VALENTINA PITZALIS: SOTTO LA SILENZIOSA COLTRE DELLE SENTENZA RESISTONO I FIORI DELL’ODIO

 

Ci sono persone che ancora credono che la Terra sia piatta.

Ci sono persone che ancora pensano che il Covid non esista.

Ci sono persone che ancora credono che Elvis sia ancora vivo.

Ci sono persone convinte che i Rettiliani governino il mondo.

E così ci sono anche persone che credono ancora a Roberta Mamusa.

 

Due mesi fa un dispositivo firmato da un Giudice ha stabilito una volta per tutte che Valentina Pitzalis è innocente da tutte le accuse che le sono state mosse nell’arco degli ultimi 9 anni dalla madre di Manuel Piredda.

E che Manuel, suo marito, è l’uomo che il 17 aprile 2011 le diede fuoco cercando di ucciderla.

Una sentenza che avrebbe dovuto chiudere per sempre ogni discussione, ogni polemica, ogni dubbio.

Ne ho pubblicati gli estratti essenziali qui –> LE PAROLE DEL GIUDICE CHE SANCISCONO L’INNOCENZA DI VALENTINA PITZALIS

 

Una sentenza arrivata dopo tre interminabili ( e ingiustificabili, da molti punti di vista ) anni di indagini, di prove raccolte, testimoni interrogati, perizie svolte su cellulari, perizie svolte sul corpo di Manuel e sulle ferite di Valentina. Una montagna di elementi vagliati attentamente. Una valanga di prove che ha portato la Procura prima, e un Giudice dopo, a concludere che la Pitzalis è stata la vittima di un tentato omicidio, sopravvissuta a stento alle fiamme che avrebbero dovuto ucciderla.

E sopravvissuta solo grazie alla sua forza e alla determinazione alla persecuzione subita ad opera della madre per anni, come sancito dalla seconda sentenza di questo autunno, quella di condanna per diffamazione di Roberta Mamusa.

Queste due sentenze avrebbero dovuto essere come un’abbondante nevicata, capace di portare silenzio, di far scomparire i rovi appuntiti delle insinuazioni, di impedire alle erbacce velenose di crescere ulteriormente sotto il suo peso. Quello della Giustizia. E invece… e invece a due mesi di distanza ecco riemergere da sotto quella neve i fiori dell’odio, delle bugie, delle insinuazioni… segno che il veleno che ha fatto loro da concime per tutti questi anni e’ duro da eliminare. Come in ogni opera di bonifica occorre pazienza. Sarebbe necessario raggiungere ad uno ad uno quei fiori oscuri e strapparli fino alle loro radici. Quelle aggrovigliate in profondità attorno all’ignoranza, alla prevenzione, alla frustrazione di quanti continuano a farli germogliare attraverso le loro parole.

Parole che sono tornate a proliferare sul web, nelle ultime settimane, in particolare sotto alcuni articoli pubblicati da Casteddu Online e l’Unione Sarda, in particolare sotto i post on line di questi articoli che parlavano di Valentina Pitzalis. Se volete dare un’occhiata alle parole ostili, offensive, diffamatorie potete andare a questi 3 link e leggere tra i commenti:

 

CASTEDDU ONLINE – IO COSTRETTA A PAGARE

CASTEDDU ONLINE – ASTA PER VALENTINA

UNIONE SARDA – FEDEZ E CHIARA SI METTONO ALL’ASTA

 

A suscitare il ritorno sul web di una nuova ondata di veleno è stata l’ultima colpa di Valentina Pitzalis: essere tornata in Tv, essere tornata ad esistere, a raccontare la sua storia, prima a Verissimo e poi a Porta a Porta. Aver raccontato la sua incredibile storia, non solo l’essere sopravvissuta a un tentato omicidio, ma anche l’essere finita sotto un’inchiesta della magistratura cagliaritana con l’infangante accusa di essere stata lei ad uccidere il suo carnefice. Tre anni d’inferno, oggetto di una campagna di diffamazione continua da parte di chi l’aveva denunciata e di alcuni dei suoi consulenti, con conferenze stampa, interviste, comunicati, e centinaia di post sui social in cui si raccontava – dopo la prima versione del cranio di Manuel rotto – la nuova versione del suo efferato delitto: l’uccisione di Manuel con vari strumenti, dai proiettili all’arma morbida tipo calza, a seconda dell’evolversi dell’indagine. A mano a mano cioè che l’ipotesi precedente veniva smentita da prove, consulenze tecniche, testimonianze…

