LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO: POCHE CERTEZZE, MOLTI DUBBI.

La morte di Pamela Mastropietro  resta avvolta nel mistero. L’inchiesta della Procura di macerata per cercare di far luce su quanto accaduto nello stabile di via Spalato 124 prosegue a strappi, con alcune che appaiono forzature meno giustificabili oggi di quanto non fossero all’epoca degli arresti di Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Awelima Lucky ( o Lucky 10, come lo aveva registrato sul suo cellulare Oseghale ).

Se la fase iniziale delle indagini infatti è stata inevitabilmente e comprensibilmente influenzata da esigenze di ordine pubblico, con Traini che sparava per strada e la polemica politica e xenofoba che montava sul web in un infuoco clima pre elettorale, oggi l’approccio al caso dovrebbe richiedere maggior pacatezza e rigore, nel tentativo di arrivare a una verità oggettiva ( qualunque essa sia ).

In questo senso mi sembrano positive le parole del Procuratore Giovanni Giorgio in questo passaggio della conferenza stampa di pochi giorni fa:

“Nei confronti di Lucky Desmond e di Awelima Lucky è stata adottata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ed è stata confermata dal tribunale del riesame le cui motivazioni sono state rese pubbliche da poco tempo. Pur tuttavia come già ho detto, scusate l’autocitazione, mi sono reso conto che poi in questo mondo in cui l’informazione ormai svolge un ruolo importante ecco, qualcuno ti fa dire delle cose che tu non hai detto in quel modo. Mi spiego: io ho detto e lo ripeto oggi che le indagini sono un work in progress cioè sono un lavoro che.. quindi si raggiungono determinate convinzioni sulla base di elementi iniziali, però un pubblico ministero, un buon pubblico ministero non deve cadere in quello che Piero Calamandrei definiva la sindrome del neonato.

Cioè che un pm costruisce un’ipotesi accusatoria, che è un pò il suo neonato no?!, si affeziona a quella ipotesi e non la vuole mai metter in discussione come il suo bambino. Noi non possiamo accettare questo ragionamento e qui mi consenta il discorso viene chiuso.

Quando ci perverranno tutte le risultanze e quando avremo avuto determinati sviluppi investigativi faremo il punto della situazione.

È inutile che le sto a dire qual è il ruolo dei due, finora abbiamo acquisito determinati dati il gip ha adottato l’ordinanza di custodia cautelare… il riesame ha ritenuto sussistenti questi gravi indizi  però ripeto questo non è che ci mette in una situazione in cui non si devono valutare le ulteriori risultanze sopraggiunte. Rispetto ad una vicenda che, come dire, ci ha messi di fronte a determinate situazioni di.. urgenti.”

 

Insomma, le indagini sono ancora in corso, e pur tenendo ancora valida come linea guida la prima ipotesi investigativa ( ovvero l’aggressione a Pamela da parte di Oseghale, Desmond e Awelima ) ,  la Procura non può rimanere cieca rispetto ad eventuali nuovi elementi che possono modificare quella ricostruzione dei fatti.

Io almeno ho inteso in questo modo il ragionamento del Procuratore.

DEL RESTO E’ EVIDENTE  DI DUBBIO CHE, MENTRE LA POSIZIONE DI INNOCENT OSEGHALE VA AGGRAVANDOSI CON IL PROCEDERE DELLE INDAGINI, AD OGGI QUELLA DEGLI ALTRI DUE CO-INDAGATI VA IN DIREZIONE OPPOSTA.

In attesa ovviamente di alcuni importanti riscontri che non ancora stati relazionati dai tecnici, come quelli sui vestiti di Awelima e Desmond.

 

Per tornare allo stato delle indagini scientifiche già depositate, le conclusioni finora raggiunte dai consulenti della Procura e dei Ris sarebbero queste:

  • Pamela e’ stata uccisa, con due coltellate all’altezza del fegato  ( ed e’ l’esame istologico e dire che era viva al momento dei colpi ).
  • Non e’ morta di overdose perché i quantitativi di eroina non erano tali, secondo i tabellari di riferimento, da provocarne il decesso.
  • E’ stata colpita nel salotto di casa dove il luminol ha individuato una grossa macchia di sangue.
  • E’ stata poi sezionata sul terrazzo, e i pezzi del corpo lavati con candeggina.

