L’OMICIDIO RAGUSA NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO: IL COMPORTAMENTO DELL’IMPUTATO ALL’INDOMANI DELLA SCOMPARSA DELLA MOGLIE

Oltre alla ben diversa realtà  familiare artatamente taciuta dall’imputato, vengono  sottolineati  alcuni comportamenti  dubbi   e  insoliti  mantenuti  dall’imputato  all’indomani  della scoperta   dell’assenza della moglie.

Si afferma  difatti che egli  non denunciò  immediatamente la  scomparsa,  ma lo  fece  solo alle  13. 22, e che solo verso  le   ore  10.30  andò  alla  ricerca della moglie.

A tale proposito  vengono  citate le dichiarazioni  rese da un amico dell’imputato, tale M. F. sentito  a sommarie informazioni  testimoniali  in  data  17  gennaio  2012.  Da queste  si evince che  il teste  fu raggiunto tra  le  ore 8.30 alle 9.00  da  una telefonata  dell’imputato  il  quale  gli chiedeva  se avesse  visto la  moglie  della  quale  aveva   costatato  la  scomparsa la  mattina al risveglio.  Recatosi (alle  ore  10.30  come  emerge  dalle  sommarie informazioni  del  22  aprile  2013)  presso  la casa dell ‘imputato,  il  M.  sapendo  che  la  donna  si era allontanata  in  pigiama,  propose  di  fare  un giro  in  macchina  transitando  dai  due  cimiteri  ove  erano  seppelliti  i   genitori  della  Ragusa.  Saliti sulla  Ford di proprietà dell’imputato  e giunti al cimitero  di Pisa,  si constatò  tuttavia che il motore dell’auto  non si avviava, nonostante l’imputalo  provasse  a caricare  il  circuito  di alimentazione  del gasolio con l’apposita pompa  del  vano motore.  A quel punto  veniva chiamato  il padre  dell’imputato che giungeva  dopo  circa  I 5-  20 minuti  e li riaccompagnava  a casa  ove  vi erano  già altre persone interessate  alla  ricerca.  Nel  corso delle  sommarie  informazioni  ciel  22 aprile  2013  il  M. precisa che prima  di  arrivare al  cimitero  di  Pisa proveniente  da quello  cli  Orzignano,  il  Logli  gli chiese  cli cercare  nel  cellulare,  che  poi  gli  disse essere  quello  di  Roberta,   il  nome  della  S. ,  quindi  egli chiamò personalmente quest’ultima  riferendogli  della  scomparsa  della  moglie.  Riferiva  il  M.  che per  la  fugacità  della   conversazione  egli  ebbe   la  sensazione  che  la  C.   fosse  già   edotta dell’accaduto.  Nel  corso  del  tragitto  prima  di arrivare  al cimitero  di Pisa,  il  Logli  rappresentò  che sarebbero  arrivate   presso  la sua abitazione  le  unità  cinofile.  Precisava  il  teste  che prima  di partire l’imputato  si era  cambiato le  scarpe  e aveva  prelevato  da casa  un giubbotto  di colore  marrone  tipo piumino   deponendolo,  senza indossarlo,  sul  sedile   posteriore  dell’auto  e  quindi  lasciandolo nel bagagliaio  posteriore  dell’auto  quando  quest’ultima  fu abbandonata  a causa  del  guasto.   Atale proposito  affermava  che  la  problematica  al  motore  dell’auto,  a  dire  dell’imputato  si  verificava frequentemente  e che  egli  stesso, guardando  il  vano  motore, notava  che  il  contenitore  del  filtro  del gasolio  era avvolto in  una pellicola  trasparente  del tipo  da cucina.

 Giunti  a casa  alle  ore  11.30,  ove si trovavano già  i  Carabinieri,  l’ imputato  chiese loro di verificare sul telefono  di Roberta  l’ora di impostazione della  sveglia,  fissata  alle  ore 6.45.

