VALENTINA PITZALIS E’ INNOCENTE E LIBERA DI VOLARE. NOVE ANNI DI INFERNO CONTRO UNA VITTIMA.

IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DI CAGLIARI MARIA GABRIELLA MUSCAS OGGI HA ACCOLTO E SOTTOSCRITTO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PER OGNI ACCUSA A CARICO DI VALENTINA PITZALIS, SANCENDO PER L’ENNESIMA VOLTA – E SPERO IN MANIERA DEFINITIVA – CHE LEI E’ INNOCENTE, CHE E’ STATA VITTIMA DI UN TENTATO OMICIDIO.

CHE LE ACCUSE MOSSE NEI SUOI CONFRONTI DA ROBERTA MAMUSA, GIUSEPPE PIREDDA, ELISABETTA SIONIS SONO TOTALMENTE INFONDATE.

MENZOGNE DIFFUSE, AGGIUNGO IO, CON IL VERGOGNOSO SUPPORTO DI TANTI COMPLICI. E USO LA PAROLA COMPLICE PERCHÉ QUANDO SI ACCUSA UNA VITTIMA BRUCIATA VIVA DI ESSERE UN’ASSASSINA SI COMPIE UN REATO IN UN PAESE CIVILE. QUALCOSA DI CUI VERGOGNARSI E DOVER RISPONDERE.

MA L’ITALIA, COME PURTROPPO TUTTI NOI SAPPIAMO, NON SEMPRE E’ UN PAESE CIVILE.

 

 

APRILE 2011

 

SETTEMBRE 2020

CI SONO VOLUTI NOVE ANNI PERCHÉ VALENTINA PITZALIS VENISSE DEFINITIVAMENTE, PER LA SECONDA VOLTA, DICHIARATA INNOCENTE E VITTIMA DI UN TENTATO OMICIDIO.

Un tempo infinito, riempito di dolore e orrore. Prima per mano del suo ex marito, Manuel Piredda, il disgraziato che l’ha attirata con l’inganno in una trappola mortale dandole fuoco. Un tentato omicidio dal quale si è salvata per miracolo . Salva ma devastata, sofferente. Passata prima per l’inferno delle fiamme e dopo per il terribile calvario delle ferite subite.

INVALIDA PER SEMPRE NEL FISICO.  MA NON NEL CUORE E NELL’ ANIMA.

 

 

POI CI SONO STATI GLI ANNI DELLE PERSECUZIONI, DELLE MENZOGNE SUL WEB, DELLE ACCUSE FARNETICANTI DI UNA MADRE ACCECATA DALL’ODIO E DAL DESIDERIO DI VENDICARSI ROVINANDOLE LA VITA.

Ha fatto di tutto Roberta Mamusa per cercare di distruggere Valentina Pitzalis.

Ha diffuso le pagine private di un diario spacciandole per lettere al figlio, prendendo frasi fuori da ogni contesto per far apparire la ragazza che voleva rovinare come una pazza assassina. Per questo è stata sanzionata da un giudice, obbligata a cancellare i suoi post, multata. Ma questo non l’ha fermata.

Ha fondato un gruppo ufficiale su Facebook, la sua setta personale, dove ha ingannato e raccontato le sue bugie ai suoi adepti.

 

 

Ventimila iscritti che senza aver mai letto una riga dei vari documenti processuali si sono scatenati per anni sul web, insultando direttamente Valentina, chiamandola mostro, assassina, bugiarda… andandola ad infangare nei suoi profili, sulle pagine delle iniziative pubbliche che la ospitavano, sui profili di giornalisti o trasmissioni che si occupavano del caso, nei gruppi Facebook che si occupano di cronaca… ovunque. Zelanti carnefici.

 

Anche quelli che si sono nascosti dietro la giustificazione di aver dato voce a una madre che chiedeva giustizia, credendo ciecamente alla maschera indossata dalla Mamusa, sono responsabili della persecuzione. Postini che hanno diffuso nel web le bugie raccontate per anni, senza spendere un secondo della loro vita a inseguire il dubbio, chiedendosi se le cose stessero davvero come le raccontava quella donna.

Tutti complici, senza giustificazione.