 

Lasciando per ora a latere alcune considerazioni sulle conclusioni relative alle cause di morte ( che riprenderò dopo ) la domanda principale e’ questa: chi era presente in quella casa quando Pamela e’ morta? Chi ha partecipato al sezionamento?

I risultati degli esami approfonditi approfonditi dei Ris, collocherebbero nell’appartamento ed in interazione con Pamela – a oggi –  solo ed esclusivamente Innocent Oseghale.

Oltre alle celle telefoniche, e ai testimoni oculari, oggi sono anche le prove scientifiche a confermare che il Nigeriano era con lei in quella casa:

  1. SONO DI OSEGHALE LE TRACCE BIOLOGICHE RITROVATE NELLE  PARTI INTIME DELLA RAGAZZA, NELLA SUA GOLA, SULLE LABBRA E SULLA LINGUA . PROVA PERALTRO CHE I LORO RAPPORTI NON SI SONO LIMITATI A UNO SCAMBIO DI DROGA.
  2. SONO DI OSEGHALE E PAMELA ( MISCHIATE TRA LORO ) LE TRACCE DI DNA RITROVATE SU UN MOZZICONE DI SIGARETTA IN UN POSACENERE DEL SALOTTO.
  3. SONO DI PAMELA LE TRACCE DI SANGUE RITROVATE SUI PANTALONI DI OSEGHALE E IN PARTICOLARE SU UN’ETICHETTA INTERNA  AI JEANS.
  4. SONO DI OSEGHALE TUTTE LE IMPRONTE PLANTARI RITROVATE NELLA ZONA DEL SALOTTO DOVE QUALCUNO HA POI CERCATO DI RIPULIRE LE TRACCE EMATICHE, E LE IMPRONTE PLANTARI ERANO PROVOCATE PROPRIO DAL SANGUE DI PAMELA CALPESTATO.

 

Insomma apparentemente e’ Innocent a entrare in quella casa con la ragazza, ad avere con lei interazioni e rapporti, e a sporcarsi del suo sangue. 

E sono ovviamente di Oseghale il coltello e la mannaia che vengono ritrovati in casa sporchi del sangue della vittima, i probabili strumenti con cui e’ stata sezionata e forse uccisa. Cosi’ come tracce ematiche della ragazza sono state ritrovate nella lavatrice, su un piumone, sulla bastone del mocho, la bottiglia di candeggina…

Insomma non esiste alcun dubbio che la scena del crimine sia quell’appartamento.

Si aggiunga a questo che le analisi del Ris hanno anche rilevato tracce ( soprattutto impronte digitali ) del passaggio in quella casa di altre persone. Passaggio avvenuto però in epoca precedente al delitto. Dico questo perché si tratta di un’ulteriore dimostrazione che quell’appartamento è stato si ripulito, ma certo non in modo completo e accurato. Non vorrei insomma che si ricadesse come pensiero in quello del caso Kercher a Perugia, quando si ipotizzò che Amanada e Raffaele fossero stati in grado di pulire solo le loro tracce lasciando invece quelle di Rudy Guede’.

Così come i Ris sono riusciti a rintracciare sul corpo di Pamela tracce di numerose persone con cui ha interagito nei giorni e nelle ore precedenti al delitto: non solo quelle di Oseghale, ma anche quelle dei due uomini con cui aveva avuto incontri nelle 48 ore precedenti, individuando addirittura il Dna di un soggetto caucasico ancora ignoto ( il profilo D ) sulla lingua della giovane. Tracce biologiche ritrovate anche sotto le unghie della ragazza. Segno questo che il lavaggio con la Candeggina, pur avendo reso difficili le analisi non ha ‘ripulito’ completamente i miseri resti.