Certo roba da poco, cosa vuoi che sia rispetto al ‘dolore di una madre‘… Cosa vuoi che sia essere prima bruciata viva, restare poi deturpata a vita, provare a ricostruirsi una vita per vedere la madre del tuo carnefice perseguitarti e diffamarti per anni,  e alla fine accusarti di omicidio sulla base di un impianto accusatorio inconsistente, pieno zeppo di fantasie, foto ingrandite e interpretate, testimonianze risultate poi prive di qualsiasi autenticità… cosa vuoi che sia saperti innocente e vederti schiaffata sui giornali come possibile assassina… accusata di essere bugiarda, invitata a costituirti alla polizia… cosa vuoi che sia se ad ogni iniziativa pubblica in cui vieni invitata arrivano decine di segnalazioni per ricordare agli organizzatori che tu sei sotto inchiesta per omicidio, cosa vuoi che sia se vengono lanciati appelli per segnalare se qualcuno ti invita in una scuola a parlare di violenza sulle donne o bullismo, per poter aizzare i genitori contro di te…

Cosa vuoi che sia tutto ciò se tu sei una donna innocente, se tu sei una vittima, se qualcuno ti ha dato fuoco perché tu non lo amavi più.

Nulla, rispetto al ‘dolore di una madre‘.

 

Ovviamente, in questo meraviglioso mondo del web, dei seguaci mamusiani, degli adepti di Verità e Giustizia per Manuel Piredda, dei frustrati dalla tastiera facile, dei signori ‘sono pur libero di avere un’opinione’… nulla conta che la signora Roberta Mamusa, che la sua versione dei fatti, sia da anni oggetto di sentenze. Sia stata piu’ volte giudicata come una persona che racconta una versione dei fatti diversa da quelle emersa dalle indagini, che sia stata condannata per diffamazione nei confronti di Valentina.

Tutto questo non conta nulla.

Così come nulla conta il curriculum giudiziario di Manuel Piredda,  del ‘ragazzo cui bisogna portare rispetto‘, del principe di mamma e papà.  Non importa che abbia perseguitato già da maggiorenne la sua ex fidanzata del liceo trasformando la sua vita in un inferno, non importa che abbia aggredito dei Carabinieri perchè era completamente strafatto e proprio per questo giudicato non imputabile, non importa che una perizia psichiatrica abbia sancito i suoi problemi di testa e il fatto che il suo abuso di psicofarmaci potesse renderlo violento, non importano i suoi furti, la sua evasione dai domiciliari…

Non importa che abbia cercato di uccidere Valentina Pitzalis.

Tutto questo non importa, perché aveva degli ‘occhi così dolci‘…

Perchè ovviamente, è questa l’ultima fandonia della setta, Valentina Pitzalis è stata ritenuta innocente, il caso archiviato e Manuel giudicato ancora una volta colpevole, per via dei POTERI FORTI…

In pratica, visto che durante la vita tanto di Manuel, quanto della madre, svariati Procuratori e Giudici si sono occupati della loro gesta, finendo sempre per ritenerli responsabili… in pratica, dicevo, questo grande complotto dei POTERI FORTI contro i Piredda e a favore della Pitzalis è partito ancora prima che Manuel e Valentina si conoscessero…

Un grande complotto dei POTERI FORTI che però non ha impedito alla Procura di Cagliari di aprire un fascicolo contro Valentina, bizzarro come questi POTERI FORTI funzionino a corrente alternata… Un fascicolo fortemente voluto dal Procuratore Ganassi, tanto elogiato dai PIredda e quindi di certo non un ‘venduto’ ai POTERI FORTI… eppure lo stesso Ganassi alla fine ha chiesto l’archiviazione, persino lui, il decantato paladino dei Piredda.

Ma c’è sempre modo di poter spargere veleno e accusare.