Ai miei occhi sono pari ai burocrati, ai funzionari dello stato tedesco durante il nazismo. A quelli che fingevano di non sapere, mentre cancellavano i nomi di migliaia di ebrei. A quelli che dicevano di non conoscere, mentre catalogavano anelli e catenine strappati alle vittime.

Tutti complici, tutti moralmente responsabili. Perché a tutti loro è stata offerta la possibilità di informarsi, proprio qui, su questo blog dove ho pubblicato i documenti ufficiali che la signora Mamusa non ha mai mostrato sulla sua pagina.  Su questo blog di cui tutti conoscevano benissimo l’esistenza, come dimostrano le centinaia di commenti nelle loro pagine, gli insulti, le calunnie, le denigrazioni nei miei confronti.

 

 

La negazione della validità dei documenti ufficiali.

Per cui no, nessuna assoluzione. Sono stati tutti complici di questa immane persecuzione.

E se lo sono stati loro, gli adepti, ancora di più lo sono stati i giornalisti  che in questi anni hanno dato voce alle follie di Roberta Mamusa, senza verificarne la fondatezza nel migliore dei casi, nel peggiore senza capire quanto fossero infondate. Ma molto più probabilmente rincorrendo semplicemente la vendita di qualche copia in più, o qualche click in più sui propri siti.

Poco è importato loro che quelle bugie rese più o meno credibili da i loro articoli su un giornale o su un sito, costituissero l’arma di Roberta Mamusa, il veleno che per 9 anni ha rovinato la vita di una vittima, una ragazza bruciata viva.

 

PAROLE SCRITTE E DIFFUSE DA ROBERTA MAMUSA, LA MADRE DELL’ASSASSINO, DELL’ AGGRESSORE. SCAGLIATE CONTRO LA VITTIMA DI SUO FIGLIO. E RIPRESE E DIVULGATE DAI SUOI FANATICI SOSTENITORI.

 

Anni di campagna d’odio, e di credibilità offerta da alcune sponde mediatiche, e alla fine l’inferno personale di Valentina si è concretizzato in terra, sotto forma di  una querela di Roberta Mamusa e Giuseppe Piredda. Una denuncia per accusare Pitzalis  di essere un’assassina. Di essere stata lei, la vittima, l’assassina del suo aggressore.

E la Procura di Cagliari ha aperto un fascicolo.

Ma sulla base di cosa? Sulla base di false informazioni, testimonianze infondate, consulenze tecniche che poi non hanno retto alla verifica delle indagini. Siamo partiti dai proiettili nel cranio  di Manuel e sulla scena del crimine, per evolverci inseguendo scenari sempre più inverosimili, con i Piredda e i loro consulenti che modificavano le teorie accusatorie a mano a mano che le indagini smentivano le ipotesi precedenti, nell’ostinato tentativo di poter incastrare Valentina Pitzalis, aggiungendo nuove presunte prove ( come l’annaffiatoio sul terrazzo ), nuove presunte armi del delitto ( dai proiettili alle sciarpe ), nuove false testimonianze ( aver visto la sorella di Valentina portare la benzina nel cuore della notte ).

IL NULLA.

Il nulla però reso pubblico con comunicati stampa, post, filmati,commenti. Articoli di giornali o siti web. Una campagna diffamatoria senza precedenti. Il nulla trasformato in pseudo verità da gettare in pasto all’opinione pubblica perché Valentina Pitzalis passasse per una colpevole che era sul punto di essere processata. E sempre divulgato dai solerti complici.

Perchè lei non potesse più uscire di casa, partecipare ai progetti nelle scuole, ai convegni dove veniva invitata, alle pubbliche iniziative. Perchè la sua casa divenisse quella tomba dove Manuel Piredda non era riuscito a spingerla uccidendola.

La ricerca della sua morte civile, in sostituzione del fallimento dell’omicidio fisico.

 

NULLA DI TUTTO CIO’ E’ RIMASTO. ED ERA EVIDENTE FIN DAL PRINCIPIO. TUTTO HA INIZIATO A SGRETOLARSI FIN DALLE PRIME INDAGINI. MA LA PROCURA DI CAGLIARI, IL PROCURATORE GILBERTO GANASSI, HA CONTINUATO PERVICACEMENTE A VOLER INDAGARE, NELLA VANA RICERCA DI UN PROVA DI COLPEVOLEZZA CHE NON HA MAI TROVATO.

