L’OMICIDIO RAGUSA NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO: LA CADUTA DI ROBERTA

 

Uno   spazio   autonomo    viene   riservato    nell’ambito   della   motivazione   della   sentenza   alla ricostruzione  dcli’ avvenimento  posto dalL’ imputalo  alla  base dello stato confusionale  che avrebbe determinato  l’allontanamento  volontario  della  moglie,  cioè  l’incidente  domestico  del  10  gennaio 2012.

Su  tale  evento  la  stessa  Ragusa  fece  delle  confidenze  a C. M. (sommarie  informazioni testimoniali  19  agosto  2012-  26 aprile 2013),  F. L. (sommarie  informazioni  testimoniali  7 marzo 2012),  P.  B.  (sit  15  gennaio  2012),  O. N.  (15  gennaio  2012)   e C.  S.  (si!  16  gennaio  2012  allegato   l ,   24  febbraio  2012-  8   marzo  2012):  si  tratta  di elementi  dimostrativi  dei  dubbi  nutriti  dalla  donna  circa  la  occasionalità  dell’incidente.  La teste P,  ha affermato  che  subito  dopo  la  descrizione  dell’episodio  la  Ragusa  avrebbe  detto  ” ha provato ad ammazzarmi ”  correggendo  poi  in  modo sarcastico  “mi ha quasi ammazzalo …  Ma non l’ha mica fatto  apposta”  .    La dottoressa  O. N. riferiva  di aver ricevuto   dalla vittima la  descrizione  della  dinamica  dell’incidente,   che sarebbe avvenuto  allorché  il  marito, posto  sugli scalini superiori  della scala che conduceva  in  soffitta, l’aveva sollecitata a prendere lo scatolone che gli stava per cadere,  la  Ragusa quindi andando  incontro al marito  saliva due o tre scalini della scala e  agganciava  lo  scatolone  che, a causa  del  peso.  la  faceva  cadere all’indietro,  e infine  le  cadeva addosso anche  lo  stesso  Logli. La donna si era detta fortunata  per non aver sbattuto  violentemente  il capo e per aver  riportato  solo  lividi  e contusioni  al gomito, al palmo della mano,   una contusione alla regione cervicale  e alla spalla oltre  ad una contusione  al  capo. In quell’occasione la Ragusa si dimostrò  particolarmente  alterata ventilando  una certa volontarietà  della condotta  del marito anche se non aveva apertamente  affermato che glielo avesse fatto cli  proposito.

Alla pagina  del  10  gennaio  del 2012 del diario della vittima in ordine all’episodio “tragedia  della caduta  dalla   scala”  – sequestrata   in   data  7   febbraio   2012 –   si   percepisce   come  ormai   la   donna nell’ambito  del rapporto  teso e conflittuale,  valutasse  negativamente   ogni   gesto   del   marito considerandolo  soggetto  ostile,  pensando   che  in  questa  circostanza   avesse  tentato   di  ucciderla. Secondo il primo giudice l’imputato  reggeva  il doppio  menage su un castello di menzogne.

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