Ed ecco quindi che Valentina torna ad essere colpevole. Ancora una volta colpevole di raccontare la sua storia. Di raccontare di Manuel e della persecuzione della signora Mamusa.  E persino, pensate un poco, colpevole di chiedere aiuto per poter pagare i suoi debiti, quelli che ha dovuto accollarsi per difendersi in Tribunale dalle false accuse della madre dell’uomo che ha provato ad ucciderla. Quelle che ha dovuto sostenere per denunciarla e provare inutilmente ad appellarsi alla Giustizia perché la persecuzione sul web finisse.

Ed ecco che anche aver speso quei soldi finisce con l’essere una colpa.

Quindi, la signora Mamusa, la signora ‘il dolore di una madre‘ è legittimata a denunciare una donna innocente facendo sostenere la follia delle sue accuse dalla Stato, da tutti noi. Perchè la signora si dichiara nulla tenente, e quindi siamo noi a pagare i suoi avvocati, le sue querele, i suoi consulenti tecnici, i suoi criminologi, fotografi, esperti vigili del fuoco, anatomopatologi, etc etc…. noi tutti, come comunità paghiamo perché lei possa perseguitare la vittima di suo figlio. Così come paghiamo per tutte le spese processuali connesse: esami, perizie, intercettazioni telefoniche, interrogatori…e via, migliaia e migliaia di euro spesi da tutti noi per seguire una ridda di accuse che non avrebbero dovuto trovare spazio nemmeno sul web.

E di tutto ciò alla fine la Signora Mamusa pagherà qualcosa?  No, perché lei è nulla tenente.

Valentina invece prende una pensione di invalidità. E siccome è invalida ,vive con i suoi genitori, e il suo reddito si somma anche ai loro, e quindi nessun avvocato pagato dallo Stato, nessun consulente pagato dalla Stato. Valentina se vuole difendersi deve pagare di tasca propria. Non perché ricca, ma semplicemente perché ha un reddito minimo.

Così alla fine si ritrova con un debito da quasi centomila euro.

E cosa fa? Osa addirittura andare in Tv per chiedere aiuto. Lo capite che malvagia persona è questa donna?  Osa parlare e osa chiedere aiuto…

E accade persino che qualcuno la ascolti e si mobiliti per aiutarla, come Fedez e Chiara Ferragni, e altri come loro.

E qui scatta di nuovo tutto l’odio nascosto sotto la neve della Giustizia. Quella Giustizia che non perseguendo chi li alimenta, lascia crescere sotto la coltre i fiori del male.

Così quando la notizia delle sue interviste esce sui giornali sardi, quando esce la notizia dell’aiuto che le viene offerto,  ecco scatenarsi nei commenti sotto gli articoli di Casteddu online e  dell’Unione centinaia di commenti ostili.

Ecco di nuovo scorrere la cattiveria. Basta leggerli per ritrovarvi tutte le insinuazioni diffuse per anni dalla signora Mamusa: dal cranio rotto di suo figlio fino ai guadagni milionari fatti da Valentina Pitzalis tramite le tv e le onlus. Rieccole lì tutte in fila le cattiverie diffuse, il veleno cha ha concimato i fiori dell’odio.

Ora Valentina è colpevole anche di essere stata costretta dalla Mamusa a difendersi in Tribunale.

E come sempre poco importa che Valentina non venga pagata per andare in Tv, non venga pagata per andare nelle scuole o alle pubbliche iniziative. Poco importa che se fosse diventata davvero ricca, non avrebbe piu’ diritto alla sua pensione di invalidità, e che se invece continua a riceverla è perché  ricca non e’ diventata. Che se fosse diventata davvero ricca – con tutto il suo immenso amore per Carbonia – non sarebbe ancora a vivere lì, circondata da gente che la odia, aizzata contro di lei da chi le vuole male. Spiata da vicini che fanno relazioni su di lei  alla Mamusa. Circondata  da silenti concittadini e amministratori pubblici che non hanno mai speso una parola per difenderla.

E spero che lo faccia prima o poi Valentina, anche senza queste fantasmagoriche ricchezze, di fuggire e venire a vivere in una grande metropoli, per tornare alla vita, ad esse solo una donna. Una donna speciale, in mezzo a milioni di donne speciali.

Per ora restano i conti da pagare. Il dovere di saldarli e il diritto di chiedere aiuto per farlo.

 

E chi volesse aiutarla, può farlo qui. Donando anche un solo euro.

–> REGALA UN SORRISO PER VALE

Valentina Pitzalis non deve diventare ricca, deve poter tornare a vivere libera.