E NON L’HA TROVATA PERCHÉ SEMPLICEMENTE NON ESISTEVA.

Tutto si può dire tranne che la Procura non abbia fatto di tutto per ottenere prove della possibile colpevolezza di Valentina Pitzalis. Basterebbe citare i 5 mesi di intercettazioni telefoniche. 5 mesi. Un periodo spropositato, nemmeno si stesse intercettando un clan mafioso mossi dalla necessità di ricostruire tutti gli affiliati e complici. 5 mesi alla ricerca di una parola, di una frase di Valentina Pitzalis o di qualunque membro della sua famiglia, o di chiunque di noi che parlavamo con lei, sperando che trapelasse qualcosa che potesse incriminarla.

E NULLA E’ EMERSO, NULLA. QUELLA PAROLA NON E’ MAI STATA PRONUNCIATA DA VALENTINA, SEMPLICEMENTE PERCHÉ VALENTINA E’ INNOCENTE.

E non solo non è stato trovato nulla di compromettente, di probante la sua colpevolezza. Di quei 5 mesi di intercettazioni negli atti non vi è traccia, nemmeno un rigo, una relazione riassuntiva. Eppure, se quelle intercettazioni non hanno dimostrato la colpevolezza di Valentina, devono al contrario aver mostrato la sua sincerità. Delle due una. Non vi sono altre possibilità. Se io metto Valentina Pitzalis sotto intercettazione per scoprire le sue reazioni alla notizia di una perizia ostile, sperando che dimostri nel panico di sentirsi scoperta, e non trovo quella reazione, vuol dire che ho riscontrato la reazione opposta: ovvero lo sconcerto per quanto sostenuto dai periti che io,  che sono vittima, so essere falso, errato. E quella reazione si chiama prova a discarico, prova cioè dell’innocenza e della sincerità dell’indagata.

Eppure  quelle prove a discarico, quelle intercettazioni non esistono nel fascicolo. Perché non sono agli atti? Non sono citate nelle conclusioni del Procuratore Ganassi.

 

NEMMENO IN UNA PERIZIA SUL CORPO DI  MANUEL PIREDDA DALLE CONCLUSIONI FORTEMENTE CONTESTATE DA PIÙ PARTI, LA PROCURA E’ RIUSCITA A  TROVARE  SOLIDI ELEMENTI PER ACCUSARE VALENTINA.

Non solo per l’ottimo lavoro svolto dai Consulenti Tecnici della difesa della Pitzalis, ma perché un galantuomo – uno dei pochi in questa storia infame – il Professor Tagliaro, consulente scientifico della Procura di Cagliari, si è rifiutato di sottoscrivere ed avallare conclusioni che di scientifico avevano poco di solido ( e’ in sintesi la valutazione di Tagliaro durante l’incidente probatorio ) e si scontravano palesemente con il contesto delle prove raccolte.

Come si sia svolto il dibattimento durante l’incidente probatorio, lo ho raccontato in una inchiesta che parte da questo articolo: —> VALENTINA PITZALIS: LA FENICE CHE NON DEVE RISORGERE

 

E sorvolo, in nome di un atto di fede nella serietà dei noti professionisti che hanno operato, sull’opportunità delle assegnazioni delle analisi tecniche fatte dai due Periti del Giudice … analisi, ricordiamocelo, la cui solidità scientifica è stata oggetto di critiche aspre e durissime.

Ma proviamo a immaginare che fosse stato incaricato delle analisi, l’ex braccio destro e pupillo del Dottor Demontis, il Consulente Tecnico della Pitzalis… Cosa avrebbero detto i Piredda? Cosa avrebbero detto i loro legali? Cosa avrebbe scritto la pedagoga-criminologa Sionis?

 

ANCHE QUANDO IL DIBATTITO SCIENTIFICO E’ FINITO, SGRETOLANDO QUELLA PERIZIA, MOSTRANDO L’INDETERMINAZIONE DELLE PRESUNTE VERITA’ SCIENTIFICHE CONTENUTE, LA PROCURA HA CONTINUATO AD INDAGARE INSEGUENDO NUOVE TESTIMONIANZE PRESENTATE DAI PIREDDA CHE SI SONO DIMOSTRATE, ANCORA UNA VOLTA, FALSE E INCONSISTENTI.

