VALENTINA PITZALIS: QUANDO CROLLA IL CASTELLO DI BUGIE

IL MOMENTO TANTO ATTESO E’ ARRIVATO: LA PROCURA DI CAGLIARI HA CHIUSO LE SUE INDAGINI E  HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE PER TUTTE LE ACCUSE CONTRO VALENTINA PITZALIS.

NESSUN OMICIDIO

NESSUN INCENDIO DOLOSO

NESSUNA VOLONTA’ DI UCCIDERE MANUEL PIREDDA.

NESSUN CRANIO ROTTO

NESSUN PROIETTILE

NESSUN COMPLICE

NIENTE DI NIENTE.

E’ un passo importante verso la fine di questa triste vicenda, che vede Valentina Pitzalis da anni al centro di una fitta rete di accuse infamanti sul web, sui giornali e persino di un fascicolo d’inchiesta aperto dopo che la madre del vero colpevole di questa storia – Manuel Piredda – aveva presentato un esposto denuncia carico di elementi discutibili e discussi, supportati da consulenze tecniche discutibili e discusse.

Fino alle ultime testimoninaze depositate dal pool della famiglia Piredda lo scorso dicembre per dare supporto a una tesi accusatoria che si stava sgretolando, testimonianze smentite dalle verifiche della Procura, testimonianze con le quali si e’ cercato persino di coinvolgere la sorella di Valentina nell’omicidio stesso in qualità di complice.

VALENTINA PITZALIS E’ DOVUTA PASSARE ANCHE ATTRAVERSO TUTTO QUESTO. E LO HA FATTO A TESTA ALTA IN QUESTI ANNI, CERTA DI AVER SEMPRE RACCONTATO LA VERITA’.

LA STESSA VERITA’ CHE ERA GIA’ STATA ACCERTATA DALLA PRIMA INDAGINE SUI FATTI DI BACU ABIS. CON UNA PRIMA ARCHIVIAZIONE PER MORTE DEL REO CHE AVEVA GIA’ TRATTO LE SUE CONCLUSIONI: A CERCARE DI ASSASSINARE VALENTINA PITZALIS LA NOTTE TRA IL 17 E IL 18 APRILE 2011 ERA STATO IL MARITO MANUEL, UN UOMO DISTURBATO, VITTIMA DELLA SUA DIPENDENZA DAI FARMACI, OSSESSIONATO DAL CONTROLLO E DALLA GELOSIA.

UN UOMO CHE HA ORGANIZZATO UN AGGUATO QUELLA SERA, ATTIRANDOLA CON L’INGANNO IN QUELLA CASA PER UCCIDERLA, PER DARLE FUOCO. COME BEN EVIDENZIATO ANCHE NELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE  DEL PROCURATORE GANASSI.

Valentina Pitzalis e’ sopravvissuta a stento a quell’inferno, alle sue sue ferite fisiche e psicologiche, si e’ rialzata e ha cercato di trovare una strada per tornare a vivere. Ha scritto un libro raccontando la sua storia, la sua tragedia e i suoi errori. E’ andata in giro per le scuole a insegnare ai giovani che l’amore e’ una cosa diversa. Che non e’ fatto di violenza, gelosia, controllo e nemmeno di sottomissione.

Ma tutto questo non andava bene. Tutto questo era troppo per la famiglia dell’uomo che le aveva dato fuoco.

NON POTEVA ESSERE CHE VALENTINA RACCONTASSE QUANTO ACCADUTO, RACCONTASSE  – SIA PUR IN MODO FIN TROPPO BLANDO – CHI FOSSE MANUEL E COSA LE AVESSE FATO.

NON ERA CONCEPIBILE CHE LEI FOSSE SOPRAVVISSUTA A QUELL’ORRORE.

Cosi’ e’ iniziata la persecuzione, gia’ sancita da un giudice e oggetto oggi di un nuovo processo a carico di Roberta Mamusa.

Cosi’ e’ stata fondata una pagina Facebook con lo scopo di continuare  a sollevare accuse, dubbi, insinuazioni. Cosi’ per anni Valentina e’ stata attaccata ad ogni sua iniziativa pubblica, ad ogni sua intervista.

ACCUSATA DI ESSERE UNA BUGIARDA E UN’ASSASSINA.

Una campagna persecutoria che ha investito lei e chiunque si schierasse al suo fianco. Una campagna che ha trovato persino sponda nella compiacenza di siti web, giornali, radio… che hanno ripreso e supportato la campagna della signora Mamusa, nonostante prove ed evidenze giudiziarie avrebbero quantomeno consigliato maggiore cautela.