MA QUELLO CHE I RIS NON HANNO TROVATO NE’ IN CASA,  NE’ SUL CORPO DI PAMELA,  SONO STATE LE TRACCE DI LUCKY DESMOND E AWELIMA LUCKY.

E’ QUINDI IPOTIZZABILE CHE I DUE ABBIANO PARTECIPATO A UN’AGGRESSIONE A SFONDO SESSUALE IN QUELLA CASA, A UNA SEZIONAMENTO DI UN CADAVERE, SENZA LASCIARE NEMMENO UNA SINGOLA TRACCIA BIOLOGICA? SENZA LASCIARE NEMMENO UN’IMPRONTA?

E’ CREDIBILE QUESTA IPOTESI SE ESISTONO INVECE TRACCE DI TUTTE LE ALTRE PERSONE CHE HANNO INTERAGITO CON PAMELA E IN CASA LE TRACCE DI PERSONE CHE VI SONO PASSATE GIORNI PRIMA?

 

E’ EVIDENTE CHE IL TEOREMA INIZIALE DELL’AGGRESSIONE SESSUALE DI GRUPPO DEVE ESSERE QUANTOMENO MESSO IN DISCUSSIONE.

 

Ricordiamo che già l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli ultimi due co-indagati, Desmond e Awelima, aveva sollevato forti dubbi sul fatto che le celle telefoniche collocassero i tre nigeriani contemporaneamente nella casa di via Spalato, come avevo sottolineato in questi articoli:

PAMELA MASTROPIETRO: QUELLO CHE SAPPIAMO E QUELLO CHE NON TORNA

LUCKY DESMOND: ERA DAVVERO A CASA DI INNOCENT OSEGHALE?

AWELIMA LUCKY, IL DNA SUL CORPO DI PAMELA E IL RUOLO DEL QUARTO UOMO 

Oggi non solo i primi dati sulle celle telefoniche fanno dubitare della loro partecipazione al delitto, ma quei dubbi vengono rinforzati dai dati scientifici dei Ris.

Le indagini sono work in progress, ha detto il Procuratore, e lo stesso avevo sostenuto io fin dal primo giorno. Vedremo se emergeranno elementi diversi ( citavo appunto l’esame dei vestiti dei due ultimi co-indagati ), ma ad oggi possiamo certamente dire che mentre Oseghale è apparentemente in quella casa al momento della morte di Pamela, altrettanto non si può dire per Desmond e Awelima. Anzi  ad oggi, l’assenza di prove, sembra scagionarli dalle accuse.

 

LE CAUSE DI MORTE DI PAMELA

Un capitolo a parte merita, ancora una volta, il tema delle cause di morte di Pamela.

Come ho accennato a inizio articolo, l’opinione dei consulenti della Procura è che la ragazza sia morta a causa di due ferite di arma da taglio che hanno lesionato un fegato ‘vitale’ al momento delle incisioni. Al contempo viene esclusa la morte per overdose ( intossicazione) per via di quantitativi di eroina troppo bassi per giustificarla.

Queste conclusioni sono già state contestate in parte e ufficiosamente dalle difese, perché le tabelle cui farebbe riferimento l’esame non terrebbero conto di due importanti elementi: la soggettività ( soggetti diversi sopportano in modo diverso quantità differenti di droga ) e anche il fatto che Pamela non assumeva eroina da almeno tre mesi, elemento che la rendeva più sensibile agli effetti dello stupefacente.

Oggi a queste considerazioni se ne deve aggiungere una terza: durante gli esami ( tamponamenti della saliva di Pamela ) finalizzati all’individuazione del Dna di altri soggetti, i Ris dei Carabinieri hanno rilevato la presenza di un mix di farmaci.

 

NELLE ULTIME 24 ORE DI VITA PAMELA AVREBBE CIOÈ ASSUNTO EROINA, METADONE, UN FARMACO ANTIDEPRESSIVO E DUE FARMACI ANTIPSICOTICI.