COME FALLACI SI SONO DIMOSTRATI I CONTENUTI DEL TANTO SBANDIERATO LAVORO DELLA PEDAGOGA-CRIMINOLOGA ELISABETTA SIONIS. CENTINAIA DI PAGINE DOVE SI ANALIZZAVA DI TUTTO, DALLA PERSONALITA’ CRIMINALE DI VALENTINA, ALLE MAGLIETTE DA LEI INDOSSATE, AL NOME DEL SUO GATTO . E PERSINO IL MIO LAVORO SU QUESTO BLOG.

PER DIMOSTRARE COSA? NULLA.

E tutto questo mentre la difesa accumulava prove su prove che confermavano le parole di Valentina Pitzalis, dall’analisi del suo cellulare alle testimonianze raccolte dai Carabinieri, fino ai documenti ufficiali come quelli relativi al trasferimento di residenza.

Le presunte prove della famiglia Piredda si sono smaterializzate fin dall’inizio, una dietro l’altra, dimostrandosi fantasiose o palesemente false e infondate. Le prove presentate da Valentina Pitzalis hanno invece confermato sempre la sua versione dei fatti.

E mentre le indagini si evolvevano in questo senso, Roberta Mamusa ha continuato a proclamare pubblicamente che per la Pitzalis non vi era più scampo, che il rinvio a giudizio era certo, che tutto dava ragione alle verità dei Piredda. Esattamente il contrario di quanto effettivamente stava accadendo davanti ai suoi occhi.

 

E in questo contesto la Procura ha continuato fino all’ultimo, per la difesa Pitzalis anche oltre i termini concessi dalla legge, a inseguire ogni singola segnalazione e indicazione presentata dai Piredda, quasi si fossero dimostrati affidabili nel tempo, e non fallaci e per nulla credibili.  Basti come ultimo esempio che, a incidente probatorio chiuso, mentre Valentina Pitzalis attendeva giustamente la richiesta di archiviazione ( o comunque l’eventuale decisione avversa della Procura, dopo tra anni di inchiesta), il pm Ganassi ha deciso di proseguire ulteriormente le indagini ( il 2 dicembre 2019 ) sulla base di segnalazioni arrivate da Elisabetta Sionis, CT della famiglia Piredda, che sotto il profilo procedurale non mi risulta potesse in alcun modo ‘sollecitare’ in tal senso la Procura, non avendone titolo. Segnalazioni rivelatesi poi comunque – e come sempre – infondate.

 

In compenso, in tutto questo lavoro di indagine correndo dietro alle ipotesi dei querelanti, la Procura ha – inspiegabilmente ai miei occhi – ritenuto inutile ascoltare come persona informata dei fatti, oltre che come tecnico di fama internazionale, il medico che ha curato e salvato la vita a Valentina: la dottoressa Maria Alma Posadinu, uno dei maggiori esperti europei in materia di grandi ustioni.

Si è discusso per anni, e per mesi durante l’incidente probatorio, sulla tipologia e sulla natura delle ferite di Valentina, sulle sue ustioni, e la Procura ha ritenuto del tutto inutile interrogare la persona che meglio conosceva quelle ferite, lo stato di salute di Valentina al momento del ricovero, lo stato dei suoi occhi e della sua vista, le sue condizioni psichiche e psicologiche nei mesi seguenti: la dottoressa Posadinu.

Una testimone fondamentale, visto quanto si e’ discusso di queste materie (poteva vedere o no il corpo di Manuel? le ferite sono da fiammata di ritorno?  etc) che i Periti del Giudice hanno ritenuto superfluo ascoltare affidandosi invece agliscarni referti del pronto soccorso e alle cartelle cliniche del ricovero a Sassari… una mancanza che da sola, per mia personale e modesta opinione, è la migliore prova della qualità del lavoro svolto.  Una mancanza cui la Procura non ha mai pensato di porre rimedio, convocandola per interrogarla direttamente, tenendo conto di quanto fossero importanti e centrali per la chiarezza sul caso le sue conoscenze dirette.

