ANTONIO LOGLI, LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA D’APPELLO: QUANDO LOGLI SI E’ TRADITO.

Prima di leggere l’articolo, se ancora non l’avete fatto, vi prego di leggere il seguente post che spiega come e’ stata strutturata nell’insieme, l’analisi della sentenza:

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Grande impegno aveva messo la difesa di Antonio Logli per cercare di depotenziare il valore di due episodi ritenuti incriminanti dalla Procura, ovvero un’orario sfuggito a Logli durante un’intervista, ma soprattutto il famoso sopralluogo notturno per verificare la visibilità in via Dini alla notizia dell’esistenza di un testimone, ecco le conclusioni dei giudici:

 

 

I cosiddetti  indizi  primari: 

La difesa  ha contestato anche   l’interpretazione  dei   cosiddetti indizi  primari  consistenti:

a) nell’esperimento giudiziale  eseguito dal  Logli  accompagnando  il  25  gennaio 2013 in macchina R. M.”

b) nel  contenuto dello stralcio dell’intervista televisiva   alla  trasmissione (..) acquisite in udienza preliminare il  18/11/2016

Le confutazioni  difensive  non appaiono centrate.

Quanto al punto a ) In particolare   dalla visione della  cassetta della trasmissione (…) trasmessa   il  23  gennaio  2013  ( visionata direttamente dalla  Corte e presente in  atti), si   coglie   l’inesattezza   delle   osservazioni   difensive:   è   ben   vero   che    nel   corso   della trasmissione  si  ventila   l’ipotesi  che  vi sia  più  di un testimone,  ma  nel corso ciel  programma invece    non  si  fa mai  riferimento  alla  presenza  del    Logli  all’interno  della  macchina a fari spenti in  atteggiamento di   attesa.

Conseguentemente    è   pienamente   conservala   la fondamentale  valenza   indiziaria  della   intercettazione   ambientale   ciel   25   gennaio   2013 avvenuta  due  giorni   dopo   il  programma televisivo:  il  Logli  senza   mezzi  termini   e  proprio sulla  medesima  strada  via Gigli.   invita  l’amico   R.  a guardare all’interno  di un’auto  in sosta a luci spente   e di   riferirgli se  riuscisse a vedere  qualcosa dentro:  (…)   “guarda   un po’  questa  macchina,   c’ha  le   luci  spente … Riesci   a  vedere  qualcosa  dentro”  e  alla  risposta  negativa   del  R.    afferma:  “come possono   dire  una  bugia  del  genere”.

In  altri termini  il  Logli  effettua  effettivamente  una verifica di circostanze di fatto, riferibili alla  scena   descritta dal  G.  e dalla  moglie,   che contrariamente  all’assunto  difensivo   non  erano     state  diffuse  affatto  dalla    trasmissione televisiva citata. L’aver  poi   attribuito  a due testimoni la  medesima circostanza  ancora  non nota è vieppiù  significativa,   si tratta  peraltro di   di argomenti    ripresi  dall’imputato   anche nel  corso  della    conversazione  telefonica  n.  53     delle     ore  22.47.   a  commento   della trasmissione.

Insomma   si deve  concludere  che questi  dettagli   erano noti  al Logli  non perché li  avesse appresi  ma necessariamente per  averne  avuto cognizione diretta,

b) L’intervista televisiva rilasciata dal Logli in data 27/4/201 G  acquisita in udienza  preliminare: dalla  visione   integrale  del  filmato   ( in atti  e   direttamente   apprezzata  dalla  Corte),     si evince  chiaramente come  il  Logli  ipotizzando  che  la moglie   avesse  potuto  scavalcare la recinzione della  proprietà,  verso  i  campi,  colloca  il fatto in orario  prossimo alla mezzanotte: “Ora,  però,  c’è da dire che a quell’ora  …..  poteva  già ….  mezzanotte, no … ” Sviando  poi   il discorso rendendosi  conto dell’errore commesso .    Dalla visione  dell ‘intervista emerge molto chiaramente  che  con  il  discorso  in  atto  non  c’entrava   proprio  niente  l’  orario  di  chiusura della  scuola da  ballo  cui  ,   secondo   la  difesa,  sarebbe   stato    rivolto  il  riferimento  orario dell’imputato.   L’argomento   trattato era   tutt’altro   e  la  fluidità     del   filmato e  della conversazione non  consentono   di coltivare   riserve   in ordine  alla genuinità della  ripresa.

Anche  in questo caso  dunque  le  osservazioni  difensive  non  scalfiscono  minimamente   la eccezionale portata indiziaria dell’intervista, dalla  quale  si ricava  come  il Logli,   anzi  che dormire,  avesse    per contro   ben chiara conoscenza,  delle  ragioni,   dell’ora e delle  modalità con le quali  la moglie  si  allontanò  di casa.

Confutate quindi tutte le osservazioni della difesa di Logli i giudici procedono con la ricostruzione del delitto:

—>ANTONIO LOGLI, LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA D’APPELLO: COME SI SVOLSERO I FATTI SECONDO I GIUDICI