DESIREE: UNA MORTE E TANTE DOMANDE

E’ morta una ragazza di 16 anni.

E’ morta, dicono le prime indiscrezioni, in modo terribile. Vittima, questa quasi pare una certezza, di una violenza sessuale.

Pare confermarlo l’autopsia.  E anche una prima importante testimonianza, di un cittadino senegalese che avrebbe assistito alla fase successiva alla violenza e alla morte. Forse alla scoperta del decesso da parte di una seconda ragazza che parlava romano.  Sarebbe stata anche lei a gridare che era stata stuprata.

Da tre uomini, forse quattro.

E le certezze, se di certezze si tratta, per ora si fermano qui, a questi pochi dati. Complice purtroppo una leggerezza da parte dei poliziotti che ne hanno ritrovato il cadavere tra giovedì e venerdì scorsi, dopo una misteriosa chiamata anonima, di una donna. Non e’ chiaro se si tratti della stessa ragazza vista dal senegalese ( non si esclude peraltro sia una cugina della vittima ) o di una persona diversa, forse – questa storia per ora è piena di forse – una seconda giovane presente in quel luogo.

Già, quel luogo, un edificio abbandonato nel cuore del quartiere universitario di San Lorenzo a Roma.  Un buco nero divenuto terra di spaccio. Uno spazio, come tanti altri, al di fuori della legge.

E qui iniziano le domande.

Domande che dobbiamo sempre porci in questi casi. Nelle storie terribili di ragazzine che perdono la vita là dove non avrebbero mai dovuto essere. Desiree in quell’edificio, come Pamela a casa di Innocent Oseghale.

E’ forte il richiamo alla storia di Pamela Mastropietro, per tanti terribili richiami. Ma proprio quella storia spero abbia insegnato a tutti che occorre tempo per accertare la verità, che nel caso di Pamela, ancora non è stata sancita definitivamente. Eppure anche dopo la sua terribile morte si parlò di stupro di gruppo, di violenze rituali, di mafia nigeriana. Tutte storie poi smentite dall’inchiesta.

Ci confrontammo con una narrazione della personalità e delle debolezze di Pamela, anch’essa poi in buona parte smentita dai risultati delle indagini.

Quello che si scoprì e che Pamela era andata di sua spontanea volontà a casa del pusher che doveva fornirgli la droga.  Eroina assunta poi dalla ragazza con un’iniezione che ci avevano raccontato lei si sarebbe mai fatta, e che invece si fece. Così come per ora non è provato con certezza che ci sia stato stupro in quell’appartamento, perché non vi sarebbero tracce di violenza.

Dopo tutto questo tempo Oseghale, e solo lui perché i suoi presunti complici del branco non erano in quella casa, dovrà rispondere di averla accoltellata e poi sezionata. Un delitto terribile. Ricordando che lui continua a sostenere che lei sia stata male per un’overdose, e che solo il processo ci dirà definitivamente se quei tagli con arma da punta sono davvero coltellate inferte dal pusher alla ragazza.

Ho richiamato il caso di Pamela perché quello che sembrò essere accaduto nei primi giorni, non venne poi confermato in toto dalle indagini. E tante cose dette e scritte si dimostrarono sbagliate, e a volte letteralmente false.

E tante furono le speculazioni.

Senza dimenticare il criminale gesto di Traini.

Ora occorre capire cosa sia accaduto a Desiree. E iniziare farsi delle domande. A partire da quella principale: cosa ci faceva quella ragazza di sedici anni in quel terribile posto?

La risposta purtroppo appare semplice. Era lì per comprare della droga. Questa deve essere per forza la prima ipotesi. Le voci che dicono che fosse entrata per recuperare un tablet rubato sono da verificare certo, ma perché andare lì a recuperarlo e di notte?

L’ipotesi dell’acquisto di droga, come prima ipotesi ripeto, appare più credibile. E più compatibile con le bugie raccontate alla madre ( alla nonna? non e’ chiaro…) per poter rimanere fuori tutta la notte.

Desiree non faceva uso di stupefacenti, sembra abbia dichiarato la famiglia. Frasi già sentite. Potrebbe  essere vero, magari ha accompagnato qualcuno. Ma anche di Pamela si diceva lo stesso. Di certo Desiree ha commesso un errore, lei e chi era con lei, nel caso davvero non fosse sola.

Cosa è accaduto poi in quello stabile?

Sembra che l’autopsia non abbia rintracciato tracce di aghi ( attenzione anche nel caso di Pamela sembrava fosse così ) , ma sarà l’esame tossicologico a dire se la ragazza ha preso qualcosa quella sera. Se fosse usa ad utilizzare stupefacenti.

Alcuni organi di stampa hanno scritto – ma ripeto, consideriamo queste prime notizie ancora di relativa affidabilità – che Deisree fosse stata in cura, avesse fatto ricorso a psicofarmaci, non è chiaro se in passato o ancora oggi. Desiree come Pamela, nel caso. Fragilità adolescenziali.

Fragilità che l’hanno spinta in quel luogo buio dove e’ morta?

Un luogo, questa ripeto non può che essere la prima traccia da seguire, dove si entra solo alla ricerca di droga, e indicativamente non di droghe leggere o di qualche pasticca,  reperibili con facilità sulle piazze romane.

C’è stato uno stupro, e forse una ragazza ha assistito a tutto. 

Cosa è accaduto?  Qualcuno ha dato a Desiree una droga che l’ha resa facile preda di un branco? E’ certamente uno scenario possibile. E se anche Desiree avesse consumato della droga di propria volontà lì, in quel luogo, nel letto in cui dicono di averla trovata, un suo eventuale stato di incoscienza avrebbe provocato una minorata difesa, difronte alla violenza di più uomini.

Desiree e’ comunque e a prescindere una vittima. Dobbiamo solo capire di cosa. 

Anche le cause della morte non sono chiare. Si parla di soffocamento. Ma occorre sempre attendere il tossicologico, per capire se possa essersi trattato di un malore diverso.

Ne sapremo di più nelle prossime ore.

L’unica cosa certa è che una ragazza di 16 anni è morta in quel buco nero dove non sarebbe dovuta entrare.