In queste indagini si e’ andati dietro a testimoni inaffidabili,  uno dietro l’altro, a  mano a mano che i Piredda depositavano dichiarazioni raccolte che regolarmente si dimostravano false o infondate,  e invece non si e’ ritenuto necessario interrogare una teste, la dottoressa Posadinu, affidabile e autorevole le cui conoscenze erano centrali per la risoluzione di tanti dubbi.

TRE ANNI DI INDAGINI SI SONO BASATE SOLO SU ACCUSE LANCIATE DALLA FAMIGLIA, ACCUSE CHE SI SONO DIMOSTRATE TUTTE – CON LA SOLA ECCEZIONE DELL’ASSENZA DI GUANTI IN PLASTICA SULLE MANI DI MANUEL –  INFONDATE.

TUTTO FALSO.

 

OGGI UN DISPOSITIVO DI UN GIUDICE HA RESO GIUSTIZIA A UNA VITTIMA: VALENTINA PITZALIS E’ INNOCENTE.

 

 

 

 

MA CHI RISPONDERÀ ORA DI TUTTO QUELLO CHE E’ ACCADUTO?

CHI DIRÀ A UNA VITTIMA CHE E’ STATA BRUCIATA VIVA E PERSEGUITATA CHE TUTTO QUESTO POTEVA ESSERLE EVITATO? COME SI GIUSTIFICHERANNO I PROTAGONISTI DI QUESTA SETE DI VENDETTA E RIVALSE GRANDI E PICCOLE CHE LE HANNO ROVINATO LA VITA?

 

RICORDIAMO CHE NEL 2011 VALENTINA ERA GIÀ STATA RICONOSCIUTA COME VITTIMA DELL’AGGRESSIONE, DOPO LA PRIMA INCHIESTA DEL PROCURATORE DE ANGELIS. UN DISPOSITIVO MAI DECADUTO O ANNULLATO. FATTO CHE DI PER SE STESSO RENDE L’ APERTURA DEL FASCICOLO E LE INDAGINI RECENTI UN’ANOMALIA ENORME.

RICORDIAMO CHE LA SIGNORA MAMUSA NEL 2016 ERA GIÀ STATA GIUDICATA RESPONSABILE  DI AVER DIVULGATO IN MODO IMPROPRIO IL CONTENUTO DEL DIARIO DI VALENTINA PITZALIS ( CHE ALLA FINE HA DOVUTO RESTITUIRLE ) E ATTORNO AD ESSO RICOSTRUITO LA STORIA DELL’AGGRESSIONE IN MODO CHE NON ERA ATTINENTE ALLA VERITÀ GIUDIZIARIA, COME AVEVA SCRITTO IL GIUDICE.

RICORDIAMO CHE LA PRIMA DENUNCIA DEI PIREDDA CONTRO LA PITZALIS ERA GIÀ STATA ARCHIVIATA E RESPINTA NEL 2017 DA UN DIVERSO PM PERCHÉ INCONSISTENTE.

RICORDIAMO CHE QUESTA INDAGINE E’ STATA APERTA DALLO STESSO DE ANGELIS – CONTRARIO A INTESTARE UN FASCICOLO CONTRO VALENTINA, CHE RITENEVA LA VITTIMA – DOPO LE INSISTENZE  DEL SUO DIRETTO SUPERIORE, A NOME GILBERTO GANASSI.  LO STESSO GANASSI CHE HA POI PRESO IN MANO LE INDAGINI QUANDO DE ANGELIS E’ STATO ‘FATTO FUORI’ A SEGUITO DI UNA DENUNCIA INCONSISTENTE DEI LEGALI DEI PIREDDA .

