L’OMICIDIO RAGUSA NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO: LA TESTIMONIANZA DI C.F.

A  diverse  conclusioni   perveniva   il  primo  giudice  in  ordine alla  attendibilità del  teste   C. F.:  quest’ultimo  ammise  di aver  mentito allorché raccontò a un gruppo di amici  di avere  visto la  Ragusa  la  sera   della  sua  sparizione  uscire  di casa  e  salire  frettolosamente  su  una    macchina guidata  da un  uomo. 

Nel  corso della  prima  audizione egli  sostenne che,  mentre transitava  per  via Ulisse  Dini,  vide  fra  le  ore  00,15 e le   ore  00,30  dal  cancelletto uscire  una  donna che  salì  su  un’auto ferma  col  motore acceso  al cui  posto  di guida  si trovava  un uomo.  Poiché  dopo  la  diffusione  della notizia  della scomparsa della Ragusa  associò questa persona alla vittima, si era  deciso   a inviare un esposto  anonimo  ai  Carabinieri  di  San  Giuliano  Terme.   Nella seconda  deposizione dell’8  ottobre 2013  affermò  che  l’auto  era  un  fuoristrada vecchio e  molto   spartano che  poteva   corrispondere  a quello  dal quale,  secondo  una  segnalazione di avvistamento, sarebbe stata  vista  scendere  la  Ragusa per  entrare in un  bar  di  Porta  a   Lucca  per  acquistare una  bottiglia d’acqua. Riascoltato in data 28 gennaio  2014  su sua  richiesta,  il  teste  asserì  di essersi   ricordato  di  altri  particolari,  e cioè  che quella notte  transitando della  via  Ulisse Dini  all’incrocio con  via  Gigli udì  l’urlo prolungato di una  donna lanciato  a suo  avviso nel  corso  di  una  lite  ma  non  per  richiamare  l’attenzione.

Rileva   il  giudice la totale  inattendibilità  del  leste:   anzitutto  essendo  egli  pure  abitante  a  pochi   passi  dalla  casa  della vittima,  era  ben  strano che   non  avesse  posto   subilo in  correlazione   le  due  cose,  essendo   peraltro in  servizio  presso   il  corpo   dei  vigili  ciel  fuoco  di  Pisa  che  aveva  coadiuvato  l’arma  dei  Carabinieri nelle  ricerche;  non  si comprende  poi perché  avesse  presentato un  esposto anonimo nonostante  la  sua  funzione    istituzionale:   inoltre   egli   a  differenza   di   altri   dichiaranti   non   ha  mai   offerto  alcuna possibilità  di  riscontro  delle  sue  dichiarazioni  omettendo  di  rivelare  dove  fosse  stato  e  con  chi avesse  trascorso  la  serata.   

D’altra  parte  la  tesi  della  donna   fuggita  con  un  altro  uomo  non  reggeva alla  verifica degli  accadimenti dotati  di valore probatorio che  erano  stati  accertati  in  relazione  alla parte  offesa.  Non   vi  era   nessuna  traccia  di  altre   relazioni  nella   vita  della  Ragusa,    né  alcuna razionalità nella circostanza,  pur ipotetica,   che  costei,   avendo   progettato con  un  presunto amante l’allontanamento  di  casa,  lo  avesse  fatto  in pigiama e senza  portare con  se né documenti  né soldi  né altri  oggetti  necessari.

 

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