 

Si tratta di un mix di sostanze davvero incompatibili con un’intossicazione? Un’ overdose? E’ davvero impossibile che la ragazza si sia sentita male e abbia battuto la testa cadendo, come Oseghale ha sostenuto in molte delle sue versioni?

Sembra evidente che Pamela, una volta lasciata la comunità di recupero, si sia portata con se dei farmaci che forse facevano parte della sua terapia ( in effetti sono compatibili  tanto con un sostegno per la disintossicazione, quanto con la cura di specifiche patologie ) .  Bisognerebbe però capire quanti farmaci abbia assunto una volta sfuggita al controllo della comunità. Mi spiego: ha rispettato gli eventuali dosaggi indicati, o ne ha abusato in attesa di trovare l’eroina che stava cercando?

Le condizioni del corpo e il tipo di rilevazione ( i tamponi ) forse non permetteranno di stabilire con certezza i dosaggi assunti. Ma e’ chiaro che il mix di farmaci torna a sollevare dubbi sul fatto che lei possa essere veramente stata male.

C’e’ poi un mio dubbio personale che mi ronza in testa fin dall’inizio di questa vicenda:

E’ POSSIBILE CHE OSEGHALE ABBIA VISTO PAMELA STARE MALE, CHE LEI ABBIA PERSO CONOSCENZA ( MAGARI ANCHE BATTUTO LA TESTA CADENDO ), CHE LUI INSOMMA SI SIA SPAVENTATO E A UN CERTO PUNTO L’ABBIA DATA PER MORTA E NEL PANICO CHE NE E’ SEGUITO,O NELLA SCELTA RAZIONALE CHE NE E’ SEGUITA,  QUELLA CHE LO HA SPINTO A SCEGLIERE DI SEZIONARLA, ABBIA INiZIATO A FARLO MENTRE LEI ERA IN CONDIZIONI DI MORTE APPARENTE MA IN REALTÀ ANCORA IN VITA?

Si tratterebbe di uno scenario non meno atroce di quello ipotizzato dalla Procura, ma che forse mettere in un giusto ordine particolari che ad oggi non tornano, a partire anche da quello fondamentale: il movente .

PERCHÉ OSEGHALE AVREBBE DOVUTO UCCIDERE PAMELA?

 

A questa domanda io continuo a non trovare risposta. Fino a quando si ipotizza lo scenario di un’esaltazione di gruppo ( i tre nigeriani insieme, l’effetto branco ). poteva ancora reggere l’ipotesi di una violenza e il successivo omicidio ( pur con forti dubbi a  causa del rapporto di forza  pusher/tossicodipendente ).

Meno regge questo scenario se, come sembrerebbe oggi, ad aver avuto un rapporto con Pamela e’ stato il solo Oseghale (Tenendo anche conto che nessuna prova scientifica esiste di un eventuale stupro, singolo o di gruppo ).

Oseghale era poi il pusher che stava fornando la droga a Pamela, ospitandola a casa sua, dove lei e’ entrata volontariamente. Una ragazza che a causa dei suoi disturbi e della sua dipendenza nelle ultime ore aveva già avuto rapporti intimi con due uomini identificati ( almeno uno in cambio di denaro ) e forse anche anche con un terzo, il famoso Profilo genetico D, campionato dai Ris.

Senza esprimere alcun giudizio morale in merito a questa condizione, è davvero ipotizzabile che lei si sia negata proprio a Oseghale, l’uomo che la riforniva di droga?  Ovviamente non e’ impossibile, ma dovrebbe trattarsi di una reazione che deve trovare riscontri nelle prove scientifiche. Riscontri che ad oggi non sono stati trovati.

 

Quindi, in assenza di stupro  e dopo aver avuto un rapporto intimo con lei, perché Oseghale l’avrebbe uccisa?

E’ davvero impossibile che lui abbia infierito sul suo corpo solo  dopo il malore?

 

Credo che ad oggi non esistano ancora risposte certe a queste domande.