RICORDIAMO CHE UNA VOLTA EFFETTUATA LA TAC A MANUEL PIREDDA QUESTA INCHIESTA ANDAVA CHIUSA, PERCHÉ QUELL’ESAME ERA PIÙ CHE SUFFICIENTE A SMENTIRE  LE IPOTESI SOLLEVATE NELLA QUERELA ( RICORDIAMOLO: PROIETTILI, CRANIO FRACASSATO…ETC ) , E INVECE SI E’ ANDATI ALLA RICERCA DELL’IMPOSSIBILE, VISTE LE CONDIZIONI DEL CORPO.  E MALE HANNO FATTO A SOTTOSCRIVERE QUELLA SCELTA I LEGALI DELLA PITZALIS, CERTI DI ESSERE DALLA PARTE DELLA VERITÀ, E – OGGI LO SAPPIAMO – TROPPO FIDUCIOSI NEL LAVORO DI ANALISI CHE SAREBBE STATO EFFETTUATO.

RICORDIAMO CHE MARTEDI’ 22 SETTEMBRE 2020 ROBERTA MAMUSA E’ STATA CONDANNATA A CAGLIARI PER DIFFAMAZIONE CONTRO VALENTINA PITZALIS, CON UNA SANZIONE DI 800 EURO E ALTRI 5000 EURO DI CONDANNA PROVVISIONALE. UNA SENTENZA CHE HA SANCITO COME QUESTA DONNA ABBIA PERSEGUITATO VALENTINA A PARTIRE DAL 2014.

UN PROCESSO CHE HA PRESO IL VIA  SOLO PERCHÉ UN GIUDICE HA RESPINTO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELLA PROCURA, RINVIANDO D’IMPERIO A GIUDIZIO LA MAMUSA.   UN  PROCESSO IN CUI LA PROCURA HA PENSATO BENE DI CHIEDERNE LA CONDANNA A SOLI 500 EURO DI MULTA, PENA POI DIVENUTA PIÙ GRAVE PER VALUTAZIONE DEL GIUDICE. SENZA PERO’ CHE SCATTASSERO PENE ACCESSORIE COME LA CANCELLAZIONE DEI POST INCRIMINATI, O LA CHISURA DEL SITO DAL QUALE DA ANNI PARTONO LE DIFFAMAZIONI STESSE.

500 EURO DI SANZIONE RICHIESTI, PER ANNI DI PERSECUZIONE AGGRAVATA E CONTINUATA, ERA LA RICHIESTA.

PER LA PROCURA DI CAGLIARI SE ROVINI LA VITA A UNA DONNA BRUCIATA VIVA DA TUO FIGLIO PER ANNI, DEVI ESSERE PUNITA CON UN AMMENDA DI 500 EURO. A UNA DONNA CHE SI DICHIARA NULLATENENTE ( NONOSTANTE I SUOI CONSULENTI DI GRIDO, GLI HOTEL AFFITTATI PER LE CONFERENZE STAMPA…), IN PRATICA, IL NULLA.

UNA DONNA CHE POCO DOPO LA CONDANNA APPENA SUBITA COMMENTAVA COSI’ SUL WEB, CONFERMANDO QUANTO SCRITTO IN PRECEDENZA, OVVERO: NON MI FERMERÒ MAI.

 

 

RICORDIAMO CHE TUTTE LE INDAGINI, TUTTI GLI ESAMI, TUTTE LE INTERCETTAZIONI E PERSINO I LEGALI E I CONSULENTI DELLA FAMIGLIA PIREDDA SONO STATI PAGATI CON SOLDI DELLO STATO. LO STATO E LA PROCURA HANNO SPESO DECINE E DECINE DI  MIGLIAIA DI EURO PER TUTTO QUESTO.

TRE ANNI DI INDAGINI  DELLA PROCURA, CHE CERTO NON SI SONO CARATTERIZZATE PER QUELLA RAPIDITÀ CHE UNA SITUAZIONE COSI’ DELICATA AVREBBE RICHIESTO,  CHE SI SONO SISTEMATICAMENTE CONCENTRATE SU TUTTE LE IPOTESI DEI QUERELANTI.

TRE ANNI IN CUI  LO STATO HA DI FATTO SOSTENUTO ECONOMICAMENTE LA FAMIGLIA PIREDDA PERCHÉ POTESSE CONTINUARE A PERSEGUITARE VALENTINA PITZALIS.


RICORDIAMO CHE E’ ANCORA APERTA UN’INDAGINI PER STALKING A CARICO DELLA SIGNORA MAMUSA, DELLA SUA CONSULENTE SIONIS E DI ALTRI.

