintorni aveva pubblicato un serie di articoli che sollevavano pesanti dubbi sulla ricostruzione della Procura di Macerata in merito alla morte di Pamela Mastopietro che aveva portato all’arresto e all’incarcerazione prima di Innocent Oseghale, e poi di Lucky Demond e poi di Awelima Lucky ( o Lucky 10 ).

TROPPE COSE NON TONAVANO FIN DALL’INIZIO

Perché se pochi dubbi potevano esserci sul coinvolgimento di Innocent Oseghale, dato che Pamela era stata vista entrare nell’appartamento del nigeriano insieme a lui, molti di più ne erano emersi fin dall’inizio sulla presenza degli altri due sospettati in quella casa, e quindi sulla potenziale scena del crimine.

Innanzitutto dubbi di carattere tecnico, ovvero proprio l’esame delle telefonate tra di loro e delle celle telefoniche agganciate, quella che secondo la Procura doveva essere la prova regina e che invece era finita con il mettere in dubbio proprio la ricostruzione principale, ovvero l’aggressione a scopo sessuale dei tre nigeriani, insieme contemporaneamente in quella casa.

L’attento incrocio delle celle agganciate e degli orari delle telefonate tra loro aveva sollevato serissime perplessità su quella ricostruzione. Per le chiamate tra di loro, le sequenze di telefonate,  e gli spostamenti in orari cruciali per la tragica dissezione della ragazza.

Gli stessi dubbi che neanche troppo velatamente aveva sollevato lo stesso giudice che pure aveva convalidato il fermo degli ultimi due nigeriani arrestati.

Ecco gli articoli dove avevo esaminato proprio questi dati:

 

PAMELA MASTROPIETRO: QUELLO CHE SAPPIAMO E QUELLO CHE NON TORNA

LUCKY DESMOND: ERA DAVVERO A CASA DI INNOCENT OSEGHALE?

AWELIMA LUCKY, IL DNA SUL CORPO DI PAMELA E IL RUOLO DEL QUARTO UOMO 

 

E ancora ci si era fermati alla semplice relazione preliminare dei dati telefonici. In questi giorni il perito informatico  incaricato di esaminare meglio le attività telefoniche dei tre sospettati il giorno del delitto, ha consegnato la sua relazione, dalla quale, secondo le prima indiscrezioni e’ arrivata un ulteriore conferma: in quella casa c’era solo Innocent Oseghale.

Conclusioni che si sommano ad altre risultanze scientifiche arrivate dai laboratori dei Ris: sempre solo di Oseghale sarebbero le tracce genetiche e le impronte ritrovate nella casa dove Pamela è morta.

Anticiapate in parte in questo articolo:  INNOCENT OSEGHALE, LA SUA NUOVA VERSIONE E LE IPOTESI DELLA PROCURA

 

Le indagini proseguono è ovvio, e da un punto di vista teorico non si possono escludere nuovi colpi di scena. Ma i risultati fino a qui raccolti sono questi, e il teorema accusatorio e’ praticamente azzerato.

 

Resta in piedi ovviamente un’altro punto fondamentale, dopo quello relativo a chi fosse presente quando Pamela e’ morta, ed quello relativo alle cause del suo decesso.

La Procura ha affermato che la ragazza e’ certamente morta  a causa di due coltellate al fegato, ed ha escluso la morte per overdose. Ma si tratta anche in questo caso di dati e conclusioni che non ritengo possano ancora essere considerate definitive, a causa soprattutto del lavaggio dei pezzi sezionate del corpo di Pamela con la Candeggina.

Come afferma la relazione autoptica, quel lavaggio ha condizionato pesantemente i risultati delle analisi. E quindi credo che attorno all’affermazione che Pamela fosse ancora viva quando il suo fegato e’ stato tagliato si discuterà ancora a lungo. 

Cosi’ come si discuterà a lungo dell’affermazione che la ragazza non sia morta per overdose. E’ accertato infatti che Pamela ne abbia assunta, come Oseghale ha sempre raccontato. Dire che la dose non e’ stata sufficiente per provocare un’intossicazione, facendo riferimento a delle tabelle, senza prendere in considerazione elementi soggettivi come il periodo di disintossicazione, il suo stato fisico e i farmaci assunti in comunità, mi e’ sembrata una mossa azzardata.

Finalizzata certamente a motivare l’arresto di Desmond e Awelima in un momento in cui il Paese, scosso dagli spari di Traini e dall’immensa speculazione che si e’ scatenata attorno alla morte di Pamela,  voleva assolutamente trovare un colpevole. Voleva qualcuno in carcere.

Ora che il tempo passa e le indagini acquisiscono lo spessore della serietà e non dell’emergenza mediatica, mi pare che lo scenario stia lentamente mutando.

Forse Oseghale – che certamente è il principale indiziato per il sezionamento della ragazza – l’ha davvero uccisa.  Ma non mi sento ancora di escludere per tutto quello che lui ha raccontato fin dal primo giorno: Pamela si e’ iniettata l’eroina ed e morta per overdose.