 

 

LE INTERCETTAZIONI TRA AWELIMA E DESMOND

Se mi ha colpito positivamente l’atteggiamento della Procura nelle dichiarazioni che ho riportato all’inizio di questo articolo, altrettanto non posso dire – a mio personale giudizio – in merito alla diffusione di alcune notizie relative a un’intercettazione avvenuta in carcere di un dialogo tra due degli indagati Lucky Desmond e Awelima Lucky.

Un dialogo dal contenuto molto suggestivo e che ha rinfocolato le polemiche e l’immaginario collettivo attorno a questo delitto, con il corollario di riti vudu’ e cannibalismo diffuso. 

Ho trovato la scelta di divulgare il contenuto di questa intercettazione decisamente in contraddizione con la sobrietà e la cautela espressa dal Procuratore quando ha trattato invece il tema della responsabilità dei due indagati. Senza nulla togliere all’importanza che quel dialogo può rivestire all’interno delle indagini, diffondere un contenuto cosi’ forte e apparentemente tendenzioso, in una fase in cui in realtà le prove sembrano alleggerire le responsabilità dei due soggetti nel delitto di Pamela, lo trovo davvero poco giustificabile.

Anche perché la stessa intercettazione potrebbe andare nel senso opposto a quello che poi si e’ riversato sui media e sul web, e rivelare proprio l’estraneità ai fatti dei due.

Ma facciamo un passo indietro per capire bene da dove arrivi quella intercettazione, quale sia il suo contenuto e cosa possa significare.

La sua esistenza è emersa durante la conferenza stampa della Procura nella quale sono state presentate le conclusioni delle indagini svolte su Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Awelima Lucky per accertare che tipo di rapporti vi fossero tra i tre, indagini durante le quali sarebbe stato accertato che erano legati tra loro da un sodalizio finalizzato allo spaccio di stupefacenti  e ,cosa più importante di tutte, che all’interno della banda il ruolo di comando era rivestito da Oseghale.

Sarebbe stato  Innocent Oseghale il capo, Lucky Desmond e Awelima Lucky i subalterni.

Una ricostruzione importante anche nella chiave del delitto di Pamela, perché spiega l’intenso traffico telefonico tra i tre anche il giorno del delitto, e forse anche la fuga di Awelima ( sempre che sia vera, visto che e’ messa in dubbio anche dal gip,  ndr ) dopo che il suo Capo e’ finito in carcere.

Cosi’ come spiegati i rapporti gerarchici tra i tre, rende poco credibile ai miei occhi l’idea che il capobanda si occupi ad esempio delle operazioni più rischiose seguite al delitto, ovvero quelle di occultamento del corpo, assumendosi lui il rischio di essere intercettato con il cadavere anziché far correre quel rischio a un suo sottoposto, corresponsabile del delitto ( per non parlare di quelle pratiche, lunghe e faticose del sezionamento ).

Detto questo, torniamo all’intercettazione, che avviene in carcere dopo l’arresto dei due soggetti che parlano tra loro: Desmond e Awelima. Nessuno di noi ha ascoltato il tono delle parole e parlando loro una lingua mista e ricca di dialetto, resta anche un margine di dubbio sulla traduzione.

E nemmeno e’ nota  la trascrizione integrale del dialogo. Quello che si conosce e’ il contenuto:

LUCKY DESMOND DI VANTA DI ESSERE STATO UN ROGGED ( OVVERO UN MEMBRO DI UNA VIOLENTA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE ) E CHE I FATTI PER I QUALI SI PROCEDE SONO ” COSE DA BAMBINI … ABBIAMO GIÀ FATTO COSE TERRIBILI”, I DUE  DISCUTONO TRA DI LORO ANCHE SU COME – SECONDO LORO – OSEGHALE  AVREBBE POTUTO FAR SPARIRE IL CADAVERE DI PAMELA, TAGLIANDOLO A PEZZETTINI E GETTANDOLO POI NEL GABINETTO, MANGIANDO POI IL RESTANTE DOPO AVERLO CONGELATO.