RICORDIAMO CHE TUTTO QUESTO E’ ACCADUTO SOTTO IL SILENZIO ASSORDANTE DELLO STATO E DELLA SOCIETÀ CIVILE.

RICORDIAMO CHE NESSUNA DELLE ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DELLE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA E QUANT’ALTRO – CON LA SOLA ECCEZIONE DI FARE PER BENE – SI E’ MAI ALZATA PER  DENUNCIARE L’ENORMITÀ E LA GRAVITA’ DI QUANTO STESSE ACCADENDO A CAGLIARI, DOVE UNA VITTIMA RICONOSCIUTA DA UN DISPOSITIVO DI ARCHIVIAZIONE VENIVA PRIMA PERSEGUITATA E POI ADDIRITTURA MESSA SOTTO INDAGINE CON L’ACCUSA PER OMICIDIO.

RICORDIAMO CHE PER MOLTO TEMPO QUELLA DI QUESTO BLOG, LA MIA,  E’ STATA UNA DELLE POCHE VOCI CHE SI SIANO ALZATE INDIGNATE, CERCANDO DI DIFENDERE VALENTINA. FINO A QUANDO NON SI SONO UNITE QUELLA DI ROBERTA BRUZZONE E SELVAGGIA LUCARELLI, CON TUTTA LA LORO FORZA.

RICORDIAMO COME CHI HA SCELTO DI SOSTENERE VALENTINA PITZALIS E’ STATO PUBBLICAMENTE DILEGGIATO, INSULTATO, DENUNCIATO, PERSEGUITATO DAI PIREDDA. CHE SONO STATE CREATE PAGINE IN CUI OGNI SINGOLA VOCE PRO PITZALIS, OGNI SINGOLA PERSONA, ERA OGGETTO DI ATTACCHI E DOSSIERAGGI, ALLA RICERCHE DI QUALSIASI OMBRA DEL PASSATO POTESSE ESSERE MANIPOLATA E USATA COME ARMA.

RICORDIAMO COME QUESTO PREZZO LO ABBIANO PAGATO IN TANTI, TRA I SOSTENITORI DI VALENTINA SUI SOCIAL, FINITI NELL’OCCHIO DEL CICLONE E DELLE DENUNCE. DENUNCE CHE ROBERTA MAMUSA ANCORA UNA VOLTA HA POTUTO FARE AVVALENDOSI ANCHE DEL GRATUITO PATROCINIO, DEI SOLDI DELLO STATO, MENTRE NOI ANCHE SOLO PER POTER ACCEDERE AGLI ATTI, CONOSCERE LO STATO DELL’ITER GIUDIZIARIO, ABBIAMO DOVUTO SOSTENERE SPESE LEGALI DI TASCA NOSTRA.

ANCORA UNA VOLTA INSOMMA IL SISTEMA HA PERMESSO A ROBERTA MAMUSA DI PERSEGUITARE LE SUE VITTIME TRAMITE DENUNCE CON I SOLDI DEI CITTADINI. E A NULLA VARREBBE POI ACCUSARLA DI CALUNNIA E CHIEDERLE I DANNI, SOSTENENDO ULTERIORI SPESE, TANTO DA NULLATENENTE, NON PAGHEREBBE PER TUTTE LE SUE ACCUSE INFONDATE. COME SEMPRE.

RICORDIAMO QUANTI, TRA I VECCHI SOSTENITORI DELLA MAMUSA, CHE L’HANNO ABBANDONATA SCOPRENDO LA VERITÀ, E SONO POI DIVENTATI SOSTENITORI DI VALENTINA,  SONO STATI PER QUESTO ATTACCATI, INSULTATI, PERSEGUITATI.

 

RICORDIAMO TUTTO QUESTO ORRORE. CHI HA PERMESSO CHE CONTINUASSE. CHI LO HA SOSTENUTO E CHI E’ STATO COMPLICE.

 

 

MA OGGI RICORDIAMO SOPRATTUTTO UNA COSA:

 

VALENTINA E’ INNOCENTE

VALENTINA E’ UNA VITTIMA

VALENTINA E’ UNA DONNA LIBERA.

 

VOLA LIBERA E FELICE, VALE. COME UNA MAGNIFICA FENICE.