AVREBBERO CONSIGLIATO IL RISPETTO DI UNA VITTIMA, PRIMA DI TUTTO.

Alla fine e’ arrivata anche l’inchiesta della Procura di Cagliari. Un atto obbligato, dovuto. E con l’indagine anche una perizia tecnica sul corpo di Manuel e sulle cause della sua morte.

E l’indagine e’ diventato il nuovo strumento per perseguitare Valentina. Per raccontare per mesi, anni, che le prove stavano confermando le accuse contro di lei, quando invece le accuse contro di lei venivano progressivamente smantellate. Nemmeno il fatto che gli stessi consulenti tecnici della Procura fossero schierati in tal senso, contestando totalmente i risultati della perizia, ha fermato la campagna diffamatoria.

NIENTE HA FERMATO GLI ATTACCHI DELLA FAMIGLIA PIREDDA, GLI ARTICOLI DI CHI LE DAVA VOCE, LA DIFFUSIONE SUL WEB DI OGNI POST O DICHIARAZIONE DELLA SIGNORA MAMUSA DA PARTE DI POSTINI COMPLICI PRONTI A CONDIVIDERE ED EDITARE OGNI MATERIALE SUI PROPRI PROFILI O NEI GRUPPI CHE SEGUONO I CASI DI CRONACA.

E’ stata attaccata Valentina, e lo siamo stati tutti noi che l’abbiamo sempre sostenuta credendo nella sua innocenza. Per tutti ci sono state dichiarazioni ignobili, professionalita’ attaccate, vite passate al setaccio per poter trovare qualsiasi appiglio per screditare ‘il nemico’.

Sono nate pagine web con il solo scopo di condurre quest’opera di denigrazione e distruzione.

Ma ci sara’ tempo per parlare di tutto questo e in modo piu’ approfondito.

OGGI E’ IL GIORNO IN CUI LA PROCURA DI CAGLIARI HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE PER VALENTINA PITZALIS.

MANUEL E’ MORTO PER CAUSA ASFITTICA. NESSUN SEGNO DI VIOLENZA E AGGRESSIONE, SECONDO LA PROCURA. MA LE CONDIZIONI DEL CORPO, DEI REPERTI, E I DATI NON CONSENTONO DI AVERE CERTEZZE SULLE RAGIONI DI QUELL’ ASFISSIA,  SE SIA STATA UN’ANOSSIA DOVUTA ALL’INCENDIO STESSO. SE NON CHE LA STRISCIATA DELLA MANO DI MANUEL SUL MURO CON LA FULIGGINE GIA’ DEPOSITATA, INDICA CHE LUI ERA ANCORA VIVO QUANDO E’ ESPLOSO L’INCENDIO.

NESSUN OMICIDIO PRIMA DI DARE FUOCO AI LOCALI E NESSUNO HA DATO FUOCO AL CORPO DUNQUE, SECONDO LA PROCURA.

MANCANO ELEMENTI PER SOSTENERE CHE LE FERITE DI VALENTINA NON SIANO COMPATIBILI CON IL SUO RACCONTO, SECONDO IL PM, CHE INVECE RITIENE CREDIBILE LE SPIEGAZIONI DEL CONSULENTE DELLA DIFESA CHE HA CHIARITO PERCHE’ QUELLE USTIONI SONO COMPATIBILI CON IL RACCONTO DI VALENTINA.

SAREBBE BELLO SE OGGI FOSSE  IL GIORNO FINALE. CHE DA OGGI VALENTINA POTESSE TORNARE DEFINITIVAMENTE LIBERA DA TUTTO IL FANGO CHE LE E’ STATO GETTATO ADDOSSO.

MA MANCA ANCORA CHE UN GIUDICE SI ESPRIMA SULLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE. POTREBBE AVALLARLA O ANCHE RIGETTARLA, DI CERTO LA FAMIGLIA SI OPPORRA’ PERCHE’ L’ODIO E’ DIFFICILE DA SPEGNERE.

MA OGGI LA GIUSTIZIA, PER L’ENNESIMA VOLTA, SI E’ SCHIERATA A FIANCO DI VALENTINA PITZALIS.

IL SUO E’ STATO UN CAMMINO LUNGO, DOLOROSO E FATICOSO. SPERIAMO A QUESTO PUNTO CHE MANCHI SOLO L’ULTIMO PASSO, QUELLO DI UNA NUOVA, DEFINITIVA SENTENZA DI ARCHIVIAZIONE.

 

 

 

 

 

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