Si tratta quindi di un dialogo, come ho scritto, fortemente suggestivo, che subito ha portato a una nuova ondata di articoli dove il cannibalismo e’ tornato a farla “da padrone”.  Ma quali verità ci consegna questa intercettazione?

Lucky Desmond si vanta di aver fatto parte di un’organizzazione criminale Nigeriana.  Non possiamo sapere se sia vero o meno. Se sia una reale ammissione o la vanteria di un piccolo spacciatore quale lui è in Italia.

Allo stesso modo si vanta di aver fatto cose terribili.  Certamente lui viene da una zona dell’Africa sofferente per violenze e scontri tribali, e può essere stato partecipe di questi episodi o anche solo testimone , ma noi non possiamo saperlo, e non risulta che esistano mandati di cattura internazionali a suo carico.

Possiamo quindi avere una misura del significato di queste parole?  Nessuna.

Chiunque sia stato in zone come Nigeria, Uganda, Congo… etc sa bene che la popolazione delle zone rurali e’ costretta a convivere  con il rischio di violenza ogni giorno a causa di conflitti, azioni di bande criminali e altri fattori.  Desmond può essere stato un attore di queste tragedie, come un semplice osservatore che per farsi più grande di ciò che è si disegna un ruolo da protagonista, da duro.

La seconda parte dell’intercettazione poi, quella relativa al corpo di Pamela, più che legarli al delitto sembra allontanarli dalla scena del crimine.

Non si fa riferimento infatti a consigli dati ad Oseghale  mentre doveva gestire la situazione, ma a una critica a posteriori a suo operato. Dicendo che avrebbe potuto fare di meglio , tagliarla a pezzi più piccoli e buttarla nel bagno, oppure addirittura mangiarsela. Versioni in realtà entrambe impraticabili e dimostrazione dello scarso valore dei due scagnozzi di Oseghale.

Insomma mi sembra più la rozza critica di due sottoposti all’incapacità del capo in difficoltà ( che peraltro ha denunciato Demond e lui lo sa ) e la vanteria  frustrata del numero due, come dire:

“Che fesso Oseghale, se avesse fatto cosi’ e cosà sarebbe stato meglio, lo so bene io che sono stato rogged e ne ho fatte di ogni, la morte di uan ragazza e’ uan cosa da bambini ”

Certo, si tratta di una mia lettura del significato di quel dialogo, che in realtà nessuno di noi conosce testualmente.

 

Proprio per questo non capisco perché la Procura ne abbia voluto diffondere e sottolineare l’esistenza.

 

Sommando poi una seconda informazione : sul telefono di Awelima ( peraltro cancellate ) esistevano due foto  che testimoniavano scene di tortura ( presumibilmente in Nigeria ) . Non scaricate da Internet perché si trovavano nel rullino fotografico. Peccato che se io ricevo una foto da un amico via messaggistica finisca proprio nel rullino anche se il mio amico l’ha scaricata da internet.

Peraltro foto dove non e’ raffigurato Awelima, e che quindi possono  arrivare da chissà dove e chissà chi. Magari inviate da qualcuno in NIgeria che ha assistito a qualcosa o che voleva testimoniargli qualche violenza avvenuta.

Insomma foto che non hanno alcun valore probatorio apparente ( e che per di più foto che dall’inizio di questa storia  sul web pubblicano decine di italiani intenti a dimostrare che carogne siano i Nigeriani ).

 

Tanto l’intercettazione, quanto le foto, dimostrano solo come Awelima e Desmond arrivino da un Paese dove accadono cose terribili. E aver sottolineato la loro esistenza ( tra le tante cose molto più rilevanti emerse anche dall’inchiesta sullo spaccio, come il fatto che la dose a Pamela l’avrebbe data Oseghale e non Desmond, o il grosso volume d’affari nello spaccio che Oseghale avrebbe gestito e che rappresenta una valida spiegazione al perché lui potesse voler far sparire il corpo di una persona morta magari di overdose a casa sua   ) mi lascia molto perplesso al momento. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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