Successivamente su indicazione di un conduttore cinofilo  veniva  fatto  annusare a uno dei  cani  un reggiseno della  vittima  e il  cane  si avviava nei campi retrostanti  la proprietà Logli fin sopra  la ferrovia e da qui,  lungo  la stessa, fino a via Gigli  nel tratto compreso  fra il  passaggio  a livello e la via Ulisse  Dini.  Dalla via Gigli percorrendo i  campi  tra la  via Dini   e la  ferrovia tornavano  nella proprietà  Logli.  A queste  ricerche  non avevano  partecipato né imputato né il padre,  i  quali, secondo  il sindaco  cli San Giuliano  Terme e tale F. C. , responsabile della protezione  civile  della  zona,  non  erano  apparsi  neppure  propensi a divulgare notizie o fotografie relative alla donna scomparsa, fatto che aveva  loro  destato  stupore.

Altra  condotta   ritenuta  significativa  veniva  descritta   dalla  teste  L. M.  nel  verbale sommarie   informazioni  del   16  gennaio   2012.  La  donna,   già    collaboratrice  domestica  in  casa dell’imputato,  asseriva che  il  giorno   15  gennaio,   successivo  alla  scomparsa,   si  era  recata  a casa Logli apprendendo dalla  madre  dell’imputato  che  quest’ultimo  il  giorno della scomparsa  sarebbe stato  svegliato   da una   sveglia che suonava   intorno   alle   8.00,  e che  tutti   ipotizzavano  che l’allontanamento   della  donna   potesse   essere   riconducibile  all’incidente   domestico   occorso  il precedente  martedì.

 Il pomeriggio del  giorno  16  gennaio  la teste  ritornava  a casa Logli  verso  le  ore 16.35 e nello  stendere dei  panni  fuori dalla  finestra,  percepito  rumore  cli  abrasione  sul pavimento ciel  cortile   sottostante,  affacciatasi  aveva   notato  l’imputato  che,  inginocchiato  per  terra,  stava grattando  con  insistenza il pavimento con un oggetto  metallico  avendo  al fianco una busta cli nylon riempita fino  a  metà  con  qualcosa   che  le parvero   dei  panni  bagnati;   l’operazione  durò  circa  15 secondi  e poco  dopo  l’imputato  prendeva  la pompa  dell’acqua della fontana vicino al cancello  e con una scopa  puliva   la  parte di pavimento  precedentemente raschiata.  

Alla  sua domanda  rispose  che stava pulendo   le fughe del   pavimento.   Perplessa per  quanto  stava  accadendo   e   ritenendo che  si trattasse di  un  elemento  indiziario  forte,   la teste   chiamò  il  marito  E.  D.  al quale  riferì immediatamente ciò  che aveva  visto, affermando “che  era stato  lui”,   come   confermato dal  B. a sommarie   informazioni   testimoniali   ciel   4/12/2013.   Precisava  la   L.   che   già   quella   sera l’imputato  si era dimostralo restio  a credere  a un possibile ritorno  della moglie   e  scettico  sul fatto che le sue  prestazioni lavorative potessero  essere  saldate  da Roberta  e aveva   declinalo l’invito del padre  a  recarsi  presso  la  stazione  ferroviaria  ove  vi  era stata una  segnalazione circa la  possibile presenza della  moglie.

Si rilevano  poi   comportamenti   anomali  che  vengono   ritenuti dimostrativi, oltre che  del  distacco dell’imputato,  ciel  suo    convincimento   circa   la  impossibilità  ciel   ritorno  della  moglie:   egli  aveva delegato   le   ricerche  alla   sola   polizia  giudiziaria,  e  aveva     inoltre  adottato   l’accorgimento, attraverso  l’asserito  guasto all’auto,   di sottrarre  sia il veicolo  che il giubbotto prelevato dalla casa e mai   più ritrovato,   all’immediato controllo da parte   dalle forze dell’ordine. Egualmente sospetta l’operazione  di  accurata   pulizia  del  vialetto  d’ingresso  carrabile,  zona  dove  la  notte  prima come sarebbe  emerso   dalle  stesse  dichiarazioni  della  teste  L.,  rese  il   successivo   18  marzo  2013, aveva  inusualmente parcheggialo   la propria  autovettura.                                                                                          I

Era ancora  emerso  che proprio  il  14 gennaio  2012  tra le 07,.31   e le ore  07.50 l’imputato,  benché quel giorno in ferie,  si recò  presso la sede  della  ditta Geste, dove  lavorava, presenza notata dai colleghi A. I.  e A. C. , orario   riscontrato  dalle timbrature  dell’ingresso  dei due testi; tale  accesso  fu  effettuato  prima  ancora  di dare  notizia  della  scomparsa della  moglie,  senza  alcun apparente   motivo  mai  spiegato  dal  Logli.  Né  tale  accesso era   ricollegabile  alla  richiesta,  solo successiva,   di  concessione  di un’ aspettativa “il  più lunga possibile” avanzata come  risulta dalle intercettazioni   telefoniche   ( conversazione  del    17   gennaio   2012,)   dopo   soli   tre   giorni   dalla scomparsa   della moglie.   Quest’ultima  iniziativa  viene  considerata   dal  primo  giudice    incongrua rispetto    all’ipotesi    dell ‘allontanamento  temporaneo   della   moglie,    e   spiegabile    solo  con la consapevolezza dell’imputato  che la stessa  non sarebbe  mai più tornata;  si rileva difatti  in   sentenza che neppure  alla  S.  ( confrontare  sommarie informazioni   17  maggio  2012)   I’ imputalo  spiegò  le ragioni  per le quali  chiese  l’aspettativa anziché  le  ferie.

Ulteriori  elementi  emergevano  dalle  sommarie   informazioni  testimoniali   assunte  dalla  P.G.,   in particolare i  graffi sul volto dell’imputato.

La L. ,  nel  corso ciel  verbale  di sommarie informazioni  testimoniale  reso  in  data 27 novembre 2013,  affermava  cli  aver  notato  la  mattina   del  15  gennaio  2012  un  graffio  sopra  il  sopracciglio sinistro sulla fronte dell’imputato, notato  anche dal marito, (deposizione  B. del 4 dicembre 2013) B.D.  rispetto al quale  il  Logli  riferì di aver sbattuto  su uno spigolo  o su un angolo.  M.F.  (verbale   17  gennaio  2012)  riferiva  di aver  appreso  dal  collega  F. C.  che,  alla data  del  14  gennaio  2012  verso  le ore  10.40,  il Logli presentava un graffio sulla  fronte  tanto che l’amico  gli  aveva   esternato il  dubbio   che    la  donna   potesse  essere   stata  uccisa  dal  marito.   Il comandante   dei  vigili  urbani  di  San  Giuliano,  G.  A.,  recatasi  a  casa  Logli  per  le indagini,  annotò  essa  pure   la  presenza  di questi  graffi    nella  relazione  di servizio.  La presenza  di tali lesioni  sul volto dell’imputato  nella  mattinala del  14  gennaio  2012  furono  notate  eia  più  persone, graffì  che  nessuno  aveva  notalo  il  giorno  precedente  alla scomparsa,  neppure   la  C.S.  (sommarie  informazioni  del  27  maggio  2013).

 In  merito  all’origine  di  tali  graffì   il   Logli diede  delle  versioni  contrastanti.  Alla  L. disse  d’aver sbattuto  contro  uno spigolo,  ai Carabinieri di  San  Giuliano   Terme   disse  cli  essersi   graffiato  con i rami  di  una  pianta   d’ulivo  (sommarie informazioni testimoniale Logli del  14  febbraio 2012).

Ulteriori   anomali    comportamenti   dell’imputato   registrati  in prossimità  della   scomparsa   della moglie,  si desumono dalle deposizioni rese dalla  teste L.  in data  18 marzo 2013. Quest’ultima riferiva  che  la  sera  del  13  gennaio   2012,  di  ritorno  con  il  marito  e  la  figlia   da  uno  spettacolo circense   conclusosi alle ore 00, 1 0   del  14  gennaio.  tornando  a casa   e percorrendo la via Ulisse Dini, all’altezza  dell’abitazione  dei  Logli  ebbe  modo  di notare  che  l’autovettura  Ford Escort di Antonio era  parcheggiata  all’interno  della  proprietà  “più   precisamente  dal  lato  in  cui  vi  si  accede   dal cancello   che  si  trova   di  fronte  alla  porta  d’ingresso  della   sua   abitazione”;     la  macchina  era posteggiata con  la parte  anteriore  rivolta verso  il  cancello   e quella  posteriore a poca  distanza dal portone  d’ingresso  dell’abitazione.  Il transito secondo  la teste sarebbe  avvenuto  verosimilmente  fra le ore 0,30 e le ore 0,40 del  14 gennaio,  dato comunque riferito come  incerto. Avendo  frequentato la famiglia  Logli  anche   quale  collaboratrice  domestica,  la  teste    affermava  che  da  circa  7-8  anni l’imputato non  parcheggiava più la macchina in quella  posizione anche  perché  il cancello  non  era automatico  ma  si  apriva  solo con  le chiavi.   Anche   il  marito  della   L.,  B.  (sommarie informazioni  testimoniale del 4 dicembre  2013) confermava  le  dichiarazioni della  moglie  riferendo di  aver  ritardato   a riportare il  fatto  non  avendovi  sul momento   dato  peso.  L’uomo   che ricordava come    la  moglie   quella   sera  avesse   commentato  la  stranezza  del  posteggio  del  veicolo  poiché Antonio  era  solito  parcheggiare  sul  piazzale  dell’autoscuola  e non  sul davanti,   collocava  l’orario del transito  tra le ore 0,40 o 0,45.

Ulteriori clementi  contrastanti   con   le asserzioni    dell’imputato  venivano   desunti  dall’analisi  del traffico  telefonico  nella  notte  fra  il  13  e  14  gennaio  2012.  I due  amanti  avevano  dei  cellulari e e dedicati” per le loro conversazioni, e quella  notte intercorsero tra  loro tre  conversazioni: la prima, preceduta  da una  chiamata senza  risposta della  C.,  ebbe  inizio alle  23,08  e cessò  dopo  45 minuti alle ore 23.53; la seconda  ebbe  inizio alle ore 23,56 e si protrasse  per oltre 20 minuti  ossia  fino alle ore 0,16 del  14 gennaio  2012; la  terza  e ultima  della  breve  durata  di appena  28 secondi  iniziò  alle  ore 00, I 7.

Rileva   il  giudice  che dalle indagini  tecniche sui tabulati delle  celle agganciate si  ricavava   la certezza  che i   due  amanti almeno  fino   alla   mezzanotte   e 1 8  minuti  si  trovassero  ciascuno  nella  propria  abitazione,  dati temporali  di  fondamentale  importanza per la  ricostruzione  dell’orario  della scomparsa  cli  Roberta.

Egualmente  significative  le conversazioni  fra i  due la mattina del  14  gennaio.  La C.  affermò che  intorno  alle   7.  30  del   14  gennaio   l’imputato  l’aveva  chiamata   sul  cellulare  riservato   per annunciarle   che  la  moglie  non  era  in  casa  e  per  chiederle  di  spegnere  il  telefono  e usare  l’altro cellulare  nel  tentativo   cli  nascondere   l’esistenza  di  utenze  segrete.  Difatti  come  riferito dal  teste M. ,  l’imputato  annunciò   ufficialmente  a  S.  la scomparsa   di  Roberta   intorno  alle  11.00  nel modo  riferito   da  quest’ultimo,  che  lo  ritenne    subito  sospetto  per  la  brevità  e  fugacità  della comunicazione.  In  seguito  il  Logli  già  dalla  sera  del  15  gennaio  alle 22.00  intimò  all’amante  di buttare  i   cellulari (sommarie   informazioni testimoniale C.  S.  del  16 gennaio  2012)  e di cancellare   anche   i   messaggi   di  posta   elettronica,  (come  del  resto  ammesso   dall’imputato  il  24 febbraio  2012) e tutto ciò prima ancora  di sapere che la scomparsa  della moglie  era definitiva.

Pertanto   secondo  il giudice  di primo  grado,  l’imputato  ha fornito una  serie di  informazioni  non veritiere  rispetto  a  ciò   che   era  stato  invece  accertato   in  corso   di  indagine,   su  elementi   cli fondamentale importanza circa le ragioni  della scomparsa della